Idlewild South, il rock targato sud della Allman Brothers Band

(Maurizio Galli – 29 settembre 2019)

Ai primi di settembre ci eravamo lasciati con il debutto (4 novembre 1969) della band dei fratelli Allman – anche se a dire il vero è un po’ riduttivo identificare questa storica band solo con Duane e Gregg Allman visto il calibro dei sodali presenti nel gruppo.

La band formatasi tra il 23 e il 26 marzo del 1969 a Jacksonville, Florida ma con il quartier generale nella città di Macon, in Georgia a meno di un anno dalla pubblicazione dell’album di debutto diede alle stampe, il 23 settembre 1970, il loro secondo LP. Il disco, Idlewild South (ATCO Records, SD 33-342) è prodotto da Tom Dowd (ad esclusione del brano Please Call Home che è stato prodotto da Joel Dorn) e registrato in cinque mesi tra Macon, Miami e New York ottenne quasi subito un buon riscontro sia da parte del pubblico che dalla critica.

Ed Leimbacher (Rolling Stone, Natale 1970): “[…] un grande balzo in avanti rispetto all’album d’esordio anche se il secondo lato è più deludente […] Idlewild South promette bene per il futuro degli Allman

Guardando i successi ottenuti della band possiamo osservare che Leimbacher ci vide bene. Fu proprio Idlewild South – il cui titolo proviene dal soprannome dato dalla band allo sgangherato capannone affittato, fuori Macon, per le prove – con i suoi appena trentun minuti a dare l’imprinting al tipico sound che li rese, a ragione, i portavoce del southern-rock, ovvero di quel rock intriso di blues e di country tipico del sud dell’America.

È sufficiente il memorabile e sofisticato intro strumentale di Revival, con le chitarre di Duane Allman e Dickey Betts che suonano all’unisono, per capire di che pasta sarà l’album che ci apprestiamo ad ascoltare. Anche sul versante del testo la scrittura di Betts trasmette subito un forte appeal, ne è una prova proprio il ritornello del primo brano del disco. Anche se la summer of love non è terminata da poco i richiami a quello storico momento e all’amore universale sono ancora evidenti nel brano: People can you feel it? / Love is everywhere. Segue Don’t Keep Me Wonderin’ con un sound a tinte blues e soul che ci regala, oltre all’armonica di Thom Doucette, la prima prova in assoluto di Duane Allman alla chitarra slide.
And I’ve got one more silver dollar / But I’m not gonna let ‘em cath me, no / Not gonna let ‘em catch the Midnight Rider recita la cupa Midnight Rider, brano scritto da Greg Allman con l’aiuto, nel terzo verso, del roadie Robert Kim Payne. Il tema sociale trattato, la fuga solitaria e disperata alla ricerca della libertà di un uomo braccato, è tipico del periodo e ben si sposa con il suono della chitarra acustica di Duane Allman. La travolgente In Memory Of Elizabeth Reed oltre ad essere una delle canzoni più famose della band, richiestissima durante i live della band, è anche il brano che chiude il lato A del vinile. A quanto pare il titolo deriva da un’iscrizione presente su una lapide, vista da Betts in non si sa bene quale situazione, nel cimitero di Rose Hill a Macon. La struttura di quello che viene annoverato come il primo strumentale scritto dalla band è influenzata dal jazz. Una curiosità a riguardo di questo brano: è l’unico in cui il primo assolo viene eseguito da Dickey Betts invece di Duane Allman.
L’apertura del lato B è demandata all’impetuosa (secondo Leimbacher) Hoochie Coochie Man cover del noto blues a firma Willie Dixon interpretata nel cantato dal bassista Berry Oakley. Seguono la ballad Please Call Home e il funk di Leave My Blues At Home entrambi i brani a firma Greg Allman.

Una caratteristica che ritroveremo spesso negli album della ABB è la presenza, oltre della doppia batteria, anche della doppia chitarra solista spesso suonata all’unisono da Duane e da Dickey Betts ognuno ovviamente con il proprio tratto distintivo – Duane ad esempio era più eclettico nel fraseggio rispetto a Dickey. Un’altra differenza tra i due chitarristi è che fino all’ottobre del 1971 (il 29 ottobre Duane morì tragicamente) le parti di chitarra slide vengo sempre suonate solo ed esclusivamente da Duane. Solo dopo quel tragico evento Dickey Betts inizierà ad inserire parti di chitarra slide nel sound della band – un esempio è il brano Pony Boy presente in Brothers And Sister in cui Betts suona un dobro.

Band:
Duane Allman (chitarra elettrica solista, chitarra acustica, chitarra slide), Dickey Betts (chitarra e lettrica solista), Gregg Allman (organo, piano, voce), Berry Oakley (basso, voce solista in Hoochie Coochie Man), Jai Johanny Johanson (batteria, congas, timbales, percussioni), Butch Trucks (batteria, timpani), Thom Doucette (armonica, percussioni)

Elenco brani:
Revival (Dickey Betts)
Don’t Keep Me Wonderin’ (Greg Allman)
Midnight Rider (Greg Allman e Robert Payne)
In Memory Of Elizabeth Reed (Dickey Betts)
Hoochie Coochie Man (Willie Dixon)
Please Call Home (Greg Allman)
Leave My Blues At Home (Greg Allman)

Precedente Llego Navidad, ovvero il Natale secondo i Los Lobos Successivo Black Star Riders – Another State of Grace