Paolo Bonfanti & Martino Coppo – Pracina Stomp

(Maurizio Galli – 6 dicembre 2019)

Signori miei mettiamo subito i giusti puntini sulle i. Ancora una volta Paolo Bonfanti e Martino Coppo con Pracina Stomp dimostramo, se mai ce ne fosse il bisogno, di essere due artisti con la A maiuscola.

Un breve excursus su questi due personaggi per quei pochi sbadati che ancora non li conoscessero.
Paolo Bonfanti, classe 1960, è un bluesman mancino dalla tecnica chitarristica sopraffina. Come se ciò non bastasse già in quest’album rivela ancora una volta un’ottima propensione alla composizione. Front-man nei Big Fat Mama dal 1985 al 1990, nei Downtowndal 1990 al 1992 – gruppo internazionale che vede la partecipazione del sassofonista Dick Heckstall Smith (Colosseum, John Mayall) e del batterista Mickey Waller (Jeff Beck Group, Steampacket, Brian Auger & The Trinity, Rod Stewart) – dal 2003 milita negli Slowfeeet con Franz Di Cioccio e Lucio Fabbri (entrambi PFM). Può bastare? Certo che no, è anche autore di libri didattici sulla chitarra e ha alle spalle qualcosa come dodici CD incisi. Perbacco c’è di che non annoiarsi.
Il resto della miscela esplosiva è tal Martino Mandolin Magister Coppo, genovese doc come Paolo. Appassionato da sempre secondo mia memoria (è nel 1981 che entra a far parte dei Red Wine e incide con loro 6 album) di bluegrass. Si narra che abbia iniziato a suonare la chitarra virtualmente all’età di 5 anni, utilizzando una racchetta da tennis. Vi evito qui le collaborazioni cosi’ da non dover sciorinare il buon vecchio elenco telefonico, i curiosi facciano una navigata nelle tempestose acque della internet e ne avranno di che leggere.

Il sodalizio tra i due artisti genovesi – mi piace ricordare Genova in quanto in gioventù è stata un po’ la mia seconda città – inizia nel lontano 1985; l’ultimo loro lavoro insieme, prima di Pracina Stomp, è Friend Of A Friend del 2014. Come ben sappiamo delle volte il nastro della vita corre via veloce ed eccoci arrivati al 27 maggio 2019 quando il duo decide di chiudersi all’interno della Cascina Pracina, ecco emergere una parte di nome del CD, sita nella valle del Monferrato (AL). A quel punto ripercorrendo un po’ quelle che sono le tradizioni a loro, e a noi, tanto care e in poco meno di una settimana danno vita al disco.

I due musicisti per l’occasione si avvalgono di collaborazioni con i fiocchi: Nicola Bruno al basso, Stefano Resca alla batteria, Roberto Bongianino all’fisHammond e accordion e last but not least Larry Campbell in qualità di produttore, violino, chitarra acustica e cori insieme alla moglie Teresa Williams.

L’album si apre all’insegna della tradizione con una jiga (antica danza datanile intorno al XVII e XVIII secolo) e da lì in poi è un susseguirsi di gran festa per le nostre orecchie e i nostri cuori. Un album variegato all’interno del perimetro Americana, troviamo infatti i bluegrass di Anniversary Reel, Pracina Stomp e Visa Application Blues – quest’ultima composta insieme a Lowell Levinger aka Banana – il sound blues oriented di I Kinda Like It e Over’s Under, l’americana di You Were Right e Nowhere. Dal punto di vista delle collaborazioni, oltre a quelle già citate, troviamo David L. Weatherford (Slow Dance), Silvio Ferretti (Cold Dark Grave), Christoffer Olsson (For What It’s Worth). Chiudete gli occhi… ascoltate Passa O Diao, ovvero Passa il Diavolo, e fatevi trasportare come per magia in uno dei caruggi di Via Prè ma… attenzione ai crocicchi! Siete avvisati.

In estrema sintesi dodici gemme capaci di scaldare i cuori. Alla via così.

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