La grande carestia (An Gorta Mòr) raccontata dagli Ifsounds

(Luca Paoli – 27 maggio 2019)

Il progressive rock italiano sta vivendo una nuova giovinezza: le uscite discografiche di questi ultimi tempi sono parecchie e di qualità sopra la media. Si passa dal Folk-Prog, al Metal-Prog e al Symphonic-Prog giungendo a lambire quei territori Jazzmai dimenticati. Non si sottraggono a quanto scritto sopra i molisani Ifsounds con il loro nuovo album An Gorta Mòr (2018) che tradotto significa “La grande carestia”. La band in attività dal lontano 1993 a nome If, ha negli anni raccolto consensi e premi in tutto il mondo a dimostrare la qualità della loro proposta nel panorama del Progressive-Rock, senza cadere mai nell’errore di ricalcare quanto scritto e suonato nei gloriosi anni ‘70. Proponendone una loro versione attuale e fresca con umori che spaziano tra Folk, e Psichedelia ed incursioni nell’Hard Rock che aggiungono la giusta dose di pepe al loro già vario menù, eccoli arrivare al sesto album, nel quale affrontano il dramma storico della grande carestia che colpì l’Irlandadal 1845al 1849. Durante quel difficilissimo periodo morirono migliaia di persone, ed altrettante furono costrette a lasciare l’Isola Verde, e su questo tema oggi molto attuale e drammatico, la band costruisce un disco che richiama i classici concept album del passato. La scelta di aprire l’album con Mediterranean Sea è di per sé molto significativa, e il suo inizio incalzante che poi si fa pacato e quasi intimo racconta una storia musicale molto affascinante. Ottima la prestazione vocale di Runal che sa calarsi perfettamente tra le pieghe del brano, mentre l’assolo di chitarra di Dario Lastella è da applausi. Nella seconda traccia, Techno Gurn, troviamo echi di PFM, stemperati da una manciata di ingredienti psichedelici, mentre il terzo brano dal titolo Violet, è la classica ballata di ampio respiro che ci porta su lidi pop, eseguita comunque con gusto e sentimento: sicuramente pregevole l’assolo di chitarra acustica che impreziosisce il brano. Si torna a suoni più duri con Reptilarium che affonda un piede negli anni ‘70 e l’altro nel sound moderno ed attuale: brano sottolineato da interessanti cambi di ritmo, che evidenziano la qualità tecnica e il sentimento presenti nel suono del gruppo. A concludere l’opera ecco la title track, una suite di ventidue minuti nella quale la musica irlandese, il rock e la musica lirica si fondono ottimamente regalandoci un’esperienza d’ascolto unica e difficilmente eguagliabile. In conclusione siamo al cospetto di un album vario, ottimamente arrangiato e suonato, che non deluderà gli appassionati di quel rock che oggi le grandi grandi case discografiche non propongono più. Il progressive del nuovo millennio è vivo e vegeto e gli Ifsounds sono qui a dimostrarcelo.

1. Mediterranean Floor. 2. Techno Guru. 3. Violet. 4. Reptilarium. 5.
An Gorta Mór (I. Emerald Island II. Phytophthora infestans – III. Bridget O’Donnell
IV. The Great Famine V. Doolough Lake VI. The Docks of Limerick
VII. Regina Oceani VIII. Long cónra IX. Ghosts in America).

LINE UP:
Runal: voce – Fabio De Libertis: Basso – Dario Lastella: chitarre, tastiere, sintetizzatore e voce – Lino Mesina: batteria e percussioni – Claudio Lapenna: pianoforte, tastiere e voce

Prodotto da Dario Lastella Etichetta:Melodic Revolution Records

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