Il rock inglese dei Trifle

(Pierangelo Valenti – 13 giugno 2019)

Tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta nel rock di matrice inglese cosiddetto progressivo o meno convivevano, molto spesso intersecandosi, tre grandi filoni: il folk e tutti i suoi satelliti (acid folk, folk rock con diramazioni nella musica classica e nel jazz) che faceva capo al movimento di Canterbury, il blues elettrico innovativo di gruppi quali Bluesbreakers, Groundhogs, Savoy Brown, Taste ecc. ed infine gli artisti e le band che mischiavano il tutto con estrema disinvoltura sfuggendo a qualsiasi tentativo di etichetta come Colosseum, Diabolus, Titus Groan, Galliard, Manfred Mann Chapter Three, Demon Fuzz, Heaven… e questi Trifle. Fondati dal cantante George Bean – aveva all’attivo un paio di singoli già nel 1963 e con la sua precedente formazione, i Runners, forniva l’accompagnamento ai concerti di Cat Stevens e Lulu – i Trifle erano una brass rock band sul modello di Chicago e Blood, Sweat & Tears. Nel 1969 realizzarono un 45 giri per la United Artists, una azzeccata cover di “All Together Now” dei Beatles, passando quasi immediatamente alla Dawn (una succursale della Pye Records con un occhio di riguardo verso i musicisti emergenti) per la quale pubblicarono due anni dopo “First Meeting”, il loro unico album. La musica, un miscuglio ben assortito di rock, jazz, funky e pop, è caratterizzata da un’eccellente sezione fiati, composta da Barrie Martin ai sassofoni e Dick Cuthell alla tromba e flicorno, il cui apporto risulta evidente e predominante anche nel tipo di composizioni, concepite molto probabilmente con le parti degli ottoni ben in mente ed enfatizzate, oltre agli interventi di Hammond e pianoforte ad opera di Alan Fieldman. Purtroppo il gruppo si sciolse definitivamente quattro mesi dopo l’uscita del disco per la morte improvvisa di George Bean interrompendo bruscamente una carriera di certo molto promettente. Spariti nel nulla insieme alla loro intera produzione, sorte comune a parecchie brass rock band nate all’epoca in numero incredibile per ogni dove e delle quali si ignorò del tutto l’esistenza anche dopo decenni, nel 2010 la puntuale Esoteric Recordings ha riedito “First Meeting” rimasterizzato con bonus track.

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