BOBBY LEE RODGERS & THE 5TH PYRAMID

(Aldo Pedron)

Bobby Lee Rodgers è nato a Savannah, Georgia. Attivo dai primi anni ’90 ad oggi, è uno dei chitarristi jazz, rock, fusion, blues più celebrati nell’ambito della scena musicale odierna. Titolare del Bobby Lee Rodgers Trio ancora in auge nel 2021/2022 negli Stati Uniti, è stato anche membro della jam band The Codetalkers (1999-2009) in realtà il suo gruppo d’accompagnamento di allora. Dopo aver studiato musica classica e jazz alla Università della Georgia si è trasferito a Boston, Massachusetts dove ha insegnato jazz al celebre Berklee College of Music.

Nel 1997 pubblica il suo primo album solista Water Buffalo per la ZC Records. In seguito, almeno altri 5 dischi autoprodotti Mercury Retrograde (2004), BLR (2011), Illuminati (2012), Firefly in realtà un extended play (EP, 2013) ed un disco dal vivo Wanee Music Festival: Live at Cornett’s Spirit of Suwanee Music Park, April 19–22,2017 (MunckMix, 2017).

Fabrizio Perissinotto della milanese Long Song Records (con oltre una cinquantina di dischi al suo attivo!) se ne esce invece con ben due altri eccellenti lavori Sled come Bobby Lee Rodgers Trio nel 2019 (Long Song Records) dallo stile funky e southern-jam e il più recente Bobby Lee Rodgers & The 5Tth Pyramid (2020).

L’intento di questa etichetta discografica è di proporre suoni tra i più travolgenti, un incrocio (ma non fusion) tra il meglio del rock, del jazz e del blues e della musica improvvisata in maniera diretta, creativa e sincera ed anche con Bobby Lee Rodgers (ora di base in Florida) hanno centrato il segno. Bobby Lee Rodgers è uno dei chitarristi più estrosi, versatili e tecnicamente meglio equipaggiati in circolazione e con quest’album pubblicato nel novembre 2020 il risultato è eccellente.

Una formazione (a creare la piramide) tutta italiana ad accompagnarlo ma assai inusuale con vibrafono e violino che vede la partecipazione di Silvia Bolognesi al contrabbasso e cori, Luca Gusella al vibrafono e cori, Emanuele Parrini (violino e cori) e Tiziano Tononi alla batteria e percussioni.

Bobby Lee Rodgers (chitarra voce), Emanuele “5P” Parrini (violino) e Tiziano Tononi (batteria) hanno poi suonato tutti e tre insieme anche nel progetto Me And The Devil del 2021 della J & F Band di Joe Fonda e Jaimoe (Allman Brothers Band).

Ora per questo Bobby Lee Rodgers And & The 5th Pyramid i suoni e i tocchi sono più esotici con richiami sixties e delle “good vibrations” decisamente vintage. Un mix di canzoni a partire dalle versioni funky di classici pescati nel repertorio precedente di Bobby Lee Rodgers ed alcune ballate straordinarie, esplorative che evocano in qualche modo le atmosfere alla Van Morrison (Astral Weeks) senza farsi mancare in certi brani dei tocchi e sonorità latineggianti.

Inciso a Milano ai Real Sound Studio l’8 e 9 giugno 2019 benché incisi in studio sono in presa diretta come se fosse un live a tutti gli effetti.

Tre brani sulla prima facciata e tre sulla seconda, tutti composti da Bobby Lee Rodgers e con Could It Be Love dedicata al beneamato e mai dimenticato Dr. John.

L’iniziale Ike Stubblefieldé decisamente funky-jazz con brevi assoli di chitarra e violino e continui   break d’effetto. Lima è latineggiante, Santana incontra Herbie Hancock e con Bobby Lee scatenato in lunghi e fluidi assoli di chitarra ed un Tiziano Tononi alle percussioni ed in un vibrante assolo di batteria. Piece è sperimentale, puro free-jazz. Could It Be Love è funky anni ‘70, New Orleans style nel ritmo e del dottore (Dr. John aka Mac Rebennack) nel modo di cantare di Bobby Lee con il vibrafono e la chitarra a tenere vive sonorità assai briose e seducenti. Victor The Snake Man è l’ennesimo funky-free-jazz in cui si mettono in evidenza lo strepitoso violino di Emanuele Parrini e il vibrafono di Luca Gusella in una continua ed incessante jam di oltre 9 minuti. Per la cronaca Could It Be Love appariva già nel suo album solista Water Buffalo del 1997, Lima era già stata incisa come Bobby Lee Rodgers & The Codetalkers nel 2008 e Piece é ripresa dal suo EP (extended play di 6 brani) intitolato Firefly del 2013.  
Due le bonus tracks: Out Of Space e Tumbling Down che sono soltanto disponibili per chi compra il disco in digitale sul sito dell’etichetta.

Un album (soltanto in vinile colorato a 33 giri) che mette a frutto l’esperienza di musicisti versati nel jazz, nei generi roots e nella musica improvvisata. Il mix originale di strumenti e la brillantezza degli esecutori permettono a Rodgers di riproporre alcuni dei suoi pezzi qui in una inedita versione decisamente più funky.

Un disco assai piacevole di funky-free jazz ben suonato, calibrato, in cui la netta sensazione é di trovarci di fronte ad una pura jam con tanta improvvisazione e virtuosismi sonori ragguardevoli.

TRACK LIST:             

  1. Ike Stubblefield (5.08)

2.  Lima (6.44)

3.  Piece (9.52)

4.  Could It Be Love (7.01)

5.  Victor The Snake Man (9.21)

6.  Sagittarius Face (7.05)

bonustracks (solo in digitale):

7. Out Of Space (8.35)

8. Tumbling Down (9.01)

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