Andrea Cubeddu – Weak Like a Man

“Siamo esseri umani perchè siamo deboli. Ecco a voi le mie debolezze. Le mie paure, i miei peccati e le mie sofferenze, sono tutte dentro le mie canzoni.” Andrea Cubeddu.
Lo scorso anno dicevamo di “Jumpin’ Up And Down” (2017), sua precedente prova discografica, con la conferma che la scena blues italiana fosse sempre più attiva e costellata di giovani (e un po’ meno giovani) promettenti musicisti. Oggi, in un giorno qualsiasi di questo strano mese di marzo più che mai – fortunatamente – ci ritroviamo a confermare la situazione. Finalmente (per chi scrive è sempre un gran piacere ascoltare della buona musica) ecco il nuovo album di Andrea Cubeddu:Andrea Cubeddu: “Weak like a Man” (2019). Classe 1993, sardo all’origine, della Barbagia per essere precisi, ma milanese d’adozione (ne calca infatti le scene dal 2015). Andrea è senza ombra di dubbio uno dei più interessanti bluesman in circolazione nella penisola italica, sia in studio che live. “Weak Like a Man” si compone di tredici tracce tutte scritte e prodotte dallo stesso Cubeddu ed è stato registrato presso il Lobster Studio di Monasterolo di Savigliano. Il packaging, anche l’occhio vuole la sua parte, è davvero ben curato con il design di Delia Carta e dello stesso Andrea Cubeddu, con foto di Pietro Agostini. Un disco questo, con pochi sfronzoli e cazzate ma suonato con tanta tanta passione, sentimento e rispetto per la tradizione (che tra l’altro in questi periodi bui ce n’è sempre un gran bisogno). Una vocina nella mia testa dice che dovrei smettere di suonare ‘ste robe e dedicarmi alla musica che va di moda oggigiorno, o mettere su una cover band, o meglio ancora partecipare ad una Talent Show che si guadagna di più e si vive meglio. Questa è la voce del denaro. Pensa di tentarmi. È certa che un giorno gli venderò l’anima e con essa tutti i miei sogni e i miei principi. Quanto fiato sprecato.” Ascoltate brani come Damn Money, Nobody To Blame, Orion, Good Friends By My Side e Something I Can’t Have e capirete al volo la cifra artistica di questo musicista. Cercate Cubeddu nelle strade, nelle piazze, nei pertugi e, se ne avete modo, ascoltatelo anche nei suoi precedenti album: “On The Street” (Ep del 2016) e “Jumpin’ Up And Down” (2017). Dateci retta, seguite con grande attenzione questo ragazzo perché siamo convinti che ne sentiremo parlare (molto bene) ancora a lungo. Disco consigliato. Alla via così.

Recensione presente su Magazzini Inesistenti http://www.magazzininesistenti.it/andrea-cubeddu-weak-like-a-man-2019-maurizo-galli/

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