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SCREAMERS – DEMO HOLLYWOOD 1977

(Gabz)

Probabilmente pochi, pochissimi, forse nessuno che legge qui conosce gli Screamers, una band Californiana di Los Angeles dei ’70, ma questo non è importante; quelli interessati possono fare delle ricerche nel web per colmare il difetto di informazioni.

Voglio iniziare ricordando che sono stati molto influenti per la scena musicale del tempo e soprattutto per lo sviluppo della musica elettronica degli’ 80; ma posso anche finire subito qui l’articolo dicendo che non hanno mai pubblicato un disco nella loro fase di vita artistica. Non sono documentati come meritavano, se non in qualche improbabile bootlegs che li rappresenta in concerto e negli articoli della stampa musicale.

Nati nel 1975, poco prima della ondata punk 1977, si sono sciolti nel 1981 sulla scia della new wave e dell’hardcore lasciando -il nulla- dietro di loro a documentare l’epitaffio. Avevano un nutrito seguito di fans ed una eccellente reputazione nella prolifica e movimentata scena di Los Angeles; molto seguiti dalla stampa periodica locale e dalle fanzines musicali, hanno fatto diversi sold-out consecutivi suonando nei locali famosi di Los Angeles, il Whisky a Go Go, lo Starwood, il Roxy Theatre. Malgrado tutta questa attenzione non hanno mai firmato per una etichetta discografica. C’è da dire che non erano interessati a fare dischi, perchè era riduttivo per la loro proposta musicale, che aveva la connotazione della ricerca teatrale votata alla multimedialità.

Nel 2000, poco dopo la morte del cantante Tomata Du Plenty, è stato pubblicato un CD retrospettivo, che contiene diversi spezzoni musicali registrati dal vivo e la copia di quarta mano di nastri demo in studio che circolavano tra i tape traders.

L’occasione di questo articolo è la recente uscita per l’etichetta -Superior Viaduct- di un disco contenente le prime registrazioni originali in studio, forse le uniche.  Sono 5 canzoni registrate nel 1977 con un 4 tracce Teac in maniera grezza ed approssimativa, che ribadiscono oggi a distanza di 44 anni quanto erano innovativi e diversi.

I coetanei Avengers, X, Dils, Weirdos erano gruppi più ancorati alla matrice del r’n’r, gli Screamers invece facevano una specie di Techno-Synth-Punk ed erano un passo avanti nelle intenzioni: volevano rompere il retaggio musicale degli anni 60, gli schemi del rock conosciuto, che vedeva l’organico conformato tradizionalmente in -voce, chitarra, basso, batteria. 

Evitando accuratamente gli strumenti elettrici -chitarra e basso- nell’economia sonora, gli Screamers si proponevano in antitesi con due tastiere, Tommy Gear- al sintetizzatore ARP Odyssey e -David Braun- al Fender Rhodes collegato in uscita a un Big Muff Fuzz , un batterista -KK Barrett,  e infine il cantante -Tomata Du Plenty- che era una specie di caricatura clown di Frankenstein come scrissero in un articolo del tempo.

Verso fine della loro storia l’organico si è ampliato con l’aggiunta di due violinisti e di una corista, ed è un vero peccato che non esistono documenti sonori a testimoniare gli sviluppi sonori.

Il look era Punk, fatto di capelli tirati in alto con il gel e la lacca, avevano uno stilista a tempo pieno al loro seguito durante i concerti; la musica molto fisica e rumorosa, un lo-fi pulsante di elettronica a spingere le canzoni, veri e propri patterns ipnotici che a loro dire dovevano provocare uno stato di ansietà. Tutto era studiato, veicolato in modo semplice e minimale, perfino nel logo disegnato dal grafico underground Gary Panter. Come spesso accade si celebra il valore e l’importanza di qualcosa o di qualcuno quando questo è passato via e non c’è più. 

Il vero epitaffio del gruppo è il video di 122 Hours of Fear, registrato al Target Video nell’agosto del 1978, che al momento su youtube ha piu di 716k visualizzazioni.

John Savage, noto giornalista musicale (n.d.r) scrive nelle note di copertina del disco: This is the Screamer’s time, and the time is now.

Io li adoro da sempre.