In ricordo di Aaliyah

(Raffaella Mezzanzanica)

Nella musica, esattamente come nella vita, nulla accade per caso. Tutto è correlato, tutto ha un senso. Io, almeno, ne sono convinta.

Mercoledì 25 agosto. Sto guardando su YouTube il video della performance dei Bastille a Good Morning America. La band presenta Distorted Live Beam, uno degli ultimi singoli. Il video viene proiettato su uno dei megaschermi che circondano Times Square a New York. Ad un certo punto, l’immagine si sposta: a sinistra il megaschermo con la performance dei Bastille e, sulla destra, una gigantesca immagine che sparisce nel giro di pochissimi secondi. Non ne sono certa, ma mi sembra di riconoscere in quell’immagine un’artista che ho amato moltissimo e che ho ascoltato tantissimo in una parte lontana, ma non troppo, della mia vita.

Come ho detto, non ne sono certa. Faccio ripartire il video dei Bastille ed effettivamente mi rendo conto che su quel megaschermo c’è proprio lei: Aaliyah.

L’immagine mi colpisce per un motivo molto particolare: Aaliyah è scomparsa da molti, molti anni.

Devo assolutamente sapere che cosa sta succedendo. Mi metto subito a cercare e scopro che quest’anno ricorre il ventesimo anniversario della sua morte. Aaliyah è scomparsa il 25 agosto 2001, a seguito di un incidente aereo. Dopo aver finito di girare il video di uno dei suoi brani più famosi, Rock the Boat, Aaliyah è molto stanca ma non vuole aspettare il giorno successivo per tornare a casa. Il Cessna 402 su cui viaggiano l’artista e alcuni membri della sua casa discografica precipita poco dopo il decollo e prende fuoco, non lasciando scampo agli occupanti.

Aaliyah era nata nel 1979, quindi aveva solo ventidue anni. Molti artisti negli anni Novanta, iniziavamo a muovere i primi passi nel mondo della musica e dell’entertainment. Non lei.

A quel tempo, infatti, Aaliyah era già all’apice del successo. Artista di grande talento –  cantante, attrice, ballerina, modella – nel mondo della musica R&B e Hip Hop era estremamente rispettata, tanto da essere soprannominata “Princess of R&B” e “Queen of Urban Pop”.

Nella sua carriera come cantante, Aaliyah ha collaborato con tantissimi artisti: Timbaland e Missy Elliott, ad esempio, hanno prodotto il suo secondo album, One in a Million, tre milioni di copie vendute solo negli Stati Uniti e otto milioni nel mondo. Ha vinto tre American Music Awards, due MTV Video Music Awards e ha ottenuto cinque nomination ai Grammy.

 Come attrice, qualcuno la ricorderà per essere stata la protagonista del film Romeo Must Die e Queen of the Damned.

Aaliyah ha anche avuto anche un grandissimo impatto sulla moda ed è da sempre riconosciuta come icona di street style, soprattutto per la sua collaborazione con lo stilista Tommy Hilfiger. Nulla nei suoi outfit era lasciato al caso. Il suo intento è sempre stato quello di creare uno stile unico.

Kathy Iandoli, una delle più influenti giornaliste musicali, specializzata sul mondo Hip Hop, nonché Alumna in Residence al corso di Music Business alla New York University, ha pubblicato lo scorso 19 agosto, Baby Girl: Better Known as Aaliyah, la prima dettagliata biografia dell’artista, focalizzandosi, in particolare, sul suo impatto cross-culturale e cross-generazionale.

Missy Elliott, un’altra grandissima icona della scena hip hop (https://bit.ly/3kul697 ), in tutti questi anni, non ha mai dimenticato Aaliyah, soprattutto per la sua influenza e l’eredità che ha lasciato nel mondo della musica. L’ha ricordata, nel 2019, durante il suo discorso di ringraziamento per l’MTV Video Vanguard Award (“Aaliyah I love you. We miss you”) e l’ha ricordata quest’anno, a vent’anni dalla sua morte, con un questo Tweet.

Mercoledì 25 agosto, quell’immagine di Aaliyah a Times Square mi ha fatto pensare a come vent’anni fa mi sia arrivata la notizia della sua prematura scomparsa e la risposta è che, onestamente, non lo ricordo.

Tuttavia, il mio ricordo di questa artista è vivo, soprattutto quando ascolto Are You That Somebody?, un brano che fa parte della colonna sonora del film Doctor Dolittle e che rimarrà sempre la mia canzone preferita di Aaliyah.

Oggi, quell’immagine a Times Square ci ricorda anche che la sua musica è ora disponibile su tutte le principali piattaforme di streaming. E’ finita, infatti, la battaglia legale contro Barry Henkerson, zio dell’artista nonché Amministratore Delegato della sua casa discografica, Blackground Entertainment.

Age Ain’t Nothing But A Number è il titolo del primo album di questa grande artista. L’arte non ha età. Non importa per quanto tempo abbia vissuto un artista perché le sue opere resteranno per sempre, così come lei resterà per sempre Aaliyah.

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