CRIS MANTELLO – Dirt

(Aldo Pedron)

Polistrumentista, cantante, showman, uomo bizzarro, Cris Mantello dopo Thirteen (13° suo album del 2020) arriva ad una nuova avventura discografica intitolata Dirt con una splendida foto di copertina con tanto di sigaretta, cappello e stivali ma nudo nella sua vasca da bagno mentre legge un libro! (ndr. foto di Catlin Strange). Cris ha nuovamente inciso per la intraprendente etichetta bolognese Go Country Records di Paolo Pizzi.

Un artista autentico che continua imperterrito a muoversi sul terreno della tradizione musicale americana e lo fa molto bene. La sua anima rock & roll e rockabilly è sempre percettibile, ma la transizione verso il puro country iniziata con lo scorso lavoro discografico, risulta ormai irreversibile.

Hank Williams, Buck Owens, Merle Haggard, Merle Travis, Lefty Frizzell, Waylon Jennings, Dwight Yoakam, come guide spirituali. Brani decisamente honky-tonk, spunti bluegrass e cowboy ballads, animano l’album Dirt in una equilibrata e coerente forma sonora. Cris Mantello ha una visione approfondita e completa della tradizione musicale americana che, con questo album, si è però allargata fino a toccare gli anni ’60. La prima metà del ‘900 non basta infatti per descrivere il fenomeno musicale della musica country tradizionale. Il pregiato chitarrista, vocalist e songwriter (nei suoi dischi suona talvolta anche steel guitar, basso, contrabbasso, mandolino, dobro, banjo, organo, batteria e quant’altro), Cris Mantello riesce come al solito ad accompagnarci e guidarci alla scoperta del suo mondo musicale e personale di cui sono intrise le sue canzoni. Il disco di Cris è molto “Bakersfield” dall’area geografica a lui più congeniale, la California, la parte musicale degli Stati Uniti che conosce meglio. Il suo costante riferimento è sicuramente Alvis Edgar detto Buck Owens (1929-2006) texano di nascita e californiano d’adozione, attivo dal 1945, considerato uno dei maggiori interpreti della musica country che con la sua band, The Buckaroos e il suo cosiddetto Bakerfield Sound (il country californiano) in contrapposizione al country più mainstream di Nashville, ha raggiunto ben 21 primi posti nella celebre e speciale classifica Billboard Country Music Chart. (1963-1986).

Tra i pezzi più riusciti di Dirt troviamo il brano iniziale e omonimo che dà il titolo all’album, The Honky Tonks Are Closed, I Ain’t Got No Time e il bluegrass di Whiskey Road, pezzo surreale in cui è il whiskey stesso a parlare di ciò che può fare a una persona, illustrando benefici e danni.

Handsome Couple è puro honk-tonk mentre Cowboy Blues colpisce con il suo canto rassegnato.

In Dirt in cinque pezzi su dieci al basso troviamo lo stesso Paolo Pizzi (bassista, autore del mixaggio e della masterizzazione nonché titolare dell’etichetta), Sean Mencher alla chitarra baritono in Rio Grande mentre Mauro Florean è alla batteria in 4 brani.

10 pezzi suonati bene, cantati in uno slang americano che si addice al country e alla musica honky-tonk di cui Cris Mantello è padrone, detiene una totale padronanza di parole e musica, tanto savoir faire e un pizzico d’Italianità che non guasta mai. Cris snocciola qualità di scrittura mischiando la lussuria del rock con il lamento del country.

Alcune canzoni sono classiche ballate spezza cuori cantate con voce sofferente e suonate distillando una nota dopo l’altra, altre, di puro country dal ritmo veloce con un suono ostinatamente tradizionale ed una voce modulata in modo quasi perfetto.

Well Done! Ben cotto e ben fatto!

(Go Country Records, 2021)

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