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RednakS – Pangea

(Aldo Pedron)

RednakS è un chitarrista e compositore italiano che ora vive a Valenza ma è nato in Italia ad Alessandria nel 1992 e cresciuto tra il nostro paese e la Tunisia. Tutti elementi che hanno delineato il suo carattere e il suo stile musicale. Si avvicina alla chitarra all’età dei 16 anni attraverso varie e diverse influenze musicali che spaziano dalle radici del profondo blues come Robert Johnson, B. B. King, Howlin’ Wolf fino alla musica fingerstyle o fingerpickin’ o new age come Michael Hedges, Beppe Gambetta, Leo Kottke, Tommy Emmanuel o il chitarrista francese Pierre Bensusan. Ha frequentato la Scuola Italiana di Tunisi (G. B. Hodierna) ed ha studiato presso il Conservatorio Antonio Vivaldi di Alessandria.

La sua ricerca e sperimentazione musicale lo hanno portato a suonare numerosi generi, come l’ethno music con i Deers Brothers, band attualmente attiva, al Jazz e R& B con i Betty Pop, fino ad arrivare alla World music, il genere in cui ha trovato pienamente la sua personalità e la sua giusta collocazione. Nel 2019 è uscito il suo album strumentale Pagine del libro delle avventure, un progetto che racchiude l’essenza dei suoi viaggi che vengono raccontati attraverso le armonie delle sue corde (Capitoli I, II, III, IV).  Nel 2020 è uscito il suo secondo album Pangea, opera che consacra il suo cammino nella world music. Pangea è una fragranza di aromi musicali e culturali, sono l’esatta testimonianza di condivisione sotto diverse forme. Oltre ogni confine e ogni pregiudizio, Pangea, squisitamente strumentale, unisce i colori dei continenti raccontando le loro tradizioni in forma musicale. RednakS (il suo nome è Antonino Salamone ma in tunisino sarebbe SkandeR e RednakS è il suo nome africano capovolto) con la sua musica rappresenta un paesaggio espressivo e sonoro che colora, con le sue armonie, il sentiero della vita di coloro che lo ascoltano. Pangea (ndr. la pangea che si sarebbe formata circa 290 milioni di anni fa è il super continente che si ritiene includesse tutte le terre emerse della Terra durante il Paleozoico e il primo Mesozoico) con i suoi capitoli successivi all’album precedente: V, VI, VII, VIII, IX, X e i sottotitoli scritti in arabo, è un disco pieno di contaminazioni e influenze soprattutto mediterranee (africane) dovute sicuramente alla mamma tunisina ed il suo passato vissuto in Tunisia per 8 anni.  L’influenza berbera l’ha avuta grazie alla sua adolescenza.  Coffee Milk Blues sta a rappresentare le sue profonde radici blues, Un lungo viaggio è già un titolo esplicativo, Il cantico dei ghiacciai dove la natura si manifesta come una discussione, come un atto di pura ribellione, L’urlo dei Mwati Mwati (nome di un popolo di fantasia) è riconducibile al suo spirito totem.  Il popolo dello spirito dei delfini che hanno un dono fondamentale, sanno respirare e conoscono il respiro e sono in perfetta armonia con il battito della terra in simbiosi con le percussioni del brano. L’album è stato registrato a 432hz.

Pangea unisce i colori dei continenti raccontando le loro tradizioni in forma musicale.

Un disco in cui si percepisce la raffinatezza delle esecuzioni, la profondità della scrittura costruita con simbolismi esecutivi non comuni ed una musica fluida, lineare e precisa a confermare uno dei punti di forza di questo virtuoso musicista.

In questo nuovo lavoro, RednakS consacra il concetto di comunicatività ed efficacia fuori dai confini perché si permette di volare su aromi culturali che vanno dalla musica berbera tra le dune e il deserto del Sahara come in Sancho e Panza fino a quella celtica nella conclusiva Green Eyes Golden Heart. È la world music con la sua massima espressività!

(autoprodotto – 2020)

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