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Un sogno realizzato, ma finito troppo presto. La storia dei Brogues


Formazioni

THE BROGUES #1 (dal 1964 a maggio 1965)
Eddie Rodrigues (chitarra e voce), Rick Campbell (organo e voce), Greg Elmore (batteria), Bill Whittington (basso e voce)

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THE BROGUES #2 (da maggio a ottobre 1965)
Eddie Rodrigues (chitarra e voce), Rick Campbell (organo, basso e voce), Greg Elmore (batteria), Bill Whittington (basso, chitarra a 12 corde, voce), Gary Cole o Gerry Cole, divenuto famoso come Gary Duncan anche se il suo vero nome è Gary Grubb (voce, chitarra)

Bill Whittington, Eddie Rodrigues, Rick Campbell and Greg Elmore.


La storia

E chi sarebbero mai questi Brogues? In terra italica probabilmente qualcuno potrebbe ricordarsi Un ragazzo di strada, la canzone più nota del gruppo beat italiano I Corvi (Ariston Records, AR/0136, 45 giri, Italia, 1966). Bene, quella è una versione italiana di I Ain’t No Miracle Worker dei Brogues. Per essere proprio precisi è un brano di Nancie Mantz e Annette Tucker, interpretato dai Brogues. Ma andiamo con ordine.

American Music With a British Accent”, così veniva definita dalla stampa dell’epoca la musica dei Brogues. In effetti il 1964, anno di formazione della band, è proprio l’anno della prima, e più importante, delle due ondate di invasione all’interno delle classifiche musicali statunitensi di un grande numero di gruppi, trainati dall’immane successo dei Beatles – esploso dopo l’apparizione all’Ed Sullivan Show nel febbraio del 1964.

I Brogues si formano a Merced, in California nel 1964 con Eddie Rodrigues, Rick Campbell, Greg Elmore e Bill Whittington, (ex The Continentals poi divenuti The Merce Continentals) il loro manager è Garrie Thompson.

Il loro debutto viene fatto risalire alla vigilia di Capodanno del 1964 dove si guadagnarono immediatamente sia un fedele seguito locale nella loro città natale che una presenza emergente a San Francisco.
La loro primaria influenza è una band locale The Merced Blue Notes poi la musica inglese e il rhythm and blues. Mentre i loro contemporanei si vestivano ancora in modo classico, i Brogues non solo sfoggiano un’immagine decisamente ribelle ma sul palco erano soliti eseguire cover spigolose di brani britannici R&B (con qualche eccezione) come Hubble Bubble Toil And Trouble (dei Manfred Mann) e Mama Keep Your Big Mouth Shut (di Bo Diddley).
Inizialmente, le prestazioni ad alta energia dei Brogues furono accolte in modo negativo dal crescente movimento folk di San Francisco. Tuttavia, nell’area si sviluppò una sorta di simpatia per il suono del gruppo. Questa crescente notorietà portò il neonato gruppo a decidere di raggiungere la cittadina di Fresno per registrare due brani demo: Someday e la strumentale Journey.  Purtroppo però non ebbero gli sperati riscontri da parte delle case discografiche. Sennonché Clara Thompson, proprietaria della piccola etichetta discografica Hush/Twilight Records, dopo aver ascoltato i nastri incaricò immediatamente il figlio Garrie di far firmare ai Brogues un contratto discografico con loro.

Il 23 giugno 1965 i quattro ragazzi di Merced fecero il loro ingresso ai Coast Recorders di San Francisco dove incisero per la Twilight Records il loro primo singolo, Someday / But Now I Found. Per l’occasione Rick Campbell dall’organo passò al basso mentre Bill Whittington suonò la chitarra a 12 corde. Nonostante i cambiamenti Someday a differenza di But Now I Found (scritto da Campbell e Elmore e cantato dallo stesso Campbell), non riusciva a trasmettere il tipico sound e l’energia che la band era solita esprimere durante i live.
But Now I Found – grazie alle influenze dei Kinks, l’intro di basso di Whittington e la chitarra selvaggia di Rodrigues – dopo poche settimane divenne un successo radiofonico nella California centrale e nelle stazioni radio di Backersfield (KAFY) e Fresno.
Grazie alla fama locale ottenuta, la band ebbe modo di suonare diverse volte proprio a Fresno con artisti del calibro di The Zombies, Jewel Akens, Shirley Ellis e diversi altri.

Nel maggio del 1965, durante un concerto a Stockton con i Ratz – nelle cui fila militavano il chitarrista Bob Segarini e il cantante Gary Grubb – i quattro Brogues si resero conto che il loro front-man aveva la voce grintosa e l’aria punk che ben si adattavano al loro stile, così gli offrono di entrare a far parte della band.

Il periodo era uno di quelli che si potrebbe definire magico per la band. Durante la promozione del singolo viene loro offerta la possibilità di apparire all’interno dello show televisivo “Ninth Street West” della TV di Los Angeles.  In quell’occasione lo spirito punk, di cui abbiamo accennato più volte, emerse a gran voce durante un battibecco tra Gary Duncan e il conduttore televisivo. La band venne subito cacciata dallo studio televisivo dai produttori urlanti “Non lavorerai mai più!”
Nonostante la disavventura l’etichetta indipendente Challenge aveva iniziato ad interessarsi alla giovane band così propose loro di proseguire il solco tracciato dal precedente singolo.

Dopo un paio di live ad inizio settembre la band volerà ai Sunset Recorders di Los Angeles per incidere il secondo singolo. Non tutto però andò liscio anzi il rischio di veder naufragare il loro nuovo progetto era ben dietro l’angolo. I cinque ragazzi si trovarono bloccati all’interno in un motel sul Sunset Boulevard con una pila di acetati da ascoltare il cui sound, a loro dire, era una vera e propria schifezza. La situazione fu davvero tragica fino al momento in cui fecero scendere la puntina su uno degli ultimi dischi rimasti. La piccola stanza venne riempita dalle parole uscite dal diffusore della piccola valigetta fonografica. Non faccio miracoli/faccio del mio meglio, sono due versi (tradotti in italiano) della canzone (Ain’t No) Miracle Worker scritta dalla coppia tutta al femminile Annette Tucker e Nancie Mantz. Il testo, in cui il protagonista si esprime come un looser senza pretese, ben si adattava allo spirito del gruppo.
Nel giro di poco misero insieme un “duro” arrangiamento alla Animal-style che, grazie alla voce solista di Gary Cole, trasformò la canzone in un vero e proprio inno di protesta punk. Fatto il lato A del singolo ai Brogues bastarono pochi minuti in studio di registrazione per mettere insieme un lato B, Don’t Shoot Me Down, degno di accompagnare (I Ain’t No) Miracle Worker nella scalata alle classifiche.

Leggenda vuole che per (I Ain’t No Miracle Worker) si cercò un arrangiamento alla Byrds. A proposito della sonorità ci sono un paio di opinioni. La prima accredita il tipico suono fuzz all’utilizzo di un Maestro Fuzz Tone – un effetto per chitarra acquistato presso il Record Rendezvous da Wally Coats – collegato alla Gibson Les Paul SG del 1962. Secondo l’altra opinione il suono è da ricercarsi negli altoparlanti rotti dell’amplificatore Super-Reverb di Eddie Rodrigues.

Purtroppo anche questo secondo singolo non ebbe il successo tanto atteso. A tal proposito Gary Duncan in seguito affermerà che ci fu, da parte dell’etichetta, una promozione non adeguata poiché la Challenge puntò maggiormente sull’uscita del singolo dei Knickerbockers, Lies.
Dopo poche settimane il loro orizzonte musicale venne oscurato dai fogli di arruolamento di Eddie Rodrigues e Rick Campbell.

A poco valsero i disperati tentativi di sostituirli grazie a delle audizioni fatte a San Francisco. Il resto della band si rese ben presto conto che non sarebbero più stati in grado di ricreare quella particolare alchimia presente all’interno dei Brogues. A ottobre 1965 loro malgrado decisero di sciogliersi definitivamente.
Greg Elmore e Gary Duncan vennero coinvolti nella formazione dei Quicksilver Messenger Service mentre Bill Whittington si unì alla band folk-rock dei Family Tree a fine 1965.


Discografia

Singoli:
But Now I Find / Someday (Twilight Records, 408, 45 giri, Singolo, Usa, 1965)


Don’t Shoot Me Down / I Ain’t No Miracle Worker (Challenge, 59316, 45 giri, Singolo, Usa, agosto 1965)


Don’t Shoot Me Down / I Ain’t No Miracle Worker (London Records, HL 1562, 45 giri, Singolo, Italia, 1965)


EP:
The Brogues (Line Records, LMS 3012, 45 Giri, EP, Germania, 1981)
[Include: Someday, Don’t Shoot Me Down, But Now I Find e I Ain’t No Miracle Worker]

Someday (Sundazed Music, 45 giri, EP, Usa, 1996)
[Include: Someday, Don’t Shoot Me Down, But Now I Find e I Ain’t No Miracle Worker]


Raccolte:
AA.VV. ‎– Nuggets (Original Artyfacts From The First Psychedelic Era 1965-1968) (Rhino Records, R2 75466, CD, Compilation, Box Set, Usa, 15 settembre 1998)
AA.VV. – The Hush Records Story (Big Beat Records, CDWIKD 154, Series: Nuggets From The Golden State, CD, Compilation, UK, 1997)


I live

xx/xx/xxxx Wine House, North Beach, San Francisco, California
xx/xx/xxxx Italo Hall
xx/xx/xxxx Los Banos FFA Dance
xx/xx/1965 Merced Fairgrounds, Merced, California

xx/05/1965 Stockton
Performers: The Brogues – Ratz

xx/07/1965 Women’s Clubhouse, Merced, California

01/08/1965 Coffee Gallery, San Francisco, California

06/08/1965 Mercy Gulch Celebration, Merced, California
Evento sponsorizzato dal Merced Breakfast Lion’s Club

04-05/09/1965 Dragon A Go-Go, 49 Wentworth Alley (Chinatown), San Francisco, California

06/09/1965 The Committee Theatre, San Francisco, California
Evento presentato da Howard Hesseman con lo pseudonimo di Don Sturdy


Video


Ringraziamenti

Aldo Pedron, Alec Palao, mercedmusic.wordpress.com, Ross Hannan


Aggiornamenti

27/04/2020 – Aggiunta la data del 06/09/1965 The Committee Theatre, San Francisco, California e del xx/07/1965 Women’s Clubhouse, Merced, California
28/04/2020 – Aggiunta data del 04-05/09/1965 Dragon A Go-Go