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The Ozark Mountain Daredevils – Don’t Look Down

(Luca Paoli)

Nella seconda metà degli anni 70 il country rock americano stava vivendo un periodo di buona fama non solo in patria ma anche in Europa compreso il nostro paese. Le motivazioni sono da attribuirsi al rendere un genere, nato sul finire degli anni ‘60 da gruppi come i Byrds, Buffalo Sprigfield, lo stesso Gram Parsons che di quel gruppo fu membro proprio nel periodo di passaggio dal Beat psichedelico dei primi dischi al nuovo sound, che mischiava la musica tradizionale a riff di chitarre elettriche. Questi gruppi buttarono le basi per un genere che, pochi anni dopo, con le dovute iniezioni di pop radiofonico, avrebbe invaso le classifiche di vendita di mezzo mondo. I nomi famosi sono gli Eagles, i Poco, la Nitty Gritty Dirt Band e molti altri. Noi ci occupiamo, invece, di una band non molto famosa dalle nostre parti sebbene molto valida dal punto di vista artistico: The Ozark Mountain Daredevils e nello specifico del loro quinto album Don’t Look Down del 1977. Formatasi nel 1972 in quel di Springfied, Missouri hanno avuto due singoli di discreto successo: If You Wanna Get to Heaven del 1974 e Jackie Blue del 1975. Il lavoro che andremo ad analizzare vede otto musicisti in formazione: Larry Lee  alla batteria e alla voce, Steve Cash,  alla voce ed armonica a bocca, John Dillon alle chitarre, violino e pianoforte, Michael “Supe” Granda al basso e alla voce, Steve Canaday alla chitarra e alla batteria, Jerry Mills  al mandolino, Rune Walle alle chitarre, sitar banjo e voce, Ruell Chappell  alle tastiere ed alla voce e come ospite, Geoff Richardson alla viola in “Giving It All To The Wind”cosi’ da creare  un bel mix di strumenti acustici e di strumenti elettrici. Si parte con il bel country di River To The Sun con l’armonica subito protagonista, un bell’ intreccio vocale. Crazy Lovin una bella ballata sostenuta dal pianoforte, ottime sempre le voci. Il brano che segue” Giving It All To The Wind” è molto suggestivo col suo sound quasi orientale dato dalla presenza del Sitar e da una chiatarra elettrica piena di echo. Si prende quota con il bel Rock/Blues di The Fox dove una armonica a bocca duella con una chitarra elettrica effettata col wha wha. Backroads è, di contro, un bel Rock’n’Roll dominato dal pianoforte e dalle chitarre elettriche. Si riparte con Snowbound un rock di matrice sudista con riff di chitarra elettrica d’ordinanza e la solita armonica a bocca ad ammorbidire il sound. Following The Way That I Feel ballata dai tempi medi scritta e ottimamente cantata dal batterista Larry Lee. Love Makes The Lover, lentaccio da festa, sostenuto dalle chitarre acustiche e dal pianoforte. Altro pezzo d’atmosfera è True Beliver sempre con un sitar a renderla molto suggestiva. Moon on the Rise è un grazioso country dall’andamento vivace ed essenzialmente acustico con dobro, mandolino ed una chitarra elettrica a ricamare sulla melodia. Sempre ottime le armonie vocali. Chiude l’album un bell’ esercizio di bluegrass con Stinghead un’orgia di violino, banjo, mandolino e chitarra acustica. La ristampa in cd prevede tre bonus track: Sweetwood, Plainity e Valencia Road. In conclusione, un ottimo album di country rock abbastanza commerciale ma mai banale.