The Backdoor Society intervista a Giovanni Orlandi , la genesi del 45 giri

(Nik Maffi – 8 ottobre 2019)

Nell’ era della tecnologia spinta, un passo indietro nel tempo con un 45 giri, a me piace quest’operazione, chi vi ha proposto la cosa?
Dopo qualche mese di prove abbiamo registrato 6 canzoni e le abbiamo fatte girare nel solito circuito di amici ed etichette, per vedere più che altro le prime reazioni a questi pezzi, che, anche se ancora un po’ acerbi, indicavano già la direzione musicale della band. Tra tutti, mi scrisse Lenny Helsing, amico di vecchia data e soprattutto figura storica del garage beat anglosassone con i suoi Thanes, dichiarandosi entusiasta del nostro lavoro e chiedendoci se avevamo già un contatto per stampare i pezzi. In caso contrario, se per noi non era un problema, c’avrebbe pensato lui…ovviamente per noi… non era un problema! Dopo qualche giorno mi scrisse che Scott Sugiuchi dell’americana Hidden Volume (Thanes, Satan’s Pilgrims e Subsonics tra le più recenti produzioni) era disponibile a stampare un 45 con due nostre canzoni. La scelta cadde su ‘’I’m Not Important To You’’ e ‘’So Confused’’, forse quelle con la maggiore influenza Dutch Beat. Stampato in 250 copie (100 in vinile nero e 150 arancio) è stato l’apripista all’album uscito poco dopo per Area Pirata.

Dopo l’esperienza Rookies, dove e da chi è scattata l’idea di una 60’s r&b band?
Con i Rookies abbiamo attraversato svariati generi musicali legati al garage, dal folk punk, al freakbeat e nell’ultimo periodo la psychedelia, ma sempre cercando, in tutte le situazioni, di avere un’impronta ‘’olandese’’.  Con la nascita dei Backdoor Society si è deciso, soprattutto da parte mia, di concentrarsi sul r&b e sul beat olandese. Sinceramente sono i generi musicali che maggiormente ascolto e risulta quindi naturale scrivere canzoni di questo tipo.

A livello compositivo vi vedo in splendida vena creativa, un Simone Modicamore in piena maturità tecnica, lo si evince anche dai live, chi porta le idee?
In genere scrivo buona parte delle canzoni e poi vengono sistemate e arrangiate in sala prove da tutto il gruppo. Per quando riguarda Simone, si vede che gli sta piacendo molto quello che facciamo e anche a livello compositivo si sta dando da fare. Quando Area Pirata ci ha proposto di stampare un lp per loro, non avevamo tutti i pezzi e quindi ho proposto a Simone di scrivere qualcosa lui…tempo qualche giorno e si è presentato alle prove con le due canzoni poi finite sull’album…ora dice di averne altre…speriamo di non aver creato un mostro 🙂

Anche dal punto di vista grafico il singolo e l’lp sono molto belli, dove e da chi viene curata la parte grafica?
La grafica del 45 giri è stata curata da Scott della Hidden Volume. Noi gli abbiamo solamente inviato una foto e al resto ha pensato tutto lui. Per quanto riguarda invece il 33 se n’è occupata Sara Molinaroli, già autrice delle copertine dei due album dei Rookies. In questo caso non si è puntato su un disegno come in precedenza, ma abbiamo decisamente preso spunto dal primo album di un gruppo canadese fine 60…vediamo se indovinate di chi si tratta…

Dove avete registrato l’lp e il 45giri?
Sia l’album che il 45 sono stati registrati e mixati nello studio di Denis, il nostro bassista. Penso abbia fatto proprio un ottimo lavoro. A livello di suono e non solo, abbiamo avuto fin ora buoni riscontri a livello mediatico, tra cui la bella recensione dell’album sulla rivista Shindig: 5 stellette!!!

Visto che la rubrica parla di singoli, sai dirmi uno o più singoli a cui tieni?
Difficile…in circa 30 anni di ascolti e acquisti in ambito 60’s garage sono molti i singoli a cui tengo e che considero indispensabili nel genere. Per farla semplice ti dico 2 45 di beat olandese (ovviamente!) assolutamente fondamentali. ‘’That’s Your Problem/Keep On Trying’’ degli Outsiders – ma di questo gruppo potrei scegliere a caso nel mucchio e sono sicuro di non sbagliare –  e ‘’The Life I Live/Cry In The Night’’ dei Q65. In entrambi i casi splendidi esempi di beat olandese ai massimi livelli e chiaramente un ideale punto di partenza per capire da dove prendiamo spunto per la scrittura dei nostri pezzi. Tra parentesi i 2 45 sono stati anche ristampati, ma se volete gli originali non serve svenarsi per trovare una copia…quando si dice – poca spesa, massima resa!

Tra l’altro il singolo è registrato in mono!!!…
Guarda, sono sempre stato fissato sulla registrazione in mono. Mi ha sempre dato l’idea di un suono più diretto, frontale, senza fronzoli e poi basta con tutti quei strumenti che rimbalzano da un canale all’altro! 🙂 Per questi motivi penso che i pezzi registrati dai Backdoor Society possano avere una maggiore resa con questo tipo di registrazione.

Se vuoi fai una breve biografia dei Rookies, a tua scelta
I Rookies nascono nel ‘94 principalmente da un’idea di Attilio dopo la sua uscita dagli Hermits. Più di 20 anni di attività (1994 – 2017), con 2 45, 2 LP, svariati cambi di formazione, collaborazioni, concerti e quant’altro e poi arriva il giorno in cui ti rendi conto di non avere più nulla da dire ed è giunta l’ora di chiudere il capitolo…con almeno un paio d’anni di ritardo ma va bene così. Dopo qualche mese dallo scioglimento e dopo aver capito cosa fare, io, Simone e Andrea, con l’aggiunta di Denis al basso siamo ripartiti con il progetto ‘’Backdoor Society’’. Se devo ricordare 3 episodi per me importanti nella storia dei Rookies, ti dico: il primo concerto della band, avvenuto nel 96 ad un festival in Toscana, con, tra gli altri, Kartoons, Ups e Fase Quattro; l’Expo 2000, il festival organizzato a Roma dall’associazione Misty Lane, con Chocolate Watch Band, Thanes, Graig Moore e Rudi Protrudi con gli Others e tutto il meglio che la scena garage italiana proponeva in quegli anni…e per finire il concerto a Primavera Beat del 2012 con in formazione per questa unica data, Ronnie Splinter degli Outsiders! Forse dopo quel giorno avremmo potuto scioglierci:)

P.s. Io ci sento un sacco di british r&b… pretty things,  birds,  yardbirds kinks…che dici???
Hai perfettamente ragione! Tutti i gruppi che hai nominato e quindi la scena R&B inglese, insieme al beat europeo, sono tra le principali influenze nel suono della band.  Mi fa piacere che hai nominato i Birds, gruppo tra virgolette minore rispetto agli altri e forse ricordato più per il fatto di aver avuto in formazione Ron Wood, in realtà autori di pochi singoli, ma assolutamente devastanti! Tra tutte, ad esempio va ricordata la loro splendida versione del classico ‘’Leaving here’’ o del modo con cui hanno trasformato un pezzo minore del bubblegum americano (‘’Say those magic words’’) in una cavalcata freakbeat!

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