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Steve Rudivelli – Metropolitan Chewingum

(Luca Paoli)

Steve Rudivelli ha staccato la spina agli amplificatori e, seduto con la chitarra sul divano di casa sua ha composto e suonato brani acustici mantenendo intatta la sua personale impronta, un marchio riconoscibile nel panaorama musicale italiano.
Lo avevamo lasciato due anni fa con il bel “Brisanza Texas Radio” sunto della sua carriera e, secondo chi scrive, grande album.

Eccolo ora tra di noi, notturno più che mai, con “Metropolitan Chewingum” registrato in pieno lockdown, in presa diretta a casa sua, con l’aggiunta, qua e là di qualche chitarra elettrica (Andy D) e di una viola (Bryan Kazzaniga).

Le undici tracce (nove più due bonus) che compongono il lavoro racchiudono l’immaginario del cowboy della brianza, raccontando storie nate in bar notturni davanti ad un bicchiere e da belle donne che ne fanno una cornice perfetta.

La musica che esce dai nostri autoparlanti è, come ci ha abituato Steve, un’incrocio di american music e canzone d’autore, dove la melodia è sempre al centro del brano. La forma acustica ben si addice a Steve Rudivelli, tra l’altro ci ha abituato tramite i suoi video girati nella sua auto dove si esibisce con chitarra ed armonica.

Un album di straordinaria sincerità, fatto col cuore, ironia ed attualità. Brani come “Metropolitan Chewingum” (titolo straordinario) che intitola il disco, “Hotel La Principessa”, “Conco Beach” sono delle perle che riflettono tutto l’immaginario del Nostro e che portano in alto la musica indipendente italiana.
Tutto l’album si ascolta con vero piace, magari con un buon bicchiere in mano e sognando una America che non è poi così lontana da noi.

Bravo Steve, hai centrato il bersaglio e ci hai colpito al cuore.
Consigliato anche a tutti i losers in cerca di una vita quando il mondo va a dormire.