Sky – Sky

(Andrea Romeo – 25 marzo 2020)

Australia, 1971: il chitarrista acustico John Williams pubblica l’album di fusion Changes nella realizzazione del quale, fra i musicisti coinvolti, ci sono il batterista e timpanista Tristan Fry (Royal Philharmonic Orchestra, Academy of St. Martin in the Fields, ma anche protagonista, proprio ai timpani, nel brano dei Beatles A Day in the Life) ed il bassista e contrabbassista Herbie Flowers (membro fondatore di Blue Mink e T. Rex; sua, tra l’altro, la celeberrima linea di basso di Walk on the Wild Side).

Il primo nucleo dei futuri Sky, nasce esattamente in quel momento: i tre infatti lavorano insieme per tutti gli anni ’70, fino all’uscita dell’album Travelling, altro successo in ambito fusion del chitarrista originario di Melbourne, pubblicato nel 1978, nel quale viene coinvolto il co-fondatore dei Curved Air Francis Monkman, che si occupa di harpsichord, sintetizzatori, organo e chitarre.

Tra i contatti musicali dell’ultimo arrivato, il chitarrista elettrico ed acustico Kevin Peek, già collaboratore di Cliff Richard, Manfred Mann, Lulu, Tom Jones, Jeff Wayne, Shirley Bassey e Gary Glitter, che va immediatamente a completare la band

Il quintetto così composto pubblica, con il nome di Sky, l’album omonimo, nel 1979, ed il successo è immediato quanto sorprendente, sia in Australia che in Gran Bretagna, al punto che, i tre singoli estratti, Cannonball, Carillon e Dies Irae, lo portano ad ottenere prima il disco d’oro, e successivamente il disco di platino; per un album di musica esclusivamente strumentale, all’epoca, un risultato che aveva davvero del clamoroso.

Definire il suono degli Sky è quantomeno complicato, perché le influenze che si possono cogliere sono davvero molte, e molto ben amalgamate: c’è tanta musica classica, e lo testimonia la riproposizione del brano Gymnopedie N° 1 di Eric Satie, ma ci sono anche suggestioni spagnole, con Danza di Antonio Ruiz-Pipò.
C’è la fusion, ovviamente, il primo grande amore di Williams, ma mediata attraverso le influenze del light pop, del progressive, del rock psichedelico e del jazz, a dimostrazione che il patrimonio, culturale e musicale, messo insieme dai cinque artisti, era talmente vasto e così eterogeneo da diventare quasi incontrollabile, dando luogo ad un mix sonoro assolutamente singolare, molteplice e differenziato.

Where Opposites Meet, una suite di ben venti minuti scritta da Monkman, chiarisce palesemente quali siano le differenti influenze portate, all’interno del gruppo, da parte dei singoli, ma dimostra anche in quale modo le loro capacità, tecniche e di interazione, siano riuscite a coniugarle in maniera coerente e significativa.

All’uscita dell’album fece seguito un tour, che attraversò l’Inghilterra fra l’estate e l’autunno del medesimo anno, e che si concluse in maniera a dir poco trionfale con un concerto, ovviamente sold-out, alla Royal Albert Hall, e ben cinque date, anch’esse sold-out, al Dominion Theatre di Londra.
Anche questo successo, così come era stato per le vendite dell’album, è da considerarsi davvero un risultato più che impressionante, considerando che, in Inghilterra, dagli anni ’60 in poi, la musica rock, nelle sue svariate incarnazioni, tutte però cantate, se si esclude il fenomeno, relativamente di nicchia, del Canterbury Sound, aveva fatto davvero il vuoto e conquistato pressochè l’intero mercato discografico.

Con questa formazione, la band australiana realizzò l’anno seguente anche il secondo album, Sky 2, che bissò il successo del primo, sfruttandone certamente il clamore, e che fu comunque il decimo album più venduto, in Inghilterra, nel 1980; il quintetto ampliò la proposta musicale includendo la musica da camera, e riuscì persino ad arrivare al 5° posto delle charts inglesi con il brano Toccata, risultato che valse loro la possibilità di esibirsi alla trasmissione Top of the Pops.
Da lì in poi, numerosi cambi di formazione, avvenuti fra il 1980 ed il 1995, anno in cui la band venne, anche se solo ufficiosamente, “congelata”, ma mai sciolta ufficialmente.
La morte di Steve Gray che, nel 1980, aveva sostituito Monkman alle tastiere, avvenuta nel 2008, e del chitarrista e co-fondatore Kevin Peek, nel 2011, hanno definitivamente chiuso, dopo un’altra decina di album, la vicenda musicale degli Sky.

(Freestyle Records, 1982)

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