Quarant’anni… avanti tutta con Mandolin’ Brothers 6

(Aldo Pedron – 3 gennaio 2020)

Quarant’anni e non sentirseli affatto! Quarant’anni di attività musicale e di sudata carriera 1979-2019, anche se molti di loro hanno anche una seconda occupazione dato che in Italia non si vive di solo musica!

La band nasce inizialmente a Voghera (Pv) come duo acustico nel 1979 grazie all’armonicista, chitarrista e cantante Jimmy Ragazzon e il chitarrista Paolo Canavari. Dopo aver partecipato con alcuni brani ad una compilation nel 1985 ed una cassetta autoprodotta del 1994 la loro vera avventura discografica alternata a numerose serate live inizia nel nuovo millennio.
Il gruppo dimostra un solido background musicale sicuramente legato alla musica roots americana e nei loro concerti, nelle loro canzoni e nei loro dischi passano in rassegna country-rock, southern-rock, armonie west-coast, folk, blues e lo swamp-rock della Louisiana.
Una summa di generi con una specifica preferenza per artisti come Bob Dylan, Little Feat, The Band, Allman Brothers Band, Flyin’ Burrito Bros., John Cougar Mellencamp, Steve Earle e Rolling Stones per citarne soltanto alcuni.

Nel corso degli anni la band subisce alti e bassi ed alcuni cambiamenti di formazione ma esce indenne e in piena forma alla fine del 2019 con questo nuovo album che a ragion veduta potrebbe davvero essere il loro disco migliore.

6 dischi in 40 anni non è una bella media record ma ugualmente conferma la legittimità di una band che ancora oggi sa stare al passo con i tempi e come il vino, invecchiando migliora.

La formazione è ora costituita da Jimmy Ragazzon (voce e armonica), Paolo Canevari (chitarra acustica ed elettrica, slide, National Steel), Marco Rovino (voce, chitarra elettrica ed acustica, mandolino, bouzouki, slide), Riccardo Maccabruni (voce, fisarmonica, piano, organo), Giuseppe “Joe” Barreca (basso e contrabbasso) e Daniele Negro (batteria e percussioni).

L’album è stato registrato ai Downtown Studios di Pavia e ai Raw Wine Studio di Buffalora (PV) prodotto da Jono Manson e mixato ai suoi Kitchen Sink Studio di Santa Fé, New Mexico.  Jono lo  si può ascoltare in alcuni brani alla chitarra baritono o alla 12 corde, al banjo e nei cori. Altri ospiti illustri Paolo Bonfanti alla chitarra elettrica in Bad Nights, Bruno De Faveri  (vecchio chitarrista e mandolinista del gruppo) alla chitarra acustica in 40 Long Years e Dado Borgioni nei cori in It’s Time.

La bellissima grafica di copertina a cura di Antonio Boschi (A-Z Blues) riporta alla west-coast dei tempi migliori o allo stile di lettering country-rock dei Flyin’ Burrito Bros. di Gilded Palace Of Sin del 1969 a cura di Tom Wilkes.

Davvero azzeccata l’iniziale My Girl In Blue dove si respira aria sudista, Lazy Day invece è un raffinato folk-blues composto dalla coppia Jimmy Ragazzon e Jono Manson.
If You Don’t Stop è la mia preferita con il fenomenale e funambolico polistrumentista Riccardo Maccabruni alla fisarmonica e Marco Rovino al mandolino. Lost Love è southern-rock garantito mentre Bad Nights è una ballata decisamente notturna e romantica con Maccabruni all’organo hammond e la chitarra elettrica di Paolo Bonfanti.
In Down Here si parla di speranze e fantasmi della libertà, una sorta di canto di protesta, un country-rock che ora lo si definisce nel sound e nello stile più semplicemente come americana.
Face The Music è un inedito dello stesso Jono Manson e The Other Kind è la sola cover del disco, un inno generazionale ed un brano di Steve Earle dal suo album di alternative- country Steve Earle & The Dukes intitolato The Hard Way del 1990.
Jimmy Ragazzon è un fuoriclasse, Paolo Canevari possente e diretto dando sfoggio a tutte le sue svariate chitarre mentre Daniele Negro e Joe Barreca restano una sezione ritmica assai agguerrita e attenta.

L’autobiografica 40 Long Years in cui recitano così: 40 anni on the road è dove rincorriamo ancora tanti sogni, cose da fare, vecchie memorie e divertimenti da ricordare con piacere ma anche strade e cammini che non vogliamo perdere… tutto ciò sintetizza il percorso artistico dei Mandolin’ Brothers.

DISCOGRAFIA ITALIANA

Dixie In Rock (1985) Compilation di artisti vari. Tolo Marton band (con Michi De Rossi), Baker Street Band, Long Horn Blues Band e 3 brani dei Mandolin’ Brothers  
Pavia In Rock (1990) Musicassetta e compilation di artisti vari compresi i Mandolin’ Brothers.
Roots & Roll Tape (1994) Cassetta autoprodotta
Blues House Sound 1996) Cassetta autoprodotta
For Real (Studiottanta Fortuna Records, SFRC-CD 009, 2000). Primo CD ufficiale
Still Got Dreams (Studiottanta Fortuna Records, SFRC-CD 024, 2008).
30 Lives (Studiottanta Fortuna Records, SFRC-CD, 029,2009).  Dal vivo 
Blues Ballads and Songs (Good Company / IRD, CD,2009). A nome Jimmy Ragazzon e Maurizio Glielmo
Moon Road (Studiottanta Fortuna Records,SFRC- CD 031-SFR-V 001,2010). CD + mini album + DVD. Inciso ad Austin, Texas, nello studio di Merel Bregante (ex batterista di Loggins & Messina). Al disco è allegato un documentario sulla loro esperienza negli USA.
Far Out (Ultra Sound Records, US-CD 125/S,2014). Prodotto da Jono Manson
SongBag (Ultra Sound Records, US-CD 168/S,2016). Album solista di Jimmy Ragazzon
Waves (Martiné Records,US-CD 204/S,2018). Album solista di Riccardo Maccabruni       
Mandolin’ Brothers 6 (Martiné Records, MRO 011, CD,2019). Prodotto da Jono Manson

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