Mutter der Erde – No Strange

(Maurizio Galli – 7 novembre 2019)

Signori miei quando si parla di No Strange si parla di una band culto nel circuito della neopsichedelia anni ‘80, questo è un dato di fatto.

Mutter der Erde (Madre della Terra), pubblicato per l’etichetta Area Pirata/Psych Out, segue Il Sentiero Delle Tartarughe uscito nel 2018 e prosegue la missione del combo torinese di portare avanti la loro filosofia di pensiero. Lo stile è quello che ci aspetterebbe da un simile lavoro, un perfetto e rarefatto mix di psichedelia, Kosmische Musik, sonorità orientali alla Quintessence – grazie anche all’uso di strumenti tipici della tradizione orientale come tanpura, sitar e duduk – senza trascurare riecheggiamenti folk-rock di stampo british.

Mi piace pensare a questo disco come ad un cerchio che inizia con A pelo d’acqua, dove si viene trascinati in sonorità che caratterizzano lo stile musicale dei No Strange, e si chiude con Trasparenze e suoni, brano presente nel loro omonimo disco d’esordio (1985).

Il titolo dell’album, uscito anche in vinile 180 grammi, è un chiaro omaggio alla cantante degli Analogy (band psych-prog italo-tedesca degli anni ’70), Jutta Nienhaus venuta a mancare durante le lavorazioni del disco. Continuando con le collaborazioni troviamo la cantante di origine armena, Rita Tekeyan, Simona Colonna (violoncello e flauto), Stefania Priotti (violino), Riccardo Salvini (basso) e Gabriele Maggiorotto (batteria), questi ultimi due rappresentano la sezione ritmica della band torinese, Indianizer.
Persone con esperienze diverse con la voglia di unirsi e fondersi in un meltin pot culturale e musicale pregno di intensità e atmosfere psichedeliche.

Ancora una volta il combo torinese guidato da Salvatore “Ursus” D’Urso e Alberto Ezzu ci ha regalato un gioiello che brilla di luce preziosa.

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