May Erlewine: patriottismo e solidarietà femminile ai tempi del movimento “Me Too”

(Raffaella Mezzanzanica – 21 novembre 2019)

In questa nuova edizione di “Girls United!” mi piacerebbe fare un esperimento. Vorrei proporre l’artista di cui parlerò nello stesso modo in cui l’ho “incontrata”, cioè attraverso il video del suo ultimo singolo, intitolato Whole Again.

Vi chiedo, quindi, di aspettare a leggere e di iniziare ascoltando, cercando di legare ogni frase, ogni parola del testo di questo brano, alle immagini proposte.

So che qualcuno non lo farà, quindi, per suscitare l’interesse nei confronti di un’artista di cui probabilmente si parla per la prima volta in Italia, vi descriverò l’immagine simbolo del video, in cui si vedono alcune donne, diverse tra loro per età ed etnia, tutte unite e intente a cucire un’enorme bandiera americana.

Quell’immagine di donne è chiaramente un simbolo, quell brano ha un significato profondo: “This song is about the pain of women’s history,” ha dichiarato l’artista,“ It’s about the fact that we have continued to repair and make whole what has been broken so many times, all while continuing to suffer abuses and silencing, without truly equal rights in our own country.”

E’ un brano che parla dell’America ai tempi del movimento “Me Too”, ma che potrebbe riguardare qualsiasi parte del mondo, un mondo in cui le donne sono troppo spesso dimenticate.
E’ un brano in cui si mescolano elementi di patriottismo, femminismo, tristezza e tenerezza. E quell’immagine di donne attorno a una bandiera è il simbolo della solidarietà e della fratellanza. Le donne hanno continuato a riparare, a ricucire ciò che è stato strappato, distrutto molte, molte volte, anche da loro stesse.
Per alcuni, questo brano rappresenta un vero “Roots Anthem for Feminism”. E’ un brano che nasce come una poesia, scritta in onore di Christine Blasey Ford, la donna che ha accusato di molestie il giudice della Corte Suprema Brett Kavanaugh.

Per scoprire un po’ di più di questa artista dovrete aspettare ancora un attimo, perché, almeno per una volta, è davvero bello poter partire dalla musica, dai testi per arrivare a scoprirne l’autore.

Whole Again è il singolo estratto dall’album intitolato Second Sight e pubblicato lo scorso 1° novembre. E’ un album folk tradizionale, con incursioni nel blues e nel gospel, come nell’ultimo brano Afraid.

“This collection of songs is meant to draw us into what it means to call this place home, how do we acknowledge the wounds of history? How can we create new traditions? When will ‘everyone’ really mean every one of us?” (cit.).

E’ anche un album autoprodotto dall’artista e registrato con Tyler Duncan, già nominato ai Grammy nel 2018.
Second Sight è anche un album politico, attraverso il brano That’s My Home, il cui testo è quello di una lettera indirizzata al Presidente americano, implorandolo di riconsiderare il modo in cui ha deciso di governare il Paese.

E ora parliamo un po’ di May Erlewine.

Nasce a Big Rapids, in Michigan, nel 1983 e cresce in una casa in cui l’arte e la musica rappresentano degli elementi fondamentali della vita quotidiana. Inizia sin da piccola a scrivere canzoni. Poi, durante l’adolescenza gira gli Stati Uniti facendo l’autostop e sviluppa, nel corso di questi viaggi on the road, le sue abilità di performer,  prendendo ispirazione dai paesaggi e dai problemi della vita quotidiana delle persone incontrate.

May Erlewine è una polistrumentista: chitarra, il violino e il piano sono solo alcuni degli strumenti che è in grado di suonare.
Ad oggi, ha inoltre pubblicato più di quindici album.
E’ anche attiva nel sociale. Ogni anno, infatti, in alcune speciali occasioni, si esibisce con il gruppo The Motivations, gruppo composto da sette elementi, il cui scopo è quello di creare un momento di svago e di leggerezza per coloro che stanno soffrendo, portando loro il calore e il divertimento attraverso la musica funk.

Visitando il suo sito (www.mayerlewine.com ) si può scoprire un’intera sezione dedicata alla promozione della musica indipendente. E’ stato interessante scoprire come praticamente tutti i suoi album siano stati pubblicati grazie a campagne di crowfunding, tuttavia questo tipo di iniziative non funzionano per progetti minori.
Per questo è nata CSA (Community Supported Music), il cui scopo è quello di supportare artisti come May Erlewine nello sviluppo dei propri progetti creativi.

May Erlewine è stata per me una bellissima scoperta. Spero che possa esserlo anche per voi!

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