Crea sito

MARVIN GARDENS

(Aldo Pedron- 24 agosto 2020)

Formazione: Michael Lindner (basso, fisarmonica), Fred Waxler (chitarra, clarinetto), Tim Hazen (organo Farfisa, organo hammond, piano, chitarre, voce, mandolino), Dave Ray Costuros (batteria, voce e tromba), Carol Duke (voce solista).
Altri elementi: Ed Arnold (chitarra) al posto di Fred Waxler.

Dopo la prima eccellente ondata delle band di San Francisco che vengono assorbite dall’industria discografica e dalle major tra il 1966 e il 1967 con i Jefferson Airplane che firmano per la Rca, i Grateful Dead per la Warner Bros e per ultimi i Quicksilver Messenger Service per la Capitol Records, una miriade di altre formazioni si muovono nel vasto panorama californiano in cerca di gloria e fortuna.  Moby Grape, Big Brother And The Holding Company con Janis Joplin, Country Joe & The Fish, i Sons Of Champlin e altri tra i più fortunati riusciranno ad incidere e a farsi conoscere a livello internazionale altri resteranno per sempre fermi al palo e a non emergere né pubblicare dischi finendo nell’oblìo generale. San Francisco e dintorni sono circondati da decine e decine di formazioni che aprono i concerti ai big suonando nella miriade di club (vedi il Matrix) e nelle sale da ballo e locali più celebri come l’Avalon e il Fillmore.  Tutto ciò fino a che in prima istanza nel 1990 ma su disco soltanto nel 2016 riaffiorano dei nastri inediti di una band chiamata Marvin Gardens incisi nei 1968 e di un gruppo di cui nessuno o quasi aveva mai sentito parlare.  Lo stesso bassista Michael Linder sorpreso da questo ritrovamento avrà subito a manifestare il suo stupore credendo di essere stati completamente dimenticati. I Marvin Gardens come altre formazioni propongono un sound unico e distintivo con il folk anni ’50 e ’60 che incontra il rock and roll.  La loro musica, la loro personalità e l’alchimia in seno alla band che li contraddistingue viene naturalmente plasmata da una città unica al mondo come San Francisco. I quattro ragazzotti della band vengono tutti dalla stessa scuola, la Lowell High School di Merced Manor tra Stern Grove e il lago Merced nei sobborghi a sud ovest di San Francisco e suonano tutti in diversi gruppi locali come The Patriots, the Red Baron, The Embers e The Union Squares che propongono tutti musica surf e garage. Dopodiché dopo essersi laureati nel 1966 ognuno va per la sua strada, Michael Lindner frequenta la U.C. Berkeley, Fred Waxler la Oregon State, Dave Ray Costuros il City College di San Francisco e Tim Hazen la San Francisco State. Nel 1967 Waxler e Lindner lasciano e sono di nuovo in città e presto si riconnettono con gli altri due. Nello stesso anno visto il brulicare di formazioni eccezionali vedono dal vivo gruppi di rilievo come i Quicksilver Messenger Service, Country Joe And The Fish, Grateful Dead, Young Rascals e tutti le band inglesi (english invasion) in tour nella west-coast. Tuttavia, non succede nulla sino a quando nell’inverno del 1967 incontrano Carol Duke, una texana di Lubbock, cantante folk lesbica spiritosa, dotata di una grande personalità in California trasferitasi e cresciuta a Bakersfield (patria del country).

Di lei si sono sprecati paragoni con Janis Joplin (texana come lei) la musa dei Jefferson Airplane Grace Slick e con la purezza melodica e il sound pop cristallino di Mama Cass e Carole King.

È proprio Carol Duke incontrata a San Francisco che si unisce a loro e con il suo entusiasmo e la sua conoscenza di un repertorio essenzialmente folk propone e fa ascoltare loro brani di Buffy Saint-Marie, Odetta, Bob Dylan, Eric Andersen, Leadbelly, Hoagy Carmichael ed un nutrito rango di blues anteguerra. La band imparare in fretta tutte queste canzoni naturalmente cercando di personalizzare le loro versioni.

Il nome Marvin Gardens deriva da una piazza o dai giardini del gioco del monopoli che la band riunita usa per giocare nell’appartamento di Carol Duke in Haight-Ashbury nel cuore di San Francisco, dove si ritrovano, fumano erba, bevono vino rosso, si divertono e giocano per ore e ore.  Il gruppo invece prova nel seminterrato di Fred Waxler a Saint Francis Woods ma poi si spostano in un altro garage nella stessa via. Le prime registrazioni (purtroppo andate perse per sempre) sono proprio sul posto dove Bruce Grant ha il suo Banana’s At Large Music Store che interessato alla band li registra. La band si esibisce al Purple Onion sulla Broadway (San Francisco) e diverse volte regolarmente al Lion’s Share di Sausalito dove aprono i concerti di Ramblin ‘Jack Elliott, Dave Van Ronk, Dan Hicks, Gale Garnett, i Country Weather ed altri.  Tra gli amici portati da Carol Duke a seguire la band c’è Jerold Meltner ed il padre di costui poco tempo dopo grazie alle sue connessioni musicali fa interessare la band a Mo Ostin della Reprise Records.  All’inizio dell’estate del 1968 i Marvin Gardens sono a Hollywood (Los Angeles) per una audizione ai Western Recorders dove suonano per 4 o 5 ore. Negli stessi giorni si esibiscono all’Ice House di Pasadena. La session guidata dall’ingegnere del suono Dave Hassinger genera 5 canzoni a dimostrazione delle loro molteplici influenze, vecchio stile e nuovo stile (old timey e new timey), folk, country e rock and roll.  Tra i brani proposti una versione di Walkin’ Down The Line (un brano poco conosciuto di Bob Dylan) inciso originariamente nel 1962 per la rivista Broadside e poi coverizzata da molti artisti come Jackie De Shannon, Hamilton Camp, Odetta e The Goldebriars. La band però non ascolta i brani sentendo i dischi bensì dalle direttive di Carol Duke che dice loro gli accordi per suonare i vari pezzi. La band propone anche una sublime versione di Close The Door Lightly When You Go di Eric Andersen e per incidere 97 Men di Buffy Saint-Marie, l’organo farfisa di Tim Hazen ci intrufola anche l’intro di 96 Tears di Question Mark & The Mysterians. Altro brano da loro proposto é Duncan And Brady di Leadbelly con un arrangiamento rhythm and blues e l’uso del kazoo. Titanic, sempre di Huddie Ledbetter (Leadbelly) li vede in versione jugband ed un incrocio tra i primi Charlatans e Country Joe And The Fish.

L’amalgama della loro musica forse difficilmente etichettabile ricorda anche i primi Lovin’ Spoonful e se vogliamo certi versi alla Velvet Underground.

Ciò nonostante la Reprise non trova un posto nel loro organico ed i nastri resteranno nei cassetti della Warner Bros. fino al ritrovamento di essi di Michael Lindner nel 1990. Nel 1968 e 1969 la band attrae l’interesse anche di Mark Cohen della Epic Records ma l’accordo sfuma per ragioni che nessuno ricorda il perché.  Di nuovo a San Francisco i Marvin Gardens continuano a suonare, si esibiscono allo Zodiac Club con Billy Roberts e aprono ai Big Brother And The Holding Company allo Speedway Meadows nel Golden Gate Park e con i Canned Heat in un vecchio teatro di Sacramento. Sono presenti inoltre a diverse feste dove suonano con diversi gruppi a Stinson Beach. Altre serate al Matrix (fondato nel 1965 da Marty Balin per i nascenti Jefferson Airplane e di cui resterà tra i co-proprietari) in apertura ai Wildflower, Dan Hicks e Lonnie Mack.     

Michael Lindner ricorda di avere visto dal vivo al piccolo Matrix (più piccolo del Fillmore e con una capienza massima di circa 250 persone), una varietà di gruppi ed artisti dai Big Brother And The Holding Company, ai Chambers Brothers, la Steve Miller Blues Band con Boz Scaggs, la Santana Blues Band con almeno 18 elementi, i Sopwith Camel, Mose Allison, i Quicksilver Messenger Service e John Kay & The Sparrow (poi diventati Steppenwolf).

Il vero gestore e proprietario esecutivo del Matrix é Peter Abram che registra (incisioni in stereo) su di un registratore tutti gli show dei vari gruppi inclusi i Marvin Gardens di fine 1968 e inizio 1969. Tra le incisioni del Matrix spiccano ancora Walkin’ Down The Line, Duncan And Brady, 97 Men, Titanic ed alcuni traditional come Gloryland e I Know You Rider.

Suonano a San Francisco nel 1968 al Dolores Park, al Liberation Festival della Lytton Plaza di Palo Alto, all’Avalon Ballroom di San Francisco per i Wild West Days e sono nel programma del Palace of Fine Arts Festival di San Francisco il 1 settembre 1968 con i Cold Blood, Initial Shock, Big Mama Thornton And The Hound Dog Band featuring Harmonica George. 

Suonano al Fillmore durante le Tuesday Night con successo con un Bill Graham soddisfatto ma su richiesta di ripresentarsi per una friday night, si rifiutano e danno buca per un problema familiare della cantante Carol Duke e così vengono emarginati dallo stesso Bill Graham e forse il loro errore più grande in assoluto. 

Alcune loro esibizioni li vedono per le fiere di strada di Synanon (estate 1968) e concerti gratuiti per la Medical Clinic di Haight-Ashbury (esempio il 26 maggio 1968).

Nell’aprile del 1969 sono per cinque sere allo Straight Theater in apertura ai Sons Of Champlin ma sdiamo agli sgoccioli.

Poi all’improvviso i Marvin Gardens attraggono un inaspettato seguito da parte di numerosi motociclisti della comunità gay, una scena sempre underground ma la band in un certo senso viene adottata dal California Motorcycle Club.  Piace il look della band, la loro musica, l’idea retro musicale di Carol Duke e li portano a fare un lungo giro in moto per ben tre giorni nelle Sierras. I motociclisti per loro costruiscono un palco, cucinano in una atmosfera psichedelica e assai divertente.  La band si ritrova a suonare regolarmente in un paio anzi in almeno tre club gay di San Francisco: lo Speakeasy, il Tool Box e il Saturnalia. In quelle esibizioni la band prende dei bei soldini e si divertono. In onore del California Motorcycle Club scrivono la loro unica composizione intitolata Whips And Leathers, canzone che insieme a Walkin’ Down The Line e Ninety-Seven Men (97 men) appare su di un raro E.P. pubblicato nel 1969, stampato in sole 100 copie e autoprodotto su propria etichetta, la Groin Productions con i fondi di Jerry (Jerold Meltzer). Fred Waxler lascia la band sostituito da Ed Arnold, un amico di Dave Ray Costuros già negli Union Squares.

Non ultimo anche il nascente Gay Biker Club è tra i sostenitori della band.   

Sempre nel 1969 nasce una spaccatura in seno al gruppo tra Carol Duke che propone sempre un repertorio folk semi-acustico ed il resto della band che vuole suonare più pesante, in chiave rock e rock and roll.  La band non ha un vero manager, Jerry era prima di tutto uno spacciatore e poi di seconda battuta anche il loro manager. La band ascolta i gruppi inglesi più tosti mentre Carol non ha gli stessi gusti. La band sostanzialmente non si scioglie, non si divide ufficialmente ma semplicemente si perde per strada. Jerry Meltzer viene arrestato. Michael Lindner, Tim Hazen e Dave Ray Costuros fanno un altro lavoro.

Michael Lindner si esibisce in seguito in diversi gruppi, i Mendocino All-Stars, i Black Kangaroo di Peter Kaukonen, gli Avalanche, con Link Wray, The Kingsounds con Miles Corbin e nella band strumentale surf Aqua Velvets sempre con Miles Corbin. Formazione di surf strumentale che nasce a San Francisco alla fine degli anni ’80 ed incide il primo album nel 1992 per la Heyday Records e registrato nel negozio di riparazioni auto dove lavorava il bassista Michael Lindner (con gli Aqua Velvets al basso, tastiere e fisarmonica).

 Fred Waxter e Dave Costuros invece entrano in un gruppo del nord della California, gli Elvis Duck. 

Fred Waxler con Bill Stapleton apre un negozio di strumenti musicali.  Tim Hazen lavora per radio e televisioni e per la KPIX per diversi anni fino al suo pensionamento. Dave Ray Custuros suona ancora la batteria e lavora nel campo elettronico, ripara amplificatori per numerosi musicisti della California del nord. 

Carol Duke nasce a Lubbock, Texas il 27 giugno 1947 ma cresce a Bakersfield, la seconda di quattro sorelle (Brenda, Carol, Vicky, Tonya). I suoi genitori divorziano quando lei ha 10 anni e frequenta la Bakersfield High School dove si laurea nel 1965. La sua prima chitarra le viene regalata per Natale all’età di 16 anni nel 1963 che diventa presto la sua vera passione per tutta la vita. Spostatasi a San Francisco qualche anno dopo incontra il resto della band.  Dopo i Marvin Gardens, Carol si sposta nel Colorado dove vive con la sua partner in affari (hanno una impresa edile e di costruzioni a Boulder) e in amore Jo. Purtroppo viene abbandonata dalla sua amante/convivente e si dice non si riprenderà più. Si dice diventi perfino una taxista per un certo periodo di tempo. Muore a Bakersfield nel dicembre del 2014 e i suoi ultimi desideri sono di riposare con le sue ceneri e le ceneri dei suoi gatti sparpagliate intorno al Duke Lake in Colorado.

Era orgogliosa di sapere che la musica dei Marvin Gardens sarebbe arrivata di lì a poco ad una platea più vasta ma non in tempo per veder uscire in un elegante versione in vinile e in compact disc edita dalla High Moon Records le loro preziose incisioni del 1968.

DISCOGRAFIA E.P. / 45 GIRI / 45 RPM

Facciata A: Ninety-Seven Men / Down The Line
Facciata B: Whips And Leathers / Been On The Job Too Long
(Keep On Truckin’ Presents, 45 giri, 1969, Usa).

Prodotto da Jerold Meltzer e arrangiato dai Marvin Gardens per la Drag Productions.  I 4 brani dell’EP sono incisi ai Pacific Recorders di San Mateo, California e ai Pacific High Recorders di San Francisco a fine 1968.

DISCOGRAFIA LP / CD

Marvin Gardens 1968 (High Moon Records, HMRLP – 05, LP, 2016, Usa).
Marvin Gardens 1968 (High Moon Records, HMRCD- 05, CD, 2016, Usa).

La prima facciata è incisa in studio nel 1968 e la seconda al Matrix Club di San Francisco.  7 brani sulla Studio Side e 7 sulla Live Side.  I demo (facciata in studio) sono registrati ai Western Recorders di Los Angeles, California nel giugno del 1968. 
Copertina e disegno a cura di Larry Welz (celebre artista di underground comic book). Tiratura limitata di 2.000 copie e una card per il download di 5 bonus tracks. L’elegante confezione dell’album comprende un prezioso libretto illustrato di 24 pagine.
Il booklet è redatto da Mike Stax della Ugly Things magazine e negli special thanks figura Mike Somavilla.