Los Bravos “Black is Black “, il beat ai tempi di Francisco Franco

(Nik Maffi – 30 luglio 2019)

Lo scorso settembre ho fatto uno splendido weekend con quella santa donna della mia consorte nella meravigliosa capitale iberica; la Madrid sotto gli occhi del mondo dei fruitori di Netflix per merito dell’hype che si è venuto a creare intorno alla serie tv La casa de papel.

Con grosso stupore, ho notato la quantità di negozi di dischi che offre Madrid, la qualità delle offerte e i prezzi dell’usato a mio parere di gran lunga più bassi rispetto all’Italia; ne cito due su tutti di negozi: Discos Killer e La Metralleta. Se qualche maniaco musicale come me passasse in città troverà, citando l’Abatantuono terruncello, “pane pei suoi tenti“.

Un altro aspetto che mi lasciato stupito è la voglia di seguire la musica live da parte delle giovani generazioni spagnole, i ragazzi si sanno divertire spendendo poco per merito delle tipiche “cagnas” –  (scritto sbagliato, presumo) birrette freschissime che vanno via in alcuni posti a 1.50 barra 2 euro – e per la quantità di gruppi autoctoni che si dilettano con l’arte del rock and roll sano e genuino con ottimi risultati, sorretti tra l’altro da organizzazioni impeccabili dal punto di vista dei locali.

Tornando al 45 giri in questione, che ho in casa da svariati festival beat fa, probabilmente acquistato quando ancora la kermesse beat per eccellenza si svolgeva a Villa Braghieri a Castel San Giovanni, è il pezzo bomba della mitica band iberica dei Los Bravos o Braves, come li chiamavano gli spagnoli all’epoca, di Black Is Black con lato B I Want A Name. L’edizione in mio possesso è una stampa italiana marcata Tiffany Records codice TIF 504.

E’ interessante notare che, nonostante la dittatura franchista, negli anni sessanta sembra ci fosse una certa facilità nel reperire materiale discografico. Ciò è evidenziato dal fatto che sia riuscito a trovare versioni e stampe spagnole di successi anche di gruppi inglesi e americani.

È in questo sottobosco che si sviluppa la storia dei Braves con la seguente line up: Miguel Vicens Dunas al basso, Tony Martinez alla chitarra, Miguel Fernandez all’organo Farfisa, Pablo Sanllehi alla batteria e udite udite un tedesco alla voce!!! Un tesdesco? In Spagna ai tempi di Franco? Ebbeni si, Micheal Volker Koegel Sumaya alias Mike Kennedy.
Come molti giovani tedeschi Mike Kennedy si trovava in vacanza sull’isola di Mallorca e, grazie alla passione per il beat, venne in contatto con giovani locali che avevano una band chiamata i Los Runaways in cui militava il chitarrista Tony Martinez, originario di Madrid.
Nel 1964, colpiti dalla buona pronuncia inglese di Koegel, di cambiare nome in Mike and the Los Runaways e di tentare un’esperienza musicale in Germania seguendo l’esempio di tante band dell’epoca.
Tornati a Palma de Mallorca nel 1965, cambiano formazione ed entrano nella band Pablo Sanllehi e Miguel Vicens. Con questa formazione diventata i Los Sonor ed entrano in contatto con un vecchio membro dei Sonor, Manolo Diaz, che stupito dal carisma e dalla voce di Kennedy mette in contatto i ragazzi con il produttore della Columbia Records, il francese Alain Milhaud.
Raggiunto l’accordo, che comprende la scrittura dei pezzi da parte di Diaz, nel 1966 cambiano nome in Los Bravos, nome derivante dalla reazione del pubblico urlante “bravos” dopo le loro esibizioni.

Black Is Black è stata registrata in Inghilterra, probabilmente in studi di appoggio alla Decca Records e, la leggenda narra che causa la difficoltà dei ragazzi ad interpretare il pezzo, l’unico della band a partecipare alle sessioni fu Kennedy coadiuvato alla chitarra da mr. Jimmy Page!

Nei credits sul singolo si nota che gli autori sono Steve Wadey e Tony Hayes, della casa discografica londinese Decca Records, e da Maixton Crainger… e che fine hanno fatto i session men?

Il pezzo spacca le classifiche, nel 1966 è il primo numero uno spagnolo della storia ad avere un simile impatto sulle classifiche internazionali, si piazza numero due nel regno unito e al numero quattro in USA, addirittura primo in Canada e sarà seguito da un altro pezzo bomba, anch’ egli in mio possesso, la bellissima Going Nowhere contenuta nel cofanetto della Rhino Records: Nuggets 2, Original Artyfacts From The British Empire And Beyond.

Black Is Black in Francia venne rifatta da Johnny Hallyday e nel 1967 in Italia da Ricky Shayne con il titolo “Di me cosa ne sai” mentre nel 1976 ebbe un clamoroso ritorno in epoca discomusic, con un riadattamento del produttore francese Cerrone. Sempre dalla France ci fu una versione del trio dei Belle Epoque che sbancarono con un numero uno la classifica australiana.

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