Little Richard: il successo mi perseguita!

(Nik Maffi – 16 luglio 2019)

Dopo un giornata di lavoro faticosa chiuso in una fabbrica, torni a casa e leggi di Little Richard e del suo rapporto di amore/odio con il successo, beh ti viene la tentazione di prendere i suoi dischi e buttarli dalla finestra.
Poi pero’ metti sul piatto il suo EP “Little Richard and His Band“, uscito per la London Records nel 1957 per il mercato del Regno Unito, codice REO 1074, copertina plastificata, contenente quattro pezzi bomba nel seguente ordine: Lato A: Rip It Up/Ready Teddy, Lato B: Tutti frutti/Long Tall Sally e gli perdoni il fatto che tu hai sudato nella calura della pianura padana inquinata e umida come non mai.

Che cosa ha fatto scaturire la suddetta carogna sulla schiena? Richard Penniman per l’anagrafe, Little Richard per la storia, è originario di Macon (Georgia, U.S.A.), nato il 5 dicembre 1932; è stato lanciato dalla mitica Specialty Records di Los Angeles, mica bruscolini, etichetta da me considerata mitologica per aver dato alle stampe grandi dischi di rock and roll, quello vero in 45 giri per dj vogliosi di mazzette e cito un nome di casa Specialty, mitologico quanto Polifemo, cioè il grande Larry Williams, autore di Bonie Moronie, Slow Down e di cui un giorno parlerò con parole al limite dell’evangelico. Il Piccolo Richard, dicevo, premetto che da signor sconosciuto faceva il lavapiatti nei depositi di pullman statunitensi Greyhound, fece il botto nel 1955 grazie a Robert Blackwell che gli fece incidere il brano Tutti Frutti di cui molto si è scritto per l’ambiguità delle liriche. Bene, nel giro di pochi giorni divenne una star in quanto il pezzo raggiunse il diciassettesimo posto nella top hits statunitense e il secondo posto della classifica ryhthm and blues, piazzandosi anche ai vertici della classifica inglese.

Che cosa mi combina Penniman dopo un paio di anni al top? Si ritira dalle scene!

Un giorno un artista della Specialty disse a Little Richard che la sua musica era “malefica”, ovviamente questo giudizio dato dall’ invidia del successo che stava ottenendo in tutto il mondo mr.Tutti Frutti. In più nella mente ormai confusa del ragazzo di Macon, si aggiunse il fatto che durante una tournée in Australia, in quei giorni del 1957, i russi lanciarono nello spazio lo Sputnick.
Essendo di famiglia religiosa e di conseguenza molto legato alla religione, come molti afroamericani ai tempi della segregazione (sicuramente di episodi dell’ epoca “Jim Crow “Penniman fu testimone), il giovane musicista interpretò il lancio del missile russo come un messaggio divino legato alla torre di Babele. Una punizione per la sua superbia, per il suo essere una star del rock and roll, quasi una divinità che cerca di elevarsi al cielo prima di dipartire da questa terra senza il permesso divino, viziata dal successo, dai soldi, dai vizi e dal suo essere supponente. Supponente? Lui? Membri della sua band, di cui cito due nomi a caso , il grande Huey Piano Smith , altro nome a caso? Jimi Hendrix (il Dio della chitarra elettrica) raccontano di aver subito ramanzine perché indossavano vestiti di scena vistosi che toglievano la scena alla vera star.
Nel caso di  Hendrix, voglioso di emergere e di essere qualcuno, di angherie subite reo di qualche assolo in più durante i live; umilmente il nostro Piccolo Richard raccontava di aver suonato a Liverpool durante un tour inglese e di aver fatto da insegnante di urla ai quattro  ragazzi della backing band di supporto, i favolosi Lennon/Mccartney/Harrison/Best.
Risultato: Little Richard si ritira dalle scene nell’anno del signore 1957 e studia da sacerdote avventista del settimo giorno, bene, bravo, il mio essere ateo come Corrado Augias intanto dentro di me se la ride. Ma sua maestà del ritmo, come amava definirsi, sottovaluto’ il fatto che i suoi pezzi rimasero in classifica negli States per i successivi due anni, fino al 1959.
Dopo qualche anno di ritiro, nel 1962 finalmente il ritorno sulle scene e da li il caro Little Richard non si è più fermato, maledetto successo: che ti perseguiti in eterno così impari a trattare a pesci in faccia Jimi “Il vero Dio” Hendrix, tiè!!!!

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