Leon Redbone: un artista di altri tempi

(Maurizio Galli e Aldo Pedron – 31 maggio 2019)

Avete presente quelle sere in cui non si ha la minima voglia di social? Quelle sere in cui decidi di posare le dolci membra sul divano e svogliatamente incominci a fare zapping tra i vari canali della televisione. Piazzapulita… qualche film di second’ordine… programmi inutili… E così, giunge ben presto l’idea di andare a letto. Questa mattina, come quasi tutte le mattine lavorative, uno sguardo veloce al social in metropolitana prima di buttarmi nel libro di turno. Scopro così, con profondo dispiacere che è venuto a mancare giusto ieri all’età di 127 (69!) anni Leon Redbone. Ironia della sorte, lui era uno che di certo non amava i social.

Redbone, al secolo Dickran Gobalian, nasce a Cipro il 26 agosto 1949 e si trasferisce in Canada negli anni ’60. Negli anni ’70 lo troviamo attivo in tournée nei locali di Toronto. Nel 1972 al folk festival di Mariposa, un certo Bob Dylan rimase così impressionato dalla sua performance che decide di menzionarlo durante un’intervista con Rolling Stone […] Leon interests me. I’ve heard he’s anywhere from 25 to 60, I’ve been [a foot and a half from him] and I can’t tell, but you gotta see him. He does old Jimmie Rodgers, then turns around and does a Robert Johnson […].

Noto per la sua musica Vaudeville, Ragtime, Jazz e Tin Pan Alley Redbone – riconoscibile grazie al suo immancabile cappello Panama, occhiali da sole scuri e cravatta nera – era un personaggio notoriamente schivo che aveva deciso di distogliere l’attenzione da sé stesso per lasciare che i riflettori fossero puntati sulle sue canzoni. Un musicista che con il suo stile di vita e la sua musica era rimasto piacevolmente ancorato agli anni ’30 e ’40 (il singolo Champagne Charlie con lato A Alabama Jubilee e lato B Please Don’t Talk About Me When I’m Gone è stato addirittura stampato in 78 giri).

Nonostante il genere musicale non proprio “da televisione” negli anni è apparso più volte come ospite musicale al programma del NBC, Saturday Night Live. Negli anni ’80, sempre per la NBC, era spesso al fianco di Johnny Carson al The Tonight Show. Si è anche prestato a diversi spot televisivi, tra cui quello per la birra Budweiser nel quale appare sdraiato su una tavola da surf mentre canta This Bud’s for You. Per il cinema ha cantato Baby, It’s Cold Outside in duetto con Zooey Deschanel nei titoli di coda del film del 2003 Elf.

Redbone si era ufficialmente ritirato dalle scene nel 2015 dopo svariati problemi di salute.

Di seguito la discografia ufficiale:

On The Track (Warner Bros. Records, BS 2888, 1975)
Double Time (Warner Bros. Records, BS 2971, 1977)
Champagne Charlie (Warner Bros. Records, BSK 3165, 1978)
From Branch To Branch (Emerald City Records, EC-38-136, 1981)
Red To Blue (August Records, AS8888, 1985)
Christmas Island (August Records, AS 8890, 1988)
No Regrets (Sugar Hill Records, SH-3761, 1988)
Sugar (Private Music, 2063-2-P, 1990)
Up A Lazy River (August Records Inc., 01005-82095-2, 1992)
Whistling In The Wind (Private Music, 01005-82117-2, 1994)
Any Time (Blue Thumb Records, 314 549 704-2, 2001)
Flying By (August Records, AS 8813, 2014)
Long Way From Home (Third Man Records, TMR-316, 2016)

Live (Green Stone Records, GSR3-851, 1985)
Live – October 26, 1992 The Olympia Theater Paris, France (Rounder Records, 11661-3246-2, 2005)

Precedente AMENOBLUES FESTIVAL 2019 - 15a Edizione – Ameno – Lago d’Orta (Novara) Successivo FEM Forza Elettromotrice - Mutazione