La potenza “primitiva” di “Animal Farm” dei The Shakin’ Apes

Gli Shakin’ Apes sono tornati con una furia primitiva e un’energia travolgente nel loro ultimo album, “Animal Farm”. Questo lavoro è una testimonianza della loro capacità di fondere rock ‘n’ roll classico con un tocco moderno, creando un sound che è allo stesso tempo familiare e fresco. L’album si apre con “The Wolf”, una traccia esplosiva che cattura immediatamente l’attenzione dell’ascoltatore con il suo riff di chitarra contagioso e la voce graffiante del frontman. È una dichiarazione di intenti per quello che seguirà, un invito a unirsi alla ribellione sonora proposta dagli Apes nel saloon della fattoria dove è ambientato il CD. Se pensate sia tutto qui allora vi state sbagliando alla grande, le tracce successive continuano sull’onda di questa intensità mescolando ritmi frenetici al punto da far ballare il vostro piedino. Ma “Animal Farm” non è solo potenza e velocità, ci sono brani che mostrano un lato più riflessivo della band, con arrangiamenti più contenuti che permettono alle emozioni di emergere in modo più diretto. È un equilibrio ben gestito tra l’energia scatenata delle tracce più incalzanti e la profondità emotiva dei momenti più intimi.

La produzione dell’album è impeccabile, con ogni strumento che trova il suo spazio nell’insieme senza mai sovrastare gli altri. La chitarra graffiante, il basso pulsante, la batteria martellante e la voce potente si fondono in un mix che cattura perfettamente l’essenza del suono degli Apes.

“Animal Farm” è un album che non delude le aspettative degli appassionati della band e allo stesso tempo potrebbe attirare nuovi fan con la sua energia contagiosa e la sua sincerità. Gli Shakin’ Apes dimostrano ancora una volta di essere maestri nel loro genere, e “Animal Farm” è un’ulteriore conferma del loro talento.

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