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Jus Primae Noctis – Istinto

(Luca Paoli – 2 aprile 2020)

Gli Jus Primae Noctis (JPN) sono un gruppo rock progressivo attivo a Genova dal 1991. Nel tempo resta immutata la lineup di base con Marco Fehmer alla chitarra e voce, Beppi Menozzi alle tastiere, Mario Riggio alla batteria, a cui si aggiungono Pietro Balbi alla chitarra e Alessandro Bezante al basso.

Sono autori di tre dischi autoprodotti, che saranno in ristampa nel 2020, e nel settembre 2019 pubblicano “Istinto” per l’etichetta Nadir Music, distribuito dalla Black Widow Records.

Istinto è stato realizzato grazie al contributo di musicisti e tecnici di altissimo livello. Oltre al mix, curato da Andrea Pellegrini (King Crimson, Queen, Adrian Belew, Elio e le Storie Tese, Gizmodrome) e alle registrazioni di Tommy Talamanca (Sadist), partecipano fra gli altri il bassista Diego Banchero (Il Segno del Comando, Malombra, Egida Aurea), l’ex Jpn Renzo Luise (Gipsy Troyka, votato miglior chitarrista alla Django), il percussionista Alex “Pacho” Rossy (Perigeo, Morgan, Elio e le Storie Tese, Trio Bobo), il percussionista Matteo Scarpettini (Antonello Salis, Niccolò Fabi, Trio Bobo), il tastierista Luca Scherani (Coscienza di Zeno, Periplo, Hostsonaten).

La musica proposta dal gruppo è un progressive rock che rimanda molto ai gloriosi anni ‘70 con momenti di pura canzone d’autore, marchio che li ha contraddistinti soprattutto nei loro tre lavori precedenti.

Gli undici brani che compongono il loro ultimo lavoro “Istinto” vedono in scaletta anche tre suites che, con cuore, perizia strumentale e la giusta dose di fantasia compositive, traghettano l’ascoltatore dagli anni ‘70 al suono contemporaneo. I testi sono in italiano.
Al centro le storie degli uomini tra razionalità ed irrazionalità che ne condiziona l’esistenza. Anche la follia, tema molto attuale, che viene egregiamente trattato nella suite “Quarto” , brano che chi scrive trova perfetto nel bilanciare momenti ruvidi a momenti più pacati, suonato e cantato in modo egregio da Marco Fehmer e dove l’alto livello compositivo si sposa con la classe strumentale del gruppo. “Una Storia” si apre con percussioni e bouzouki dove l’oriente si sposa ad una quasi psichedelia ma la melodia è sempre presente e la performance del gruppo è veramente notevole con una chitarra, quella di  Pietro Balbi sugli scudi che ci regala momenti molto suggestivi. Il tema del Parricidio è alla base della mini suites “Maria” dove le chitarre e una ritmica decisa danno il “la” ad un pregevole lavoro di tastiere.
L’ultimo brano che vorrei portare alla vostra attenzione è “È Tutto Amore” dove le tastiere  di  Beppi Menozzi e Luca Scherani fanno la differenza così come il basso di Diego Banchero.

Tutte le tracce che compongono il lavoro sono di pregevole fattura e lascio a voi scoprirle tutte.

A tutti coloro che amano sia il prog che la canzone d’autore non possono farsi sfuggire questo ottimo disco che saprà colpire, con i contenuti dei suoi testi e con la qualità delle sue trame musicali, chi cerca emozioni dalla musica underground italiana.

Tracking List:
1 Ouverture
2 Quarto
a) Stasi
b) Crisi
c) Posto Al Sicuro
3 Nel Buio
a) Nel Buio
b) Rivelazione
4 La Prima Volta Che Ho Visto La Luce
5 Dissimulare Disagio Da Deprecabile Disordine
6 Una Storia
a) Perso Nella Mia Chimica
b) Prigioniero
7 L’Uomo D’Aria E La Preda
8 Gli Aquiloni
9 Maria  
a) Ida
b) Volta
10 Urgenza
11 E’ Tutto Amore