Il primo anno di vita!

Da sempre siamo abituati che la fine dell’anno è il giusto tempo per tirare le somme. Musicalmind è una realtà davvero giovane, nata per pura curiosità a metà aprile di quest’anno.
Pian piano a saputo raccogliere attorno a se uno sparuto ma volenteroso gruppo di artigiani della scrittura. Otto persone, otto personalità spesso con gusti musicali diversi ma con una gran voglia di confronto e di scoprire cosa il panorama musicale ha da offrire.

La fine dell’anno è anche il momento dei ringraziamenti quindi lasciatemi ringraziare tutte le persone che ogni mese vengono a farci visita sulla nostra pagina per leggere e ascoltare quello che abbiamo da proporre e condividere.
Last but not least lasciatemi ringraziare le sette persone a cui devo tutto ciò: Raffaella Mezzanzanica, Andrea Lenti, Nik Maffi, Luca Paoli, Andrea Romeo, Stefano Starace e infine lo special guest Aldo Pedron.

Buone Feste
Maurizio Galli


Classifica 2019


Maurizio Galli:
Ian Noe – Between The Country; The Delines – The Imperial; Gospelbeach – Let It Burn; Van Morrison – Three Chords & The Truth; Michael Kiwanuka – Kiwanuka; Josh Ritter – Fever Breaks – Bob Dylan – The Rolling Thunder Revue; Gospel Book Revisited – Morning Songs & Midnight Lullabies; Black Pumas – Black Pumas; Creedence Clearwater Revival – Live At Woodstock

Raffaella Mezzanzanica:
Our Native Daughters featuring Rhiannon Giddens, Amythyst Kiah, Leyla McCalla e Allison Russell – Songs of Our Native Daughters; Son Volt – Union; Lizzo – ‘Cuz I Love You; Angélique Kidjo – Célia; The Raconteurs – Help Us Strangers; The Lumineers – III; A Tuba To Cuba – Preservation Hall Jazz Band; The Highwomen – The Highwomen; Billy Strings – Home; Nick Cave & The Bad Seeds – Ghosteen

Andrea Romeo:
The Aristocrats – You Know What…; Opeth – In Cauda Venenum; The Winstons – Smith; Hawkwind – All Aboard The Skylark; Kadavar – For the Dead Travel Fast; The Claypool-Lennon Delirium – South of Reality; Mike Stern-Jeff Lorber Fusion – Eleven; Claudio Simonetti’s Goblin – The Devil is Back; The Flower Kings – Waiting for Miracles; Trio Bobo – Sensurround

Aldo Pedron:
Bruce Springsteen – Western Stars; Matt Andersen – Halfway Home By Morning; Reese Wymans & Friends – Sweet Release; Mitch Woods – A Tip Of The Hats To Fats; Live From The New Orleans Jazz & Heritage Festival 2018; Los Lobos – Llegò  Navidad; Van Morrison – Three Chords & The Truth; Leyla McCalla – The Capitalist Blues; Delbert Mc Clinton – Tall Dark & Handsome; John Fogerty – 50 Year Trip Live At Red Rocks; Paolo Bonfanti & Martino Coppo – Pracina Stomp 

Luca Paoli:
Banco Del Mutuo Soccorso – Transiberiana; Eris Pluvia & Ancient Veil – 1991/1995 Rings of earthly light and other songs; Il Giardino Onirico – Apofenia; Aliante – Sul Confine; Lo Zoo Di Berlino feat Patrizio Fariselli – Resistenze Elettriche; feat. Esserelà – Disco Dooro; Savelli/Manzi – Gettare Le Basi; Wish – Stay Here My Friends; Officina F.lli Serravalle – Tajs; Giant The Vine – Music For Empty Places

Andre Lenti:
Son Volt – Union; Marc Cohn & Blind Boys of Alabama – Work To Do; Christone Kingfish Ingram – Kingfish; J.D.Simo – Off at 11; Raconteurs – Help Us Stranger; Black Pumas – The Black Pumas; Chris Knight – Almost Daylight; Trigger Hippy – Full Circle And Then Some; Chris Robinson Brotherhood – Servants Of The Sun; Little Steven – Summer Of 


Classifica redazione


Son Volt – Union
Non bisogna sempre urlare e picchiare duro per essere rock. Union è un grande album rock per l’atteggiamento, i contenuti e per le sue atmosfere. Un disco schierato e coraggioso  e malgrado le apparenze, un disco di grandi chitarre. I Son Volt rendono omaggio al folk, a Steve Earle e persino ai R.E.M. con un album profondo, asciutto, diretto ed emozionante .


The Lumineers – III

III è il terzo album di studio dei Lumineers, band formata giovani artisti, da amici d’infanzia. Il loro punto di forza è quello di aver ripreso, rivisitato e reso contemporanei generi musicali della tradizione americana. III è un album che racconta la storia di una famiglia “difficile”, in cui abusi, sofferenze e dipendenze rappresentano il punto di contatto tra le varie generazioni che la compongono. Sono storie in parte frutto della fantasia, ma anche tratte dalle esperienze di vita vissuta da Wesley Schultz e Jeremiah Fraites. Leader of the Landslide, quinta traccia dell’album, racconta la vera storia di una parente di Wesley Schultz, voce e chitarra dei Lumineers, la cui dipendenza dall’alcool e il cui rifiuto a farsi aiutare l’hanno portata a vivere da senzatetto. La domanda che risuona nel brano è la seguente: “Is she dead, is she fine?/ Every day, every night”. La risposta, sempre nel testo del brano, è il segno della rassegnazione, dopo tanto lottare: “And maybe when shes dead and gone Ill get some sleep”. Una band eccellente nei lavori in studio, incredibile dal vivo.


Creedence Clearwater Revival – Live At Woodstock

Una notte magica quella tra sabato 16 agosto e domenica 17 agosto 1969. E questo disco è la testimonianza integrale del set da un’ora tenuto dai Creedence Clearwater Revival al celebre raduno rock.
A dispetto di cosa ne pensasse Fogerty, questo Live At Woodstock è un ottimo live che fotografa sia una band in un momento di forma straordinario che un capitolo di storia che, nel bene e nel male, resta imprescindibile.


Banco Del Mutuo Soccorso – Transiberiana

“Transiberiana”, l’attesissimo album di inediti del Banco del Mutuo Soccorso esce sul mercato mondiale il 10 maggio 2019 per l’etichetta internazionale Inside Out Music/Sony Music Group. Anticipato dalle tracce “I ruderi del gulag” e “L’assalto dei lupi”, segna il ritorno della band a 25 anni di distanza dall’ultimo album da studio, “13”, pubblicato nel 1994.
Le undici nuove composizioni che danno vita a “Transiberiana” sono il riflesso di tutta la carriera del Banco e di ciò che la band è al giorno d’oggi, l’altra faccia di una storia che continua e che fa proprio il tempo nuovo. 


The Aristocrats – You Know What…?

Un nuovo approccio alla fusion, un approccio moderno, nei suoni e nello stile, un approccio in cui, il virtuosismo, cede ampiamente il passo alla capacità di ascoltarsi, di capirsi e di creare musica, e di farlo con palese e percepibile piacere.
The Aristocrats, con il loro nuovo album You Know What…?, superano sé stessi ed il loro background musicale, e vanno oltre: tante idee, tante suggestioni, messe a fuoco con la volontà di sviluppare un modello musicale innovativo e ricco di stimoli, prima di tutto per chi suona, e di conseguenza per chi ascolta. Perché se è vero che, il suonare “per il pubblico”, può rischiare di diluire le idee e di adattarle, in qualche modo, a chi ci ascolta, suonare per sé stessi rende l’espressione più vera e creativa, ed il pubblico potrà godere di questo flusso.
Il power trio, versione 3.0, con un territorio immenso da esplorare, e tutti gli strumenti per poterlo fare.

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