Il Medioevo Digitale secondo i L’Orage

(Maurizio Galli – 17 giugno 2019)

L’Orage nasce nel 2009 dalla collaborazione tra il cantautore Alberto Visconti e i fratelli Rémy e Vincent Boniface, in una decina d’anni sono diventati uno dei gruppi valdostani, e non solo, più amati di sempre. La band si è esibita su palcoscenici importanti come Auditorium Parco della Musica, Sferisterio di Macerata, Sala concerti RAI di via Asiago a Roma, Music Italy Show (Bologna), Folkest, Aosta Classica, Collisioni, Carroponte, Villa Ada incontrando sul palo o aprendo i live di artisti del calibro di Jethro Tull, Goran Bregovic, Carlos Nunez, Lou Dalfin. A febbraio 2013 L’Orage presenta il concerto evento L’Orage e Francesco De Gregori insieme dal vivo frutto della collaborazione con il grande artista romano. I L’Orage in quell’occasione hanno presentato la propria personale rilettura di dodici canzoni di De Gregori da lui magistralmente reinterpretate per l’occasione. Francesco De Gregori ha anche regalato alla band la propria interpretazione del brano firmato da Alberto Visconti e dai fratelli Boniface: La Teoria del Veggente, pubblicata nel disco L’Età dell’Oro (Sony Music, 2013). Il 22 gennaio 2016 è uscito Macchina del tempo (SonyMusic/Ph.D.) prodotto da Enrico “Erriquez” Greppi, quarta produzione discografica de L’Orage. Il 2014 ha visto i L’Orage sul palcoscenico del Primo Maggio a Roma in diretta Rai. Nel 2015, a conclusione del tour estivo Ululare alla Luna hanno partecipato al concerto-evento Rimmel 2015, all’Arena di Veronaper i 40 anni dell’album Rimmel, con Francesco De Gregori e altri (Ligabue, Malika Ayane, Giuliano Sangiorgi, Caparezza, Fedez, Elisa, Ambrogio Sparagna, Checco Zalone, Fausto Leali) interpretando il brano Le storie di ieri.

Dopo tre lunghi anni di silenzio discografico, in cui si sono esibiti anche in formazioni collaterali (Alberto Visconti in solo, Pìtularita, Trouveur Valdotèn, Collettivo Decanter…), la band valdostana ritorna con il quinto album fortemente ispirato alle dinamiche e ai tormenti vissuti dalla generazione nata tra il ’78 e l’82 del secolo scorso, Medioevo Digitale (23 aprile 2019, PhD 2019/Artist First). In questo disco i L’Orage, con gran coraggio e tanto rispetto, riprendono il filo del discorso interrotto dalla violenta repressione del movimento sceso in piazza a Genova nel 2011 e cercano di ricostruire il ritratto doloroso degli uomini e delle donne che sono diventati oggi gli ex ragazzi della Generazione X: col cuore per girare il continente ma ti han tolto la patente (Mia libertà).

Alle registrazioni hanno collaborato anche alcuni ospiti quali Enrico Remmert (co-autore della titletrack), Roberto “Robbo” Bovolenta, Francesco Giusta, Nicolò Bottasso e Dj Grissino. La copertina è tratta da un’opera dei Bounty Killart intitolata Love Me Tinder”, un’opera decisamente provocatoria quanto iconica.

Giusto per citare un paio di brani.L’album sia apre con la title track Medioevo Digitale, uno dei brani preferiti da chi scrive, in cui la band in modo arguto e diretto al tempo stesso non la manda a dire rispetto alle potenzialità del mondo tecnologico che ci circonda; un mondo purtroppo capace di portare alla ribalta inutili quanto discutibili personaggi. Un altro brano sicuramente degno di nota è il singolo Canto d’Addio, che la band ha voluto dedicare a Giordano Bruno – è possibile ascoltare sia Frank Zappa nella sua invettiva contro il mondo discografico che Vittorio Gassman nell’interpretazione del XIV canto dell’Inferno della Divina Commedia di Dante. In chiusura troviamo l’omaggio alla tanto cara terra transalpina con Dedans un Jardin. Ma datemi, retta tuffatevi senza esitazione nell’ascolto dell’intero album e non ve ne pentirete.

La band è formata da: Alberto Visconti (voce, chitarre), Remy Boniface (ghironda, organetto, violino, cori), Vincent Boniface (organetto diatonico, sassofoni, tastiere, cornamuse, cori), Luca Moccia (basso, contrabbasso) e Antonio Gigliotti (batteria).

Medioevo Digitale, è senza ombra di dubbio un album molto valido sia da un punto delle sonorità che dei testi. Il sound, pur con qualche variazione rispetto al passato, è comunque rock delle montagne, fatto con un giusto mix di folk, canzone d’autore e rock. Per i testi ancora una volta la band ha saputo ben focalizzarsi alle tematiche affrontate che ben si rispecchiano nell’attualità di questo strano quanto cupo periodo. Una band genuina i L’Orage – parecchio divertenti in contesti live – e un disco, Medioevo Digitale, decisamente consigliato. Alla via così.

Si ringrazia Giuseppe Verrini per le foto live fatte alla band.

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