I “Consigli per gli ascolti” di Girls United!: Emily King

(Raffaella Mezzanzanica – 16 maggio 2020)

La musica è arte, la musica è studio, la musica è conoscenza. No, non si tratta di una citazione ma di quello che penso. E sono certa che siano in molti a pensarla in questo modo.

Ho sempre pensato alla musica come a una “catena della conoscenza” e, prima di introdurvi l’artista oggetto di questa nuova edizione dei “Consigli per gli ascolti”, vorrei spiegarvi questo concetto.

Ho iniziato ad amare la musica attraverso quello che ascoltavano i miei genitori, soprattutto mio papà, e quindi il mio imprinting è stato un certo genere musicale: il prog sia italiano che straniero.

Da lì, come in una catena, ho iniziato a scavare, dai Jethro Tull agli Yes, dagli Yes ai King Crimson, dai King Crimson a Emerson, Lake & Palmer e così via, fino a quando, inevitabilmente, non ci si ritrova ad addentrarsi in un genere diverso.

E poi ci sono altre “catene della conoscenza” cioè quelle degli artisti: mi piace ascoltare ciò che ascoltano gli artisti che amo.

Ed è successo proprio con Emily King, scoperta grazie all’artista che vi ho presentato qualche settimana fa: Eric Krasno.

Emily King, classe 1985, è una cantante pop, soul, R&B, nonché autrice musicale originaria di New York City (Lower East Side).

E’ cresciuta in una famiglia dedicata alla musica: entrambi i genitori, infatti, sono cantanti jazz con la passione per il be-bop e Duke Ellington ed, essendo quasi sempre in tour per gli Stati Uniti, portavano con loro sia Emily che suo fratello più grande.

All’inizio Emily non era particolarmente interessata a seguire le orme dei genitori. Come, infatti, ha dichiarato durante il Podcast “Eric Krasno Plus One”, era più interessata a “mangiare gli hamburger e le patatine fritte che le venivano portati nei camerini”, mentre i genitori si esibivano su importanti palchi, come quello del Blue Note.

Tuttavia, arrivata ad un certo punto della sua vita, consapevole di non essere portata per gli studi, Emily decide di iniziare la “sua” carriera nella musica, trovando grande supporto da parte dei suoi genitori, in particolare di sua madre.

Ad oggi, Emily King ha pubblicato quattro album di studio: East Side Story (2007), The Switch (2015), Scenery (2019) e Sides (2020). Quest’ultimo è una sorta di “Greatest Hits” in cui Emily rivisita in chiave acustica i brani più importanti della sua carriera artistica. A questi si aggiunge l’EP Seven (2011).

Gli album di Emily King raccontano la sua storia: dagli esordi in chiave R&B, fino ai più sofisticati e recenti album. La sua maturazione artistica è frutto della sua grande voce, della sua bravura, della sua preparazione, ma anche della collaborazione, in studio  e sul palco, con il produttore Jeremy Most.

E c’è anche un cambiamento, avvenuto quando l’artista ha deciso di trasferirsi dall’appartamento di Lower East Side, dove aveva praticamente vissuto tutta la sua vita, a Catskills, piccola cittadina di circa 12.000 abitanti nello Stato di New York.

Apprezzatissima da Eric Krasno che si è definito un suo “super fan” e ha dichiarato: “Emily ha avuto una grande influenza non solo su di me ma anche su moltissimi artisti di nuova generazione”.

Emily King ha ottenuto la sua prima nomination ai Grammy nel 2007 per “East Side Story” (Best Contemporary R&B Album). Successivamente, nel 2019, ha avuto due nomination: Best R&B Song per Look At Me Now e “Best Contemporary R&B Album” per Scenery.

Ha aperto concerti per Alabama Shakes, John Legend, Alicia Keys, Sara Bareilles e altri e si è esibita in importanti location, show e festival tra cui il CBGB, The Bitter End, Jimmy Kimmel, CBS This Morning e Coachella.

Alla domanda: “Quale tipo di musica piace a Emily King?” La sua risposta è: “La musica semplice, senza troppe note ma con parole memorabili. La musica strumentale, con una grande melodia. Ad esempio, la musica di Cat Stevens”.

Recentemente ha pubblicato su Spotify una interessante playlist, “So fresh and so clean”, il cui scopo è promuovere il “social distancing e una più accurata igiene personale”. Tra gli artisti inclusi, sicuramente alcune scelte coraggiose come l’accostamento di Busta Rhymes e Outkast ai Police.

Ora è il momento di ascoltarla e di conoscerla attraverso cinque brani:

Ride With Me – East Side Story (2007)

Georgia – Seven (2011)

Distance – The Switch (2015)

Look At Me Now – Scenery (2019)

Already There – Sides (2020)

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