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GRAZIANO ROMANI – AUGUSTO, omaggio alla voce dei Nomadi

(Aldo Pedron)

Graziano Romani, da Casalgrande (Re) è sulla breccia da una vita, on the road e in studio. Una discografia lussuosa, costellata da successi dapprima con la sua prima band i Rockin’ Chairs (nati nel 1981) con tre album (1989-1991), una raccolta di inediti (1989-1991) ed una carriera da solista (1993-2020) con almeno 18 dischi.  Cantautore passionale, artista eclettico e assai prolifico, la cui voce si eleva forte e personale, un concentrato di energia, sincerità e pathos.  Rock, musica folk-rock, fumetti d’avventura fanno parte del suo curriculum. Un musicista di spicco che ha composto oltre duecento canzoni ma è altresì bravo nel catturare il sound del meglio della musica americana ed inglese, nonché eccellente nelle sue magnifiche reinterpretazioni sia nei suoi album che dal vivo di canzoni di Bruce Springsteen, Bob Dylan, Van Morrison, Rolling Stones, Jackson Browne, The Who, Led Zeppelin, Beatles, Kinks e scusate se é poco.

Graziano Romani che spesso nei suoi dischi canta deliberatamente sia in lingua inglese che in italiano in quest’occasione presenta un nuovo disco, un omaggio alla voce e alla figura di Augusto Daolio (pittore e scultore autodidatta), non solo come cantante e leader dei Nomadi ma dove guarda anche al poeta, all’artista, al pittore e al narratore per immagini.  Daolio amava visceralmente l’arte tutta tonda così come Romani si dedica spesso alla nona arte ovvero al fumetto cimentandosi in interi album con protagonisti come Tex, Zagor e Diabolik raccontati in musica.

Ad Augusto Daolio (1947-1992, R.I.P.) piaceva interpretare brani altrui, sia italiani che d’oltremanica e d’oltreoceano passando da Francesco Guccini a Bob Dylan, Sonny & Cher, Dion Di Mucci, Small Faces, Elton John, Moody Blues, Kinks, Glen Campbell, Beach Boys, Procol Harum.

Augusto: omaggio alla voce dei Nomadi, è il quarto disco consecutivo di Graziano Romani realizzato in partnership con l’etichetta romana Route 61 Music (Ermanno Labianca e soci) ed approccia il repertorio dei Nomadi con destrezza, rispetto e sincerità.  Canzoni dei Nomadi anni ‘60 e ’70, periodo in cui in Graziano cresceva costantemente il desiderio di dedicarsi alla musica e fare il musicista con Daolio e i Nomadi (da lui visti dal vivo da ragazzino in piazza, a qualche Festival dell’Unità o al suo paese) che presto diventano per lui una sorta di mito nostrano da buoni romagnoli (tra Reggio Emilia e Modena).

Quattordici canzoni tra cui Augusto cantaci di noi in apertura, composta da Graziano Romani (qui in una nuova versione) con Max Marmiroli al flauto e Lorenzo Iori all’organo e con una reprise in chiusura (una remake acustica) per un brano composto dallo stesso Romani a metà anni ’90 e poi inclusa nel suo album Storie dalla Via Emilia del 2001, secondo disco solista in italiano.
Augusto Daolio storico membro fondatore e frontman dei Nomadi resta un artista di prima grandezza, un personaggio indimenticabile ed una delle più belle e significative voci della musica d’autore e del rock Made in Italy. Questo tributo gli rende giustizia.     

Augusto cantaci di noi inizia così: dalla piazza di Novellara (città natale di Daolio) fin dove arriverà la strada, se chiudi gli occhi è quasi America.  Antiche storie di mille ed una sera, partigiano senza fucile resta qua…

Il secondo brano del disco è Tutto a posto, singolo tra i più amati del repertorio dei Nomadi scritto da Alberto Salerno (il testo) e Bruno Tavernese (la musica) e che risale al 1974. Ad accompagnare Graziano Romani (voce solista, chitarra acustica, piano elettrico Fender Rhodes) in questo disco un cast di eccellenza tutta italiana con Max Marmiroli (sax soprano e tenore, armonica, organo glockenspiel, cori), Follon Brown (chitarra elettrica), Lele Cavalli (basso) e Nick Bertolani alla batteria.

Un giorno insieme è una delle canzoni più intense dei Nomadi, un evergreen della musica italiana. 

L’auto corre lontano (ma io corro da te) è una cover della meravigliosa Whichita Lineman di Jimmy Webb (uno dei migliori autori ed artisti americani in assoluto) portata al successo nella versione del cantante, attore ed ex Beach Boys (dal dicembre 1964 al marzo 1965) Glen Campbell (1936-2017), chitarrista presente anche nell’album Pet Sounds del gruppo californiano. La versione di Graziano Romani in quest’album omaggio a Daolio è tra le più riuscite in assoluto.

Canzone per un’amica di Francesco Guccini (1968) e Gordon (firmata Beppe Carletti e Romano Rossi) ispirata ad uno dei maggiori eroi dei fumetti d’avventura Flash Gordon disegnato da Alexander Raymond, restano due pietre miliari del nostro pop cantautorale.

Per fare un uomo (De Ponti/ Francesco Guccini) venne inclusa nel primo album dei Nomadi Per quando noi non ci saremo (1967) e utilizzata come facciata B del singolo della celeberrima Dio è morto.

Per fare un uomo di Guccini creò diverse polemiche a causa di una frase del testo Per fare un uomo ci voglion vent’anni / per fare un bimbo un’ora d’amore, ritenuta ai tempi inadatta e per questo i Nomadi furono costretti a reinciderla trasformandola in Per fare un uomo ci voglion vent’anni / per farlo vero un istante d’amore.

Ala Bianca (Sixty Years On) di Elton John con testo di Bernie Taupin e traduzione italiana di Luigi Albertelli è stata incisa lo stesso anno dell’originale dai Nomadi nel 1970 e nel 1974 inserita nell’album Canzoni d’oltremanica e d’oltreoceano e nel live Sempre Nomadi del 1981 (una delle più belle versioni dal vivo). La trasposizione e l’interpretazione di Graziano Romani è magistrale con echi progressive grazie al flauto del pluristrumentista Max Marmiroli.

Dall’album capolavoro del menestrello di Duluth (Minnesota), Bob Dylan intitolato Blonde On Blonde del 1966 è tratta I Want You che qui diventa semplicemente Ti voglio con il testo affidato a Giorgio Calabrese che qui assume i colori della canzone d’amore. Graziano Romani la canta in maniera convincente con tanto di passaggio all’armonica e alla chitarra elettrica. 

Il prezioso artwork di copertina è una realizzazione firmata Sé (Silvana Marchetti / Elena Mancini), un omaggio nell’omaggio. Le note storiche sulle canzoni di Augusto Daolio sono di Antonio Ranalli. 

Un progetto ed un disco multiforme, suggestivo, riuscito, da autentico rocker e performer.

(Route 61 Music)