Frank Get – False Flag

(Aldo Pedron – 27 gennaio 2020)

Frank Get prosegue il suo cammino come pochi sanno fare: diretto, schietto, corretto, ambizioso, immacolato.

Frank Get è un cantante e multi-strumentista: chitarrista, pianista, bassista, contrabbassista che suona anche bajo sexto, l’organo hammond, il banjo, il dobro, il mandolino. Un eccellente compositore triestino, particolarmente noto al pubblico italiano ed europeo, grazie alla quarantennale carriera che lo ha visto impegnato in svariati progetti e collaborazioni con artisti di caratura mondiale.
E’un autentico portavoce e custode di storie e luoghi da autentico cantastorie dalla smisurata conoscenza antroprologica della sua terra dove ancora oggi troppe ferite sono ancora rimaste aperte.

Frank Get è un musicista dalle radici multietniche, un pò istriano, un pò slavo e un pò anche ungherese che nella sua carriera quarantennale ha saputo valorizzare il Blues e il Rock in ogni sfaccettatura. Durante gli anni spesi on the road ha sentito la necessità di indagare a fondo quali fossero le sue radici approfondendo la storia delle terre da cui proviene che negli anni hanno subito incredibili sconvolgimenti con due guerre mondiali, migrazioni e numerosi cambi di amministrazione. Canzoni di frontiera vissute veramente e non solo narrate da comparsa o con un ruolo secondario.
Negli anni ’90 componeva ancora canzoni in italiano, nel 1996 partecipa all’accademia della canzone di Sanremo ma la sua carriera viene interrotta con beghe legate ai suoi dischi e ad interessi economici, non fosse abbastanza alcune sue canzoni vengono rubacchiate da personaggi assai noti ed ecco che il nostro per questi motivi non scrive più in italiano e non quindi per marcata estorofilia.

False Flag è il suo quindicesimo prodotto discografico ed ancora una volta esplora e analizza le verità storiche del suo territorio di nascita, una terra cosmopolita con una grande tradizione di convivenza secolare ma, anche, di duri conflitti, e di alcuni personaggi che si sono messi in luce con le proprie gesta in vari ambiti culturali e sociali.
Il disco è uscito il 31 dicembre 2019 ma ad anticiparlo c’è stata la pubblicazione di un ricco volume intitolato Ti racconto la mia terra.  Un libro che comprende i testi tradotti non solo di False Flag (2019/2020) ma, anche, dei precedenti album Gray Wolf (2017) e, in parte, di Rough Man (2015) e To Milk A Duck del 2015 (inciso come Ressell Brothers). Il prezioso compendio alla discografia del cantautore triestino regala anche agli ascoltatori che hanno poca dimestichezza con l’inglese un supporto cartaceo su cui leggere le profonde storie contenute nelle sue canzoni.

False Flag è un album che racchiude la memoria storica di un territorio cosmopolita.
Caratterizzato da un lirismo denso, ricco di storia e curiosità Frank Get porta avanti il percorso già iniziato con l’album precedente Gray Wolf preservando la memoria storica delle radici attraverso testi e melodie che parlano di eventi, uomini e personaggi vissuti nella sua città e nelle zone limitrofe.

Frank Get è dal 1979 sulle strade della musica e per festeggiare questi 40 anni di carriera pubblica il disco False Flag e il libro Ti racconto la mia terra, due prodotti culturali affini che creano un binomio musical- letterario intriso di memoria storica e amore per le proprie radici. L’esploratore, diplomatico e traduttore Richard Francis Burton che ha vissuto a Trieste per oltre 20 anni, Anton Deher che ha creato le birre a bassa fermentazione chiamata lager dando il suo nome alla fabbrica di birra triestina e l’astronomo che ha disegnato la prima mappa della luna e Johann Nepomuk Krieger sono solo alcuni dei protagonisti dei testi del nuovo album.
False Flag, insieme al volume Ti racconto la mia terra, è un disco che vuole tributare i grandi personaggi del litorale triestino e spingere l’ascoltatore ad opporsi attivamente a coloro che manipolano e riscrivono la storia, distruggendo i monumenti e le vestigia dei luoghi in cui viviamo.

L’album s’inaugura con The Great Deception, un brano che narra la storia della rivolta operaia di San Giacomo nel settembre 1920. The Story Of Richard Francis Burton racconta delle prime traduzioni di libri e volumi come Thousand And One Nights (Mille e una notte), Ananga Ranga e Kamasutra.
La canzone che dà il titolo al CD False Flag porta in palmo di mano Noam Chomsky, colui che ha sintetizzato i 10 modi che il potere utilizza per dominare e condizionare le persone su scala mondiale facendo loro accettare leggi aberranti in nome di una presunta “finalità nobile”.
Anton The Brewer racconta orgogliosamente di Anton Dreher un birraio austriaco, magnate degli affari, filantropo di origini sveve del Danubio, il fondatore dei birrifici Dreher che fu una figura importante nello sviluppo della birra chiara che ha vissuto per molto tempo a Trieste.
Tramway’s Tales dal ritmo rock and roll e rockabilly denuncia la burocrazia che ferma sempre qualsiasi progetto e in particolare, racconta la storia del Tram di Opicina, oggi fuori servizio per incredibili e assurdi nodi amministrativi.  Un tram a fune simile al tram di cremagliera creato agli inizi del ‘900 tuttora in auge negli Stati Uniti (simile a quelli usati a San Francisco e chiamati cable car) ma bloccato a Trieste nel 2015 per motivi grotteschi e singolari.
What’s The Patriot parla di storie piene di bugie, soldati e umani divisi soltanto dalle trincee e che stavano su opposte fazioni, la maggior parte di noi stava dalla parte sbagliata e la guerra è una vera schifezza. In Freedom Repubblic e Trip To The Moon, la viola e il violino sottolineano ed amplificano l’epica dei testi. Con Freedom Repubblic in realtà si torna al 1921, durante i 35 giorni di vita della Repubblica di Albona/Labin. Marbourg Hills è una dolce ballata che riporta in Slovenia e narra la storia dei nonni di Frank giunti a San Giovanni (Trieste) da Maribor (città slovena).
Joy, è il penultimo pezzo che chiude questo corposo lavoro, dedicato ad uno dei cani di Frank mentre le sonorità decisamente Made in U.S.A. corrono parallele sui binari del miglior Tom Petty, Bob Seger o John Cougar Mellencamp con il cello suonato per l’occasione da Elisa Frausin.

La musica è decisamente rock con venature blues.  Frank in questo nuovo CD si presenta con una formazione a trio che vede Frank Get voce solista e che suona ed alterna una decina di strumenti mentre Marco Mattietti è alla batteria e percussioni e Tea Tidic al basso acustico ed elettrico.
Tout court, un gran bel disco.

(TM Productions / Suisa / I.R.D)

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