Francesco Piu – Peace & Groove

(Maurizio Galli – 27 giugno 2017)

Francesco Piu, classe 1981 è un cantante e chitarrista sardo che ama accompagnare la propria voce con strumenti quali chitarra acustica, dobro, weissenborn, banjo, lap steel e armonica. Vediamo di conoscere un po’ meglio questo promettente artista italiano…

Negli anni con il suo deflagrante mix a base di blues, funky e soul Piu ha saputo ritagliarsi uno spazio sempre più di rilievo nel panorama blues nostrano e internazionale. Ha avuto l’onore di partecipare ad alcuni tra i più importanti festival blues e di aprire concerti ad artisti del calibro di John Mayall, Johnny Winter, Jimmie Vaughan, Robert Cray, Charlie Musselwhite e The Derek Trucks Band, giusto i primi sei che mi sono venuti in mente ma vi assicuro che l’elenco è ben più lungo. Nel 2007 esordisce con il disco Blues Journey mentre nel 2010 esce il secondo album Live at Amigdala Theatre; quello stesso anno ha l’onore di rappresentare l’Italia all’International Blues Challenge di Memphis (Tennessee). Nel 2012 esce il terzo disco Ma-moo tones prodotto nientemeno che da Eric Bibb e l’album si piazzerà tra i dieci migliori dischi dell’anno secondo la rivista Buscadero. A questo punto Piu è consacrato definitivamente nella scena blues e inizia a esibirsi all’estero (Francia, Spagna, Canada, Gran Bretagna etc…). L’artista non si ferma a dormire sugli allori e nel 2014 pubblica Live at Bloom sperimentando sonorità più elettriche rispetto ai trascorsi. Il 2015 vede il nostro impegnato nel suo primo vero tour in America (Mississippi, Tennessee e California).

…ed eccoci arrivati a Novembre 2016 con quello che è tra i migliori dischi dell’anno: Peace & Groove e che conta tre brani (Crumbled Stones, You Feed My Soul, In The Case Of Your Love) scritti in collaborazione con lo scrittore sardo Salvatore Niffoi, vincitore del Premio Campiello nel 2006 per l`opera La vedova scalza e prima volta nel ruolo di paroliere. Un disco questo che mette in evidenza un’ottima produzione con un sound non facile (purtroppo) da trovare e una cura quasi maniacale per il recording.

A dare l’imprinting all’album ci pensa subito in apertura il gospel Hold on con il virtuoso hammond di Solinas ben a fuoco segue You feed my soul e la “distorta” e reggaeggiante My eyes won`t see no more. Funky e ancora funky invece per In the cage of your love che anticipa la struggente e intima Mother. Prima cover dell’album è il tradizional Black woman, uno spiritual che arriva diretto dalle limacciose acque del Mississippi, ottima tra l’altro l’idea di inserire nel brano il suono delle launeddas (strumento popolare sardo a fiato); seconda cover è invece il funky All the love di Tuck & Patti che ancora una volta mette in bella mostra la sezione ritmica composta dal basso di Simone Scanu e la batteria di Mauro Cau, provate a tenere fermo il piede se vi riesce. La gemma del disco è a parere di chi scrive la versione (ballad style) che Piu fa’ di Rough god goes riding scritta da Van Morrison e presente come brano d’apertura nell’album del 1997 The Healing Game.

Segue il blues “indiavolato” di Crumbled stones impreziosito dalla travolgente armonica di Dave Moretti, non che la sezione ritmica sia da meno. La chiusura del disco è demandata alla quarta cover del disco il brano scritto da Bonnie Bramlett e Leon Russell Give peace a chance in perfetto stile marching band di New Orleans con tanto di trombe, tube e tromboni […] Give Peace A Chance/(and the) whole world rock’n’roll […]

In poco più di dieci anni Piu è riuscito ad affermarsi tra i nomi più interessanti del panorama italiano e Peace & Groove non fa che confermare ciò che da queste parti è stato più volte scritto ovvero che il blues italiano gode di gran buona salute (grazie anche ad artisti come lui).

Album assolutamente da avere.

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