Finalmente in uscita il primo libro su Guido Toffoletti

(Maurizio Galli – 11 dicembre 2019)

In uscita questo dicembre il libro BLUESMAN LA FAVOLA INTERROTTA DI GUIDO TOFFOLETTI MUSICISTA VENEZIANO di Giò Alajmo edito da MEDIA&BOOKS.

Guido Toffoletti, musicista veneziano, chitarrista, compositore e cantante scomparso tragicamente e prematuramente a 48 anni, è stato un interprete autentico del blues che ha contribuito a far conoscere e diffondere in Italia nell’ultimo quarto del ‘900.
A vent’anni dalla morte, il giornalista Giò Alajmo, che lo ha frequentato e conosciuto, condividendo con lui molte avventure nel mondo del rock, tra i grandi protagonisti di questa musica (Rolling Stones, Bob Dylan, Led Zeppelin, Alexis Korner), ricostruisce e racconta la sua incredibile vita, le sue innovazioni, le sue stravaganze, le sue passioni, e in parallelo gli scenari della musica dei giovani nell’Italia nel dopoguerra.
Un libro che si legge tutto d’un fiato e che coinvolge il lettore, portandolo per mano a rivivere le atmosfere degli anni in cui il blues e il rock conquistarono le scene per non lasciarle mai più.
È un tributo fatto di testimonianze dirette o di compagni di viaggio e amici veri, ma anche la narrazione di un mondo che ai ventenni di oggi è completamente sconosciuto e che non può essere assolutamente dimenticato.

«Guido Toffoletti aveva inseguito i suoi sogni fino a toccarli. Era il figlio ribelle di un giornalista veneziano, era caparbio, appassionato. Sin da bambino sognava Elvis e i Beatles, la fama, il successo, scegliendo però la via più impervia, quella del blues che in Italia era un percorso inesplorato. Lui, Fabio
Treves, Roberto Ciotti, ciascuno a modo suo, ciascuno con le proprie capacità, hanno segnato una strada percorsa poi da molti altri, ma Guido soprattutto ha realizzato un ponte fra i giovani musicisti italiani, compresi Alex Britti e Tolo Marton, e i maestri anglosassoni e americani, ottenendo il rispetto e la
collaborazione di questi ultimi. Frequentandolo negli anni mi sono trovato nelle situazioni più improbabili, a prendere il té con Keith Richards, o nel camerino di Bob Dylan, in studio con Mick Taylor, in teatro con i Led Zeppelin, o a casa di Alexis Korner.
Chitarrista, cantante, compositore, spesso contrastato e discusso, ha raccolto nei suoi dischi soluzioni blues inedite e originali, mescolando i contributi di giovani musicisti locali e maestri internazionali, e il suo linguaggio musicale era quello dei suoi maestri, molto critici invece dello stile dei suoi detrattori. Era un burlone, romantico e solitario, capace di scherzi terribili e sofisticate vendette. La sua morte assurda, travolto in bici da un’auto di notte, ha lasciato molti dubbi irrisolti come si conviene ai miti. Lo ha colto prima dei cinquant’anni che temeva, impedendogli di arrivare al nuovo secolo che probabilmente non gli apparteneva. Anche se qualcosa, come sempre, probabilmente si sarebbe inventato
». (Giò Alajmo)

GIÒ ALAJMO
Giornalista professionista, è cresciuto a Venezia, lavorando dal 1975 al 2015 al quotidiano Il Gazzettino. Inviato, redattore culturale, critico musicale, ha sostenuto dall’inizio la nascita del movimento blues italiano e seguito gli sviluppi del rock spostandosi in varie parti del mondo. Ha all’attivo qualche migliaio di articoli, interviste, recensioni di concerti e dischi. Ha collaborato con Ciao 2001 e altre riviste specializzate, con Rai e le prime radio private. Ha seguito anche 40 edizioni consecutive del Festival di
Sanremo (fu tra gli ideatori del Premio della Critica), quasi altrettante del Festivalbar. Ha tenuto conferenze, incontri, lezioni, scritto libri e lavori teatrali a carattere musicale. È citato in diverse tesi di laurea e libri sul rock e la canzone d’autore. È stato anche fondatore e musicista della goliardica rock band di giornalisti DePress con cui ha dato vita a concerti e iniziative
benefiche.

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