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Emergenza COVID-19: negli Stati Uniti gli artisti chiedono aiuto al Governo

(Raffaella Mezzanzanica – 21 marzo 2020)

Il mondo sta soffrendo. La pandemia di COVID-19 non concede tregua e i Governi dei vari Paesi, nonché le Banche centrali, sono dovuti intervenire con misure a sostegno dell’economia senza precedenti.

Tutto il mondo si è unito al grido di “Io resto a casa” ma, purtroppo, molti ancora sembrano sottovalutare questi accadimenti.

Il sistema è sull’orlo della recessione e, benché tutte le categorie di lavoratori, indipendentemente dal settore di appartenenza, stiano soffrendo, alcune subiscono queste perdite in misura più massiccia di altre.

Gli artisti rientrano in questa categoria. La rivista Forbes ha stimato che l’industria musicale potrebbe perdere 5 miliardi $ a causa della pandemia di COVID-19.

E’ di queste ore la notizia che artisti appartenenti alla “lobby” (gruppo di pressione) MAC (Music Artists Coalition) abbiano firmato una lettera indirizzata al Presidente Donald Trump e al Segretario del Tesoro Steve Mnuchin, chiedendo di fornire aiuti ai membri della comunità musicale ed evitarne così il collasso.

I firmatari della lettera chiedono espressamente sostegno per le “centinaia di migliaia di persone le cui vite dipendono dall’industria musicale”.

Tra i firmatari della lettera ci sono: Lizzo, Gwen Stefani, Stevie Nicks, Joe Walsh, Steve Miller, Don Henley, Larkin Poe, Linda Perry, Slash, Dave Matthews e altri.

La Music Artists Coalition è stata fondata a Washington, DC nel 2019 dal manager Irving Azoff, il cui board è costituito da Anderson .Paak, Maren Morris, Dave Matthews, Meghan Trainor e Don Henley. Si tratta di una lobby costituita da artisti per gli artisti, a differenza di altre come The Recording Industry Association of America che rappresenta esclusivamente gli interessi delle case discografiche.

Il motto della Music Artists Coalition è, infatti: “Protecting the right of creators. By artists. For artists”.

Al link di seguito è possibile leggere il testo della lettera per intero:

https://www.musicartistscoalition.com/#!/news/299028

Qualche giorno fa anche la Recording Academy, attraverso il suo Chairman e CEO ad interim Harvey Mason jr., ha inviato una lettera indirizzata ad alcuni membri del Congresso (Nancy Pelosi, Mitch McConnell, Kevin McCarthy e Chuck Schumer) chiedendo, con urgenza, “di proteggere i musicisti, i performers, gli autori e gli addetti ai lavori del settore musicale” , non dimenticando, quindi, le “piccole e piccolissime imprese” in quanto “la pandemia di coronavirus ha avuto un effetto devastante sulla music community”.

Di seguito il testo della lettera:

Dear Speaker Pelosi, Leader McConnell, Leader McCarthy, and Leader Schumer:

As the national coronavirus pandemic takes its toll on all Americans, I urge you to protect our nation’s musicians, performers, songwriters, and studio professionals. Just as many large industries will be seeking support, you should not forget the smallest of small businesses: individual music makers who will not benefit from employer-based relief.

The coronavirus pandemic has had a devastating impact on the music community. Music festivals, tours, live events, video shoots, writing workshops, studio recording sessions, and more have been canceled across the country and around the world. These cancellations don’t just affect famous featured artists and headlining bands. They impact thousands of songwriters, session musicians, live musicians, backing vocalists, audio engineers, studio mixers, and other individuals who make a living by making music.

These music makers generally work as self-employed freelancers or independent contractors. They work from project to project, and are not engaged in typical employer-employee relationships. They do not have the benefits of an employer-provided safety net such as sick leave or health care. And they are not eligible for unemployment benefits. Music is the original “gig economy.”

As Congress considers emergency steps to provide critical support to American workers and families, it must extend such support to self-employed gig workers like those in the music community. Including these non-traditional workers in a stimulus package will give hundreds of thousands of individuals and their families the financial assistance they need during this crisis.

In hard times like these, America depends on music to provide comfort and inspiration.

As you take necessary action to provide assistance to workers during our present crisis, please remember to support the music makers that support all of us.

Thank you for your consideration.
Harvey Mason jr.
Chairman and Interim CEO
Recording Academy

Nel frattempo, il musicista e attivista Evan Greer si è fatto promotore di una petizione online chiedendo a Spotify quanto segue:

  • triplicare le somme pagate agli artisti per singolo stream;
  • rendere questa decisione permanente
  • effettuare una donazione di 500.000 $ allo Sweet Relief’s COVID 19 fund al fine di sostenere gli artisti in immediato bisogno.

Come se non bastasse, sempre in queste ore  Amazon ha annunciato il blocco delle spedizioni di beni non considerati essenziali, ad esempio CD e vinili, al fine di privilegiare quelle di beni di primaria utilità, ad esempio apparecchiature mediche. L’interruzione, per ora, è estesa fino al prossimo 5 aprile.

Questa decisione, chiaramente condivisibile considerata la situazione contingente, rappresenta, senza dubbio, un altro duro colpo per gli artisti e l’industria musicale.