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Dick Cavett – Prima di Letterman

The Dick Cavett Show (ABC) 1969 – 1972 Shown from left: Dick Cavett, Woody Allen

(Andrea Lenti – 16 aprile 2020)

Prima dei moderni Late show americani condotti da grandi showmen come Dave Letterman, Jimmy Fallon, Jay Leno ecc ecc, dalla battuta sempre pronta e ospiti incredibili ma che spesso soffocano con la loro strabordante personalità (è il loro show, loro sono i protagonisti, non l’ospite), c’erano Jimmy Carson e Dick Cavett. Più istituzionale e famoso il primo, dotato di grande carisma ed autorevolezza, più intellettuale e profondo il secondo (ma anche scrittore e comico) Dick Cavett , dal Nebraska.

In particolare dal 1969 al 1974 il suo Dick Cavett Show su ABC ospitò alcuni personaggi non proprio avvezzi alla TV e diverse rockstar dell’epoca. Memorabile il suo special con Groucho Marx,con Salvador Dalì, Ingmar Bergman , il discutibile Jimmy Hoffa , Sofia Loren, Mastroianni ecc ecc .

E venendo al nostro “settore “, al Dick Cavett show partecipò gente come John Lennon, i Jefferson Airplane, Jimi Hendrix, Ray Charles, George Harrison, Stevie Wonder e decine d’altri. Nella serata dedicata agli artisti che avevano appena suonato a Woodstock ci fu il primo Fuck mai pronunciato nella tv americana (Grace Slick), in un’altra occasione Jimi Hendrix dimostrò tutta la sua timidezza e profondità, ma il rapporto speciale su cui voglio soffermarmi, Cavett l’aveva con Janis Joplin, sua ospite per ben 3 volte dal 1969 al 1970.
Era anche un suo fan, in un’intervista le dice di averla vista da poco dal vivo al Fillmore; appena finita una canzone nello show, mentre Janis lo raggiunge sulla poltrona la guarda ammirato e dice “It was quite good!” con la sincerità che solo un fan ha.  

A dispetto del “look“ (giacca, cravatta, zazzera bionda quasi da sembrare un tipico assicuratore americano dell’epoca) e da certe pose (giocava a  sminuirsi un po’ davanti all’ospite) questo uomo magro e sveglio era un vero fan di molti musicisti che intervistava, ed al contrario ad esempio di Letterman che sembra seguire un suo schema prestabilito a dispetto delle risposte dell’ospite, Cavett conversava con loro, li rispettava molto e faceva emergere sempre i loro aspetti più interessanti.

Era un intrattenitore intelligente, ironico e sensibile, non soverchiava l’ospite ma non si faceva neanche mai travolgere. Ad esempio più di un politico ha abbandonato lo show in polemica con Cavett e lui non faceva una piega. Di Janis Joplin amava la sua fragilità, la coccolava (very nice to see you my little songbird), lei parlando gli accarezzava la mano… si rideva anche molto ma nella seconda intervista, quella del 25 giugno 1970, improvvisamente lei racconta che è stata invitata alla cena della vecchia scuola di Port Arthur, TX e comincia a raccontare che in città tutti ridevano di lei, (una piccola città del Texas non doveva essere il posto più amichevole per una come lei) l’avevano sempre emarginata , e che sarebbe andata alla cena per far morire tutti d’invidia perché adesso era famosa . “Vuoi venire con me Dick?” E lui: ”Non credo di avere amici fra i tuoi compagni di scuola“. “Nemmeno io” è la risposta.

Nella prima intervista, il 18 luglio 1969, appena di ritorno dal tour europeo, la Joplin si lamenta che il pubblico del Vecchio continente è troppo intellettuale, non si gode lo show, troppo voglioso di analizzare i testi e incapace di lasciarsi andare. Parla della solitudine del tour, del peso di dover dare il massimo tutte le sere per rispetto del pubblico e della band, di come si sentirebbe “miserable “ se non potesse più cantare. Dice che poche donne cantano rock perché poche donne sanno entrare dentro al feeling della musica, preferendo girarci intorno a volare al di sopra.

E poi c’è un bel siparietto classico: Cavett la aiuta ad accendere una sigaretta (Can i light your fire?), lei ride e gli dice “sì, è il mio cantante preferito“ (Jim Morrison), l’accendino si inceppa e lei gli dice “no, non sei capace ad accendermi “.        

L’ultima intervista è un mese e mezzo dopo, il 3 agosto 1970. Janis è un po’ più su di giri, presenta la sua nuova band (Full Tilt Boogie) e la discussione in generale è più leggera. Si dice negata per gli sport, dice che una fan ha provato a baciarla, parla della limousine su cui si sposta lamentandosi che sedendosi davanti si perde tutto il divertimento a cui si dedicano quelli seduti dietro, scherza su degli occhiali viola e solo alla fine parla del suo rapporto con la stampa (“a volte mi accorgo che alla persona che ho davanti non interessa niente”) e parla dell’esigenza di avere un’organizzazione un po’ più seria perché i concerti stanno diventando sempre più grandi. In generale è tutto un po’ più stanco.

Morirà il 4 ottobre del 1970 e Cavett fu molto scosso quando lo seppe. Sicuramente Cavett fu uno di quelli che capì quanto era importante quello che ci saremmo persi negli anni a venire con la morte di Janis Joplin…  

Seguo da anni le sue vecchie interviste e raramente sono rimasto deluso. Cavett continuerà la sua carriera più o meno fino al 2007. Oggi, a 84 anni si è ovviamente ritirato dalle scene. 
Grazie di tutto Mr. Cavett