“Dare voce alle auto elettriche”: intervista a Renzo Vitale, BMW Sound Designer

(Raffaella Mezzanzanica – 4 giugno 2020)

Avreste mai pensato che un’autovettura potesse “avere una voce”? Se non lo avete fatto fino ad oggi, è arrivato il momento di iniziare. Qualche mese fa, nell’articolo: “Quale sarà il suono del motore del futuro?”, vi avevo raccontato come diverse case automobilistiche abbiano affrontato o stiano affrontando il tema della creazione di un suono per il motore delle auto elettriche. Un’importante casa automobilistica tedesca si è spinta oltre e ha voluto regalare ai propri veicoli non un “suono” ma una “vera e propria voce”. Stiamo parlando di BMW che, per i propri clienti ha pensato ad una vera e propria esperienza multisensoriale e lo ha fatto affidandosi a Renzo Vitale, pianista, compositore, sound designer, ingegnere acustico e artista.

Negli ultimi giorni ho avuto il piacere di intervistarlo, parlando direttamente con lui al telefono.

Ecco che cosa mi ha raccontato della sua esperienza come BMW Group Sound Designer.

D.: Tu sei uno scienziato poiché il tuo background di studi è scientifico/ingegneristico ma anche un musicista (hai studiato musica elettronica, composizione e direzione musicale). Guardando al mondo di oggi, quanto è importante la combinazione di questi due aspetti?
R.V: Penso che non si possa fare a meno di questa combinazione e che sia una “conditio sine qua non”. Sono in contatto con diverse Università e rettori affinché la formazione accademica possa consentire agli individui di essere quello che sono. Spesso, all’inizio, la passione non è chiara e ben definita. Oggi, i percorsi accademici sono dei contenitori standard e, nel mondo lavoravitivo, si chiedono spesso profili già costruiti, sin dalla scuola superiore. E’ essenziale creare un percorso. E’ essenziale guardare un problema da varie prospettive. Pensiamo a Leonardo da Vinci che ha dipinto “La Gioconda” ma, già nel ‘500, aveva immaginato l’aereo.
Questa unione tra arte e musica c’è sempre stata.
E’ importante potenziare le nostre capacità. La programmazione e, quindi, la tecnica, insieme all’aspetto creativo portano in altri contesti.
Ad esempio, io sono stato assunto in BMW come ingegnere per i primi tre anni e sono orgoglioso che, da allora, abbiano deciso di cambiare tante cose. Per il tipo di lavoro che svolgo oggi, trascorro l’80% della mia giornata lavorativa con gli ingegneri che si occupano di concepire il veicolo, per capire i vari processi in cui, ad esempio, si divide il motore elettrico e creare, poi, i suoni più idonei.

D.: C’è tantissima gente che ama la musica e che, sicuramente, ha familiarità con il termine “sound engineer”, forse un po’ meno con “sound designer”. Spiegheresti meglio quali siano le differenze e, soprattutto, quale sia l’importanza del “sound designer”?
R.V: Mi piace definire il “sound designer” come “uno scultore del suono su un lasso temporale molto ristretto”. Il “sound designer” è anche un compositore ma è più concentrato sulla forma. Mi sono occupato di creare tutti i tipi di suoni per tutta la famiglia del Gruppo BMW, quindi anche per MINI e Rolls Royce. Lo scopo è trasmettere un’informazione in massimo 1 secondo (pensiamo, ad esempio, al suono che ci ricorda di allacciare le cinture di sicurezza).
Il “sound engineer” è più concentrato sulla diffusione e sul mixing della composizione, così come sugli equilibri dei livelli.
Il “sound designer” scolpisce il divenire del suono ristretto in ambiti diversificati. Pensando al cinema, il ruolo del “sound designer” è, ad esempio, quello di ricreare i suoni di sottofondo, quello di un’esplosione e così via.
In ambito automobilistico, invece, il “sound designer” crea tutta la costellazione dei suoni che l’auto emette: le icone sonore accoppiate alla guida autonoma, i cosiddetti “pedestrian warning” che avvisano il pedone dell’avvicinarsi di un’auto elettrica o il suono del motore così come viene percepito all’esterno, tenendo conto delle implicazioni legate all’ambiente, ma anche all’interno dell’abitacolo, dal guidatore e dalle altre persone presenti nella vettura.

D.: Come è iniziata la tua collaborazione con BMW? E come, invece, è maturata la scelta di Hans Zimmer per la definizione del suono delle auto elettriche?
R.V.: L’inizio della mia collaborazione con BMW è stato uno dei tanti casi della vita. Mi trovavo a New York e mi stavo dedicando all’arte. In particolare, in quel periodo, facevo performance sperimentali dove stavo per cinque ore al giorno nudo immerso in un liquido. Un ex collega del Dottorato in Acustica mi ha contattato dicendomi che in BMW stavano proprio cercando un Ingegnere Acustico. All’inizio gli ho risposto che non ero interessato. Dopo qualche tempo mi ha contattato nuovamente chiedendomi di inviargli comunque il mio CV. Mi hanno subito chiesto di andare a Monaco per un colloquio e l’ho fatto, onestamente, per pura curiosità, più che altro per capire come si svolgesse effettivamente un colloquio di lavoro perché, fino a quel momento, non ne avevo mai fatti.
Alla fine i colloqui sono stati sei in due giorni e mi hanno fatto subito una proposta. Il motivo per cui ho accettato è che mi stavo dedicando alla costruzione di installazioni sonore d’arte. Andavo nelle officine meccaniche e mi occupavo di tutto: luci, collegamento dei circuiti, saldatura delle varie parti ecc.
L’autovettura può essere considerata una “installazione d’arte iper-intelligente”. Si tratta di una diversa interpretazione del veicolo.
Io compongo il suono per questi oggetti. Il guidatore diventa il performer, l’esecutore. Il mio compito è dare voce a uno strumento suonato dai guidatori, creando un mondo espressivo totalmente nuovo.
Con Hans Zimmer, invece, è iniziato tutto nel 2019. Lo abbiamo contattato e gli abbiamo chiesto se fosse interessato ad una collaborazione. Si è dimostrato subito entusiasta dell’idea ed è venuto a Monaco per incontrarmi. Abbiamo passato un’intera giornata insieme, all’interno del Laboratorio Acustico, dove gli ho fatto ascoltare i miei suoni.
E’ stato amore a prima vista. Ci siamo subito trovati “sintonizzati” e abbiamo scoperto di avere lo stesso spirito di curiosità verso la ricerca di qualcosa di nuovo.
Dopo un mese e mezzo dal primo incontro, sono stato da lui a Santa Monica e abbiamo iniziato a sviluppare il suono di accensione del veicolo che, proprio da quest’anno, sarà presente sulle nuove iX3. Abbiamo deciso di sviluppare questo suono perché alcuni clienti avevano inviato commenti, sostenendo di avere dubbi su quando l’auto fosse accesa o spenta, in quanto estremamente silenziosa.
Questo “suono di inizio” è anche la metafora della nostra collaborazione. E’ stato pensato e creato nel 2019, per un veicolo che uscirà a fine 2020. Ci abbiamo messo cinque giorni per creare un suono della durata di 2 secondi e, nel farlo, abbiamo incorporato anche voci femminili.

D.: Pensi che il suono, anzi la voce, sarà davvero un elemento discriminante nella scelta dell’auto da parte dei clienti in futuro? E c’è, quindi, spazio per un nuovo “genere musicale” proprio legato alla voce dell’auto?
R.V.: E’ giusto parlare di “voce”. Ci sono clienti che ci hanno comunicato che acquisteranno i veicoli BMW solo perché ci sono i suoni di Hans (Zimmer n.d.r.).
Dalle statistiche, si rileva come l’elemento estetico sia da sempre in cima alla classifica delle motivazioni che spingono un cliente a scegliere un certo veicolo rispetto ad un altro.
Poi, ci sono i fenomeni acustici, isolamento e suono, che stanno aumentando in termini di importanza come motivi di scelta. C’è molto fermento attorno a questo aspetto e ne sono estremamente contento.
Ogni veicolo potrà fare “categorizzazione di genere” e questo permetterà al guidatore di ritrovarsi nel “proprio genere” musicale. Subentra, quindi, l’aspetto empatico: il soggetto si riascolta in qualcosa che sente.
Quello che vogliamo fornire è una vera “esperienza”. E’ per questo che c’è molto studio, sul design complessivo del veicolo, sugli interni, sulle luci. Addirittura, abbiamo anche un’esperta di fragranze e profumi nel team.
Lavoro a stretto contatto con tutto il team di design (interni, esterni, luci ecc) e tutti abbiamo come obiettivo finale quello di convergere verso un ‘esperienza globale per l’utente finale.

Photo credits
BMW Group PressClub

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