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«CUT THE TONGUE», primo album prog di Julius Project, dalla mente del tastierista Giuseppe Chiariatti

Dopo 40 anni è uscito «CUT THE TONGUE», primo album prog di Julius Project, dalla mente del tastierista Giuseppe Chiariatti. Un’opera pubblicata insieme a storici nomi del prog nazionale e mondiale, dall’arrangiatore Paolo Dolfini, a Richard Sinclair, leggenda della scena di Canterbury, passando per l’ex Maxophone Marco Croci. Alla voce c’è la figlia di Julius, Bianca Berry.

È uscito il 25 novembre Cut the Tongue di Julius Project, concept-album d’esordio di decisa matrice progressive composto dal tastierista leccese Giuseppe «Julius»Chiriatti, fuori dopo oltre 40 anni e una genesi travagliata. L’album è disponibile in esclusiva per G.T. Music Distribution, acquistabile a questo link – https://www.gtmusic.it/it/compact-disc/4237-julius-project-cut-the-tongue-cd-8022556280820.html, e in vendita a Lecce da Youm YouMusic, in piazza Mazzini 71.

Un progetto intenso, che racconta in 60 minuti di musica senza interruzioni il percorso interiore del giovane protagonista Boy, interpretato dalla voce di Bianca Berry, figlia di Julius: Boy è un ragazzo che si sente annebbiato perché la sua vita non ha senso: dapprima si chiude in se stesso, poi, su indicazione di un amico di famiglia, si affida a un «profeta» che gli decanta le meraviglie della ricchezza e l’importanza dell’apparenza, fino a quando, la notte di San Silvestro, Boy non si rende conto che si tratta solo di false illusioni. All’alba, in una dimensione onirica, ascolta la voce di uno spirito guida che gli raccomanda di «tagliare la lingua» («Cut the tongue») ai falsi profeti. Dopo varie vicissitudini, affrontando le tempeste nel mare della vita, dove si troverà anche a naufragare, alla fine Boy troverà il significato della sua esistenza, accettando la solitudine come virtù.

Per le registrazioni sono stati coinvolti diversi musicisti: al Nord Paolo ha chiamato a collaborare innanzitutto una sezione ritmica composta dal figlio Filippo Dolfini alla batteria e da Marco Croci (ex Maxophone) al basso e alla voce, che hanno costruito l’ossatura su cui si è sviluppata tutta la costruzione del disco. La voce del protagonista è di Bianca, con il nome d’arte di Bianca Berry. In seguito si sono aggiunti gli straordinari contributi degli ex Jumbo Dario Guidotti (al flauto e alla voce) e Daniele Bianchini (chitarra), e del chitarrista Flavio Scansani.

Nel 2019 Julius compone l’ultimo brano, chiamato proprio Cut The Tongue, su liriche dell’epoca. E proprio in questo brano si è aggiunta la straordinaria collaborazione di Richard Sinclair (ex Caravan, Hatfield and the North, Camel e indiscusso protagonista della scena prog di Canterbury) che ha regalato un preziosissimo contributo cantato. In Salento, invece, hanno contribuito alla realizzazione Francesco Marra e Mario Manfreda alle chitarre, Egidio Presicce al sax, e Martina Chiriatti, l’altra figlia di Giuseppe, che canta e interpreta il ruolo del Profeta.

Il mix & mastering sono stati completati nell’agosto del 2020 ai RecLab Studios di Buccinasco (Milano) grazie all’esperienza e all’estro di Larsen Premoli, anche lui catturato dal fascino di questo progetto e felice di “mettere la parola fine a un disco che ha iniziato a vedere la luce nel 1978”. La parte grafica e l’artwork della copertina sono a cura di Alessandro Pozzi, l’immagine di copertina e le illustrazioni all’interno del booklet sono quadri realizzati appositamente per l’uscita del disco da Domenico Ragone, pittore materano.