Consigli per gli ascolti – 7


1 – Patty Griffin – Ruby’s Arms

“Come On Up to the House: Women Sing Waits”è il titolo di un album pubblicato il 22 novembre e che riunisce un gruppo di artiste (Patty Griffin, Joseph, Courtney Marie Andrews, Aimee Mann, Rosanne Cash e altre) per celebrare il grandissimo Tom Waits, a poche settimane dal suo settantesimo compleanno (è nato il 7 dicembre 1949). Parlare, raccontare Tom Waits è assolutamente superfluo, perché le sue canzoni, anzi le sue poesie in musica, cantante con quella voce così rauca e inconfondibile, lo rendono unico. E’ un artista Tom Waits la cui essenza ribelle, libera e un po’ maledetta (alla Charles Bukowsvki, a cui Waits è sempre stato molto legato) è stata rappresentata al meglio attraverso la foto del grande Guido Harari, un’immagine scattata, anzi “rubata” inseguendolo mentre correva su e giù per un cortile. In quell’immagine c’è l’anima di Tom Waits. Pensando a lui, ai suoi brani così fortemente personali nella scrittura e nell’interpretazione, risulta difficile immaginare come delle donne possano riuscire a reinterpretarli. La domanda è: che cosa può aggiungere una voce femminile al pathos, alla grandezza, all’unicità di un artista come Tom Waits? Le donne, le artiste chiamate a comporre la trama di questo racconto, di questo omaggio musicale, pur essendo di grandissimo livello, non sono tutte riuscite in questo compito. Tuttavia, una su tutte si è distinta, una vera signora della musica: Patty Griffin. Il suo contributo a questo album avviene attraverso una bellissima e struggente canzone scritta da Tom Waits, intitolata “Ruby’s Arms”. Questo brano parla di un militare che deve lasciare la sua amata per partire per la guerra e non sa se tornerà, non sa se potrà vederla nuovamente. La versione originale di Tom Waits, parte dell’album “Heartbreak and Vine” del 1980, è una meraviglia sia nell’interpretazione, sia negli arrangiamenti: fiati all’inizio, piano e archi. Patty Griffin ha intepretato questo brano diverse volte nel corso della carriera, dichiarando di essere molto affezionata a “Ruby’s Arms” perché le ricorda la sua famiglia. Artista sensibile e delicata, spesso si è cimentata con brani di grande intensità (lei stessa ha scritto e interpretato “Up to the Mountain”, ispirato dal discorso di Martin Luther King del 1968 “I’ve Been Up to the Mountaintop”). Questo contrasto la rende perfetta per reinterpretare questo brano. Delicati sono anche gli arrangiamenti. “Ruby’s Arms” è davvero l’essenza di questo album. Tom Waits resta comunque irraggiungibile.


2- Lucky Peterson – 50 : Still Warming Up

Classe 1964, Lucky Peterson, sembra incredibile, festeggia i primi 50 anni di carriera. All’età di 5 anni suonava blues nel locale di proprietà di suo padre, a Buffalo, e venne notato da Willie Dixon mentre cantava un pezzo di Jimmy Reed. Dopo poche settimane fu mandato in TV a suonare e nello stesso periodo uscì il suo primo album. Una vita dedicata al blues, chitarrista, pianista e notevole vocalist, con 50 Still Warming Up propone  con il suo solito stile una nuova collezione di pezzi che spaziano dal blues al soul fino al rock and roll. Registrato in Francia per la francese Jazz Village, 50 Still Warming Up è un ennesimo tributo d’amore ad un genere musicale che sembra immortale e ad  un artista che lavorando duro si è ritagliato il suo spazio dopo aver conosciuto e suonato con tutti i mostri sacri del Blues.


3 – DelGado – I Don’t Wanna Get Busted

Un rombo di motore e parte la road song I don’t wanna get busted. La storia? un uomo in fuga e una donna li pronta ad attenderlo. Un singolo capace di catturarti al primo ascolto e di farti venir voglia di “uscire di casa per andare a prendere le sigarette”.


4 – Van Morrison – Three Chords and The Truth

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