CHEESEBURGER IN PARADISE – JIMMY BUFFETT E IL SUO 5 O’ CLOCK SOUND

(Aldo Pedron – 29 luglio 2020)

di Daniele Benvenuti
(Arcana Editrice)
Anno 2020
335 pagine

Jimmy Buffett, ora 74 enne, è nato James William Buffett il 25 dicembre, il giorno di Natale del 1946 a Pascagoula, Mississippi e cresciuto a Mobile, Alabama.

Cantante, musicista, autore, attore, business-man.   È proprietario della Margaritaville Records, produttore di birra, proprietario di un villaggio a Dayton Beach, Florida ed ancora autore di libri, autentici best sellers, pluripremiato romanziere, scrittore di libri per bambini, band leader, scopritore di talenti, la sua imbarcazione denominata Groovy, titolare di alcuni ristoranti, della catena dei Margaritaville Cafe, dei Cheesburger in Paradise, Margaritaville Resort & o Casino e creatore di videogiochi.  Ha pubblicato oltre una trentina di album. Nella sua città natale, Pascagoula hanno dato il suo nome ad un ponte (Buffett Bridge). Jimmy Buffett è uno dei musicisti più ricchi al mondo, si parla di circa 600 milioni di dollari.

Da noi è conosciuto?  Non proprio direi, anzi totalmente sconosciuto ai più.

Il suo stile di vita, il suo modo di essere ha ispirato il cocktail Margaritaville ed un luogo fiabesco dove tutti stanno bene, sempre in festa a piedi nudi, in spiaggia, al mare e alle 5 del pomeriggio sulla battigia a sorseggiare Margaritaville con la brezza dell’oceano sui cappelli.

50 anni di carriera (il suo primo album è del 1970).

Dominatore dei palchi allestiti nelle cornici più suggestive al mondo, atleta e uomo di mare, dirigente e mecenate sportivo, produttore cinematografico, pilota di velivoli, provetto pescatore d’altura, filantropo e benefattore. Direi che tutto ciò può bastare e se non conoscete il personaggio Jimmy Buffett o i suoi dischi, questa è la giusta occasione per leggere un libro scritto con dovizia di particolari, storie, aneddoti, biografia e molto altro ancora dall’eccellente giornalista professionista triestino Daniele Benvenuti.

Con mia nipote Sara, mia moglie Grazia, l’amico collezionista Giuseppe Verrini e Daniele Benvenuti naturalmente (lui lo ha visto a Parigi in svariate annate), ho assistito alla Cigale di Parigi, a poche centinaia di metri dal Moulin Rouge e praticamente ai piedi del Sacro Cuore e di Montmartre, ad un suo concerto il 24 settembre del 2016.
Assistere ad un concerto di Jimmy Buffett è un vero evento, un’esperienza indimenticabile.
A Parigi Jimmy Buffett ci suona (con poche eccezioni, Londra nel 1997 e 2009 e Dublino) da oltre 10 anni consecutivi (22 date parigine a partire dal 2007) in esclusiva in un’unica data europea e il pubblico, i fan, arrivano da ogni parte del mondo per assistere a questo curioso e spettacolare evento. Gente arrivata dagli Stati Uniti (California, New York, Florida, Arkansas), Svizzera, Italia, Scozia, Inghilterra, Svezia, Germania, ecc. ecc. Un folto pubblico internazionale costituito dai seguaci, i variopinti Parrot Heads (titolo per la prima volta attribuito ai fan di Jimmy Buffett nel 1985 da Timothy B. Schimdt, il bassista degli Eagles), le folli teste di pappagallo che lo seguono ovunque in capo al mondo. Ho trovato in Jimmy Buffett che si presenta in pantaloncini corti e a piedi nudi sul palco, molta allegria, sincera autoironia ed uno show unico, esemplare, da far impallidire i soliti concerti a cui siamo abituati noi in Europa. Nel gremito parterre viaggiano vari palloni da spiaggia che costantemente galleggiano nell’aria lanciati tra una manata e l’altra. I Parrod Heads sono secondi solo ai Dead Heads dei Grateful Dead dei tempi d’oro.

Una delle sue basi è e resta Key West, Florida, uno dei posti più suggestivi e la sua musica pop-rock con tinte caraibiche è ispirata, ballabile, solare, decisamente gradevole e coinvolgente.

Definire la musica di Jimmy Buffett significa dire: il country di Nashville, la pop music, l’honky tonk, la musica caraibica, le steel drums, il calypso, persino il reggae e il jazz-swing degno della miglior tradizione di New Orleans.

Daniele Benvenuti prolifico autore (in precedenza con i volumi CantAttori e Growin’ Up su Bruce Springsteen per Arcana e un futuro libro su John Prine) ha definito Jimmy Buffett come il più popolare, estroso e facoltoso cantastorie (storytellers) alla salsedine e al rum. Da noi Jimmy Buffett resta un perfetto sconosciuto perciò eccovi il mio più sentito invito prima a leggere il libro poi ad ascoltare i suoi dischi o viceversa.

Il volume di Daniele Benvenuti è disponibile in tutte le librerie, nonché nei principali store on-line.

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