Antoine Fafard rivela alcuni “segreti” su “Perpetual Mutations”, il suo nuovo album con Gavin Harrison

“È impossibile dire che questo album sia “una cosa sola”. In un certo senso, è davvero il risultato di ‘mutazioni musicali perpetue’. È un tipo di progetto mai realizzato prima”. (A. Fafard)

Ho avuto l’incredibile privilegio di intervistare Antoine Fafard per la prima volta a dicembre 2020, prima dell’uscita di Chemical Reactions, il suo primo progetto con Gavin Harrison (http://musicalmind.altervista.org/inside-the-creative-world-of-antoine-fafard/ ).

Poi, nell’ottobre 2022, in una seconda intervista, abbiamo discusso del suo progetto Alta Forma e dell’album di debutto, Spatium & Tempus, in cui, per la prima volta nella sua carriera, Antoine ha deciso di aggiungere dei testi alla sua musica (http://musicalmind.altervista.org/spatium-tempus-antoine-fafards-new-album-explores-fundamental-existential-elements/)

Durante la mia recente intervista, Antoine ha svelato alcuni segreti del suo prossimo album – Perpetual Mutations – il suo secondo progetto musicale con Gavin Harrison, nonché alcune informazioni interessanti sulle sue sfide future.

D.: Il tuo nuovo album è pronto per la pubblicazione?

A.F.: Sì, l’album è pronto, ma il processo di pubblicazione è lento perché uscirà anche in vinile e il processo di produzione di questo formato è molto lungo. Avrei voluto pubblicarlo prima, ma ho dovuto posticiparne l’uscita proprio per questo motivo.

Q. In quali formati sarà disponibile “Perpetual Mutations”?

A.F.: L’album sarà pubblicato su CD, vinile e sarà disponibile per il download in formato digitale. Ho ricevuto i CD di recente e ho ordinato una quantità limitata di vinili. Il vinile è un formato molto richiesto, ma è anche molto costoso da produrre. Ci sono costi di produzione più alti rispetto ai CD. Richiede più spazio per lo stoccaggio. Inoltre, la spedizione è più costosa. Tuttavia, è un bel prodotto. Il fatto che il vinile sia tornato ad essere molto popolare è probabilmente legato a una certa nostalgia che comprendo perfettamente. Penso che il mastering che abbiamo fatto per il vinile sia molto buono. Non vedo l’ora di ricevere le prime copie, in modo da procedere poi alla produzione finale e alla successiva pubblicazione.

D: Qual è la tua opinione sul formato digitale e in particolare sullo streaming?

A.F.: È una domanda interessante. Gli artisti indipendenti devono riflettere attentamente su questo aspetto. Se si mette a disposizione la propria musica gratuitamente, o se la si rende ampiamente e facilmente disponibile sulle piattaforme di streaming, non si otterrà mai un guadagno. I primi mesi di pubblicazione sono fondamentali poiché si deve massimizzare il reddito potenziale ricavabile dalla musica. Per me, i CD e i vinili rappresentano i formati principali attraverso i quali posso ottenere un ritorno sui costi di produzione, e persino un profitto. L’album sarà disponibile in formato digitale su Bandcamp, una piattaforma utilizzata da moltissimi utenti. Sarà anche disponibile per il download sul mio sito web. Poi, molto probabilmente, quattro o cinque mesi dopo l’uscita ufficiale, cioè verso la fine dell’anno o all’inizio del 2025, potrei metterlo a disposizione sui vari servizi di streaming. Devo stare molto attento perché è nella natura umana: se si ottiene qualcosa gratis, perché si dovrebbe comprarlo? So che ci saranno persone che non saranno felici di questo, ma è una questione di sopravvivenza. Inoltre, pubblico sempre molto materiale su YouTube. Un mio amico negli Stati Uniti sta realizzando un video musicale per una delle canzoni e io sto realizzando personalmente dei video musicali. La pubblicazione di questo materiale avverrà gradualmente.

Pubblicare musica in modo indipendente è molto simile al lancio di un qualsiasi prodotto sul mercato. Bisogna pensare a tutti gli aspetti: produzione, stoccaggio, spedizione, ecc. Sono un musicista, ma quando pubblico un album non sono più solamente un artista. Sono più un project manager, un amministratore, un responsabile marketing, un venditore… persino un postino! Un musicista indipendente deve occuparsi di tutti gli aspetti, compresi marketing, vendite, design grafico, copywriting per i comunicati stampa e tutto il resto. Non dico di essere bravo in tutto, ma devo farlo perché se comincio ad assumere persone per svolgere questi compiti, il tutto diventa troppo oneroso. Per chiunque si occupi di “arte indipendente” in senso lato, se non ci si occupa di ogni aspetto, nessuno lo farà per te. Potresti pubblicare la migliore musica del mondo, ma non basta…bisogna fare tutto quel lavoro in più che forse porterà ad avere buoni risultati. In altre parole, ci si deve assumere la responsabilità di tutto.

D.: “Perpetual Mutations”. Perché hai scelto questo titolo?

A.F.: Cerco sempre di usare qualcosa che sia in qualche modo legato alla musica. Nel primo album, quando ho unito un quartetto d’archi e un’orchestra alla batteria e al basso elettrico, ho fatto un paragone con la chimica, dove si possono mescolare elementi diversi che danno luogo a una reazione. Nel caso del nuovo album, “Perpetual Mutations” riflette il fatto che questo album è diverso dal primo. Si tratta di una mutazione rispetto al primo, ma la “mutazione” si applica al suo interno, poiché non ci sono due brani con la stessa orchestrazione. C’è un brano con pianoforte, basso e batteria, un altro con un ensemble di ottoni, un altro ancora con violoncello e handpan. È impossibile dire che questo album sia “una cosa sola”. In un certo senso, è davvero il risultato di mutazioni musicali perpetue.

D.: Durante l’intervista realizzata nell’ottobre del 2022, mi hai detto che avevi in mente di creare un album che includesse “strumenti non convenzionali” e hai chiesto a Gavin Harrison di suonare la marimba. Cosa dobbiamo aspettarci da “Perpetual Mutations”?

A.F: In questo album Gavin suona principalmente la batteria, ma in due pezzi suona anche la marimba. Inoltre, c’è un altro musicista che suona la marimba e il vibrafono in alcuni altri brani. In totale nove musicisti hanno collaborato a questo album. C’è il violino in un brano, il violoncello in due brani. Ci sono anche pianoforte e oboe. È davvero “eclettico” e decisamente non convenzionale. È qualcosa di “mai esplorato prima”. L’aspetto costante è che io e Gavin suoniamo in ogni brano. Sono in una fase in cui voglio sperimentare sempre più cose e correre il rischio che il risultato sia diverso da quello che mi aspettavo. Come compositore, è importante per me sperimentare e non rimanere fermo. L’intero progetto è stato una sfida interessante… e alla fine siamo riusciti a portarlo a termine.

D.: Ci sono voluti circa quattro anni per completare questo album. È corretto?

A.F.: Credo che ci siano voluti quasi quattro anni. Tutta la musica era pronta per Gavin, che è riuscito a registrare le parti di batteria nell’autunno del 2023. In tutto questo tempo, tra dicembre 2020 e settembre 2023, è stato in tour o ha registrato con altre band (The Pineapple Thief, Porcupine Tree ecc.). Anche se ci è voluto più tempo di quanto mi aspettassi, spesso fa bene prendersi delle pause, tornare e riprendere in mano il progetto. Ovviamente, mi piace anche completare i miei progetti, quindi sono felice di poterlo finalmente condividere.

D.: Il giorno in cui hai annunciato l’uscita di questo nuovo album, hai anche svelato la copertina. Dove hai trovato questa immagine e perché l’ha scelta?

A.F.: L’artista che ha realizzato la foto della copertina è la stessa che ha realizzato quella utilizzata per “Chemical Reactions”. Si chiama Galina Timofeeva ed è la creatrice di una serie di opere d’arte “Abstract Fluid”. Io, poi, ho creato il progetto grafico. Volevo qualcosa di astratto perché questa musica è difficile da definire e non ci sono testi. Non c’è un’immagine chiara o una storia. L’immagine nella mia mente, quindi, è qualcosa di astratto.

D.: Hai parlato di “testi”. Nel tuo precedente album, “Spatium & Tempus”, hai aggiunto dei testi ad alcune canzoni, ma non in questo album. C’è una ragione specifica? Com’è stata l’esperienza di aggiungere testi alla tua musica per la prima volta?

A.F.: È una domanda interessante, perché ho passato circa vent’anni facendo esclusivamente musica strumentale. Ho pubblicato il mio primo album con il gruppo Spaced Out nel 2000 e dal 2011 ho iniziato a realizzare i miei progetti. Solo nel 2022 ho pubblicato l’album con “Alta Forma” e ho deciso di aggiungere dei testi. L’ho fatto perché mi piace sfidare me stesso. Tornare a progetti strumentali è probabilmente la cosa più naturale per me, perché l’ho fatto per tanti anni. Ma fare un album con l’aggiunta di un cantante è stato fantastico. E ne sto facendo un altro. Questa è una delle cose che posso svelare. Abbiamo un altro album praticamente finito con Alta Forma e uscirà probabilmente l’anno prossimo. Non mi sono fermato perché mi è piaciuta l’esperienza.

D.: Spesso crei i tuoi progetti con in mente un batterista specifico. In questo caso, è la seconda volta in cui pubblichi un album con Gavin Harrison. Qual è il motivo per cui lo hai scelto? Ha qualcosa di speciale rispetto ad altri batteristi?

A.F.: Gavin è uno di quei batteristi con un proprio suono, un proprio approccio, una propria musicalità, e lo si riconosce immediatamente. C’è molta musica là fuori e non si riesce mai a capire chi sia il batterista perché suonano tutti più o meno nello stesso modo. Con Gavin e pochi altri è diverso. Il primo album è andato bene ed è stato un processo gratificante. Infatti, gli ho subito detto: “Dovremmo rifarlo!”. È qualcosa di diverso dai suoi altri progetti e per me è un bel modo di esplorare la musica, diverso da ciò che ho fatto finora. Aver realizzato due album significa che abbiamo creato un certo tipo di collaborazione. Chi ascolta Gavin Harrison e me sentirà qualcosa di strano, forse, ma anche diverso e, spero, unico ed emozionante.

D.: Sappiamo anche che ti piace riarrangiare i tuoi brani e aggiungerli all’interno dei nuovi album che pubblichi. È successo per “Chemical Reactions”. È stata la stessa cosa per “Perpetual Mutations”?

A.F.: Ci sono due brani che sono chiaramente una riesplorazione di miei pezzi precedenti (li si riconosce da un numero “II” posizionato accanto al titolo). In un caso – Solus Souls II – il pezzo è molto diverso se lo si confronta con la versione precedente. A volte cambio così tanto le cose, aggiungendo anche nuove parti, che diventa davvero difficile riconoscere se sia lo stesso brano oppure no. È abbastanza strano per me perché stiamo parlando di un nuovo progetto, ma nella mia mente è già vecchio perché ho iniziato il lavoro creativo alcuni anni fa. Ora sto registrando della musica che uscirà nei prossimi anni. Questo significa che la mia mente è concentrata su ciò che sto facendo in questo momento.

D.: Quali strumenti suoni in questo album?

A.F.: Suono tre tipi di basso e la chitarra classica. Una delle cose che rende diverso questo album è che nel primo non c’erano chitarre. Infatti, nel primo album non c’erano né pianoforte né chitarra, mentre in questo album c’è molto pianoforte e anche molta chitarra classica. Io compongo con la chitarra e quindi è stato naturale per me suonarla all’interno dell’album. È tutto davvero diverso dal punto di vista sonoro.

D.: C’è un “tema” o una “narrazione” in questo album?

A.F.: Non direi che c’è una “narrazione” in senso convenzionale. Credo che “eclettico” sia il modo migliore per descriverlo. Si ascolta una canzone ma non è indicativa delle altre. Ogni canzone è diversa dall’altra. L’ordine dei brani, tuttavia, è stato pensato con cura, in modo da condurre l’ascoltatore in un viaggio. Alcune canzoni sono tranquille, quasi come il jazz tradizionale, mentre altre sono piuttosto intense. Quindi, è completamente eclettico anche nelle dinamiche. Penso che porterà l’ascoltatore in un viaggio selvaggio e originale. L’idea principale è quella di sperimentare e di addentrarsi in territori sconosciuti.

D.: Quali saranno le tue prossime sfide?

A.F.: Innanzitutto, c’è l’album “Perpetual Mutations”, che promuoverò nei prossimi mesi. Ci saranno molte informazioni su YouTube, tra cui un documentario sulla realizzazione dell’album, con interventi dei collaboratori, solo per fornire un po’ di background su ciò che riguarda il progetto. Offrirò anche un libro con tutta la musica che ho scritto per l’album. Questo libro si potrà richiedere esclusivamente sul mio sito web. Promuoverò l’album sui social media e questo porterà via molto del mio tempo nei prossimi mesi.

Ho anche un album composto con Todd Sucherman alla batteria e JK Harrison alla voce per il progetto Alta Forma. Todd registrerà le sue parti il prossimo autunno e l’album uscirà probabilmente nel 2025.

Ho anche un album con Gary Husband alla batteria e Jean-Pierre Zanella al sassofono. Jean-Pierre è un musicista canadese che è stato mio insegnante in Canada ed è un sassofonista molto rinomato a Montreal. Ha partecipato anche alla prima canzone, Dark Wind, di “Perpetual Mutations”, suonando il sassofono soprano. Una volta ha registrato separatamente alcuni brani per sassofono tenore e sono rimasto così colpito che ho deciso di comporre un album per lui.

Quasi contemporaneamente, Gary Husband mi ha comunicato di avere accesso a uno studio di registrazione a Londra e a una nuovissima batteria trasparente, realizzata da Pearl appositamente per lui. Ho così deciso di unire i due progetti: Jean-Pierre al sax e Gary Husband alla batteria. Stiamo ultimando tutte le parti, compresa la mia (suono il basso e la chitarra). Gary finalizzerà la sua batteria a inizio giugno. Non so ancora quando uscirà l’album. Il fatto è che devo pensare a pubblicare i miei album in modo strategico, perché nel 2025 ne avrò due pronti contemporaneamente.

Sto anche lavorando a un progetto di musica per pianoforte. Uno dei miei sogni è avere un album con musica per pianoforte e che includa un concerto. Come compositore, voglio trasmettere la mia visione della melodia, dell’armonia e del ritmo in contesti più convenzionali. Penso che sarò impegnato in tutti questi progetti per il 2024 e il 2025, e, al tempo stesso, potrei anche partecipare a collaborazioni occasionali. Recentemente ho fatto un lavoro di arrangiamento per The Pineapple Thief. Si tratta delle tracce bonus presenti nell’album intitolato “It Leads to This”. L’ho fatto per Gavin ed è stato un progetto davvero interessante a cui partecipare.

Infine, di recente ho iniziato a condividere alcune scoperte di teoria musicale sul mio canale YouTube. Ho pubblicato un primo video in cui parlo delle scale musicali e ho messo insieme una guida di riferimento con gli elenchi di tutte le possibilità in tema di scale musicali. Sto iniziando a pensare che in futuro potrei dedicarmi maggiormente a questo tipo di contenuti didattici, se dovessi riscontrare un certo successo. Il mio documento ha dei contenuti che non ho mai visto spiegati in questo modo e lo uso io stesso come riferimento. Penso che sia utile indipendentemente dallo strumento che si suona.

Perpetual Mutations uscirà a luglio 2024.

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