Anolini, Bargnolino e il funk dei Parliaments

(Nik Maffi – 17 settembre 2019)

Un paio di anni fa, in una sera nebbiosa  come  non mai,  mi trovavo all’Arci Taun di Fidenza, per uno dei tanti mitici concerti organizzati dai volenterosi raggazzi del circolo, God bless ‘em.
Per mia sfortuna (mi si allunga il naso) ad  un banchetto di lp usati, acquistai  una compilation della Goldmine Soul Supply dedicata ai primi singoli dei Parliaments di George Clinton, chiamata The Parliaments “Testifyin’ The Mid 60’s Detroit Sessions”, numero di catalogo GSLP 119.
Il giorno dopo, una domenica grigia con il brodo di anolini a consolarmi del fatto che non  fossi da Red Rooster in quel di Harlem ad ingozzarmi di pollo fritto, rimasi folgorato dalla potenza di questa band. Già dai primi singoli il marchio di casa Clinton si faceva sentire – tra i primi a usare le percussioni integrate nella band e tra i primi a jammare come se non ci fosse  un domani – quando ancora il mercato imponeva di seguire il modus operandi delle esibizioni live tipiche dei primi 60’s, cioè concerti di durata media di 20 minuti, live corti, fatti per sparare gli eventuali singoli di successo, spesso in esibizioni doppie , pomeridiane e serali, se non addirittura matinee!
Così, dopo aver digerito gli anolini  e dopo  un buon bicchiere di Bargnolino, decisi che il clima fosse adatto per andare su discogs e fare mio uno dei primi pezzi funk della storia.
I Wanna Testify (Revilot Records, RV 207), fu registrata nel 1966, ma non entrò in classifica fino all’estate dell’anno dopo, dove toccò il picco del terzo posto nella R&B chart in USA e sempre in USA, tra le top 20 di Billboard.
Il mago George Clinton, nato a Kannapolis il 22 luglio 1941, leader della/e bands Parliaments/Funkadelic, nella sua biografia “La mia vita Funkadelica” uscita per la casa editrice Big Sur, ci spiega come nacque questo pezzo: Un pomeriggio del 1966 , stavamo strimpellando al Silk Palace con la band e Billy Bass Nelson se ne venne fuori con accordi semplici, mentre io cantavo versi che avevo in testa da tempo: ” i just want to  testify what your love has done for me” (voglio solo testimoniare ciò che il tuo amore ha fatto per me).
Più Clinton provava la canzone più si rendeva conto che poteva funzionare; il pezzo lasciava molto spazio all’improvvisazione (jam), all’epoca non esisteva ancora il concetto di jam band sviluppato in seguito. La tradizione Motown prevedeva linee melodiche basate su ritornelli orecchiabili condensati in pezzi della durata massima di 3 minuti. Essendo una band in anticipo sui tempi, con le antenne ben sintonizzate sul mondo del rock in via di psichedelizzazione (siamo nel 1966), il pezzo lo si poteva suonare per 5 o 30 minuti che il suo impatto non sarebbe cambiato.
Lo step seguente fu aggiungere le strofe: “friends , inquisitive friends , are asking me what’s come over me , a change , there’s been a change , and it’s oh so plain to see” (amici, amici indiscreti, mi chiedono cosa è successo, un cambiamento, c’è stato un cambiamento, è così evidente).
L’ ispirazione principale per Clinton furono i Fuor Tops con brani come Reach Out, Standing In The Shadows; in pratica una sorta di Bob Dylan rivisitato in chiave soul. che
Fu così che Calvin Simon (22 maggio 1942), Fuzzy Haskins (8 luglio 1941), Grady Thomas (5 gennaio 1941), Ray Davies (29 marzo, 5 luglio 2005) e il buon Clinton, si fecero  prestare i soldi da un amico e se ne andarono a Detroit a registrare il brano che, stando alle parole del musicista/produttore, fece diventare i Parliaments una macchina da hit! …cosa che effettivamente fu!

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