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Alle volte le copertine ingannano, cronaca di un ritardato ascolto. The Big Sound di Federico Franciosi (o semplicemente Ciosi)

(Maurizio Galli – 18 dicembre 2019)

Prima d’oggi sulla mensola dei Cd da ascoltare stazionava da un po’ The Big Sound, l’ultimo lavoro del nostrano Federico Franciosi noto più semplicemente come Ciosi.
Mi guardava ogni qualvolta cercavo un nuovo disco da ascoltare. Mi guardava e io, complice sicuramente la copertina che non mi attirava, non me lo filavo di striscio. Oggi, forse complice il tempo piovoso, quella copertina con il cielo azzurro ha colpito la mia attenzione.

CD nel lettore e vai di Play!.

Il CD si apre con un traditional, Nashville Blues un classico del bluegrass reso famoso da Doc Watson di cui però il Ciosi non ne fa una banale copia. La chitarra (una Santa Cruz modello 1934 D Mahogany, così dice il retro-copertina del CD e io ci credo) del nostro ne detta immediatamente le regole del gioco e il chitarrista corre via spedito tra le pianure americane come un fumoso treno a vapore.

Già al primo pezzo mi dico: ah però! è proprio il caso di continuare ad ascoltare.

L’ascolto è davvero piacevole, si passa dall’armonica a bocca e chitarra acustica (Who Looks For Something), per lo strumentale con sonorità mediterranee (Mediterranean’s Shell). Si ritorna al bluegrass di Rolling In My Sweet Baby’s Arms, un vero e proprio il tributo al mandolinista americano Lester Flatt. E qui mi fermo perchè vorrei che fosse anche per voi una scoperta da gustare. Prima però di chiudere fatemi rimanere per un secondo ancora nel territorio “dediche” segnalandovi con la stupenda Alabama Blues. Qui il nostro chitarrista ricalcando i passi di J. B. Lenoir si fa aiutare dall’amico Lorenz Zadro.

Ora ve lo posso dire: mi sbagliavo, la copertina continua a non piacermi ma dell’album si capisce ascoltandolo che Ciosi ci ha messo anima e corpo. Un disco che merita proprio di essere ascoltato. Alla via così.