Aliante – Sul confine

(Luca Paoli – 30 settembre 2019)

Ci sono dischi che, pur nella loro complessità compositiva e finezza strumentale, ti portano serenità e ti fanno stare bene. I suoni non ti aggrediscono ma ti conducono in territori musicali pregiati e pieni di inventiva. Operazione certo non facile da attuare per chi propone musica strumentale.

Gli Aliante ne escono a pieni voti con la loro seconda uscita discografica (la terza, se includiamo anche la loro collaborazione a “Volando “, ottimo album di Renzo Zenobi).
Dopo l’eccellente esordio di “Forme Libere“ del 2017, uno tra i migliori dischi di rock progressivo di quell’anno, ci sorprendono ancora di più con questo nuovo lavoro.
Li stavamo aspettando alla seconda prova… non è facile bissare l’esordio, figuriamoci riuscire a superarlo.

Sul Confine“ non solo è un grande album ma va ben oltre… per maturità compositiva e strumentale il già acclamato primo lavoro. Il trio toscano ci stupisce ancora una volta proponendoci un neo-prog a tinte più riflessive, a volte con un filo di tristezza, incertezza ma anche felicità… tutti ingredienti della nostra vita.
Otto brani che ci raccontano, senza l’ausilio della voce ma con il loro notevole suono, i sentimenti che appartengono ad ognuno di noi… su quel confine che è poi la quotidianità che affrontiamo tra problemi di lavoro, famiglia e tutto quanto ci gira intorno. Il disco racconta di tutto questo.
Viaggio Nel Vento “ è la track che apre il lavoro con un pianoforte subito protagonista che  dà il la ad un bel solo di moog, coadiuvato poi da tutto l’arsenale di tastiere; notevole la sezione ritmica a dettare il tempo con precisione ed originalità. Non mancano sfumature jazz ad impreziosire, tramite la perizia tecnica dei nostri, il sound. Ancora il pianoforte protagonista nell’introduzione di “Metzada“, qui il ritmo aumenta e l’organo hammond diventa il vero protagonista. I cambi di tempo e d’umore ci portano in territori decisamente prog con rimandi, nella parte più lenta, a floydiani ricordi. Un altro brano che mi ha colpito per la sua qualità strumentale e compositiva è “Il Cigno Nero“, magnifico esempio di come il trio affronta il prog con freschezza e attualità. I risulti subito riconoscibili per il sound molto personale.
Tenente Drogo“ ha il pregio di riportarmi alla mente le Orme dei tempi migliori. Qui siamo al cospetto di una track comunque fresca, attuale e con tutti gli ingredienti di una grande prog song con il moog ancora una volta protagonista.

Un grande disco per questi musicisti che hanno idee, sanno suonare e riescono, nel non facile compito, di svecchiare il genere prog che troppo spesso vive di ricordi con produzioni troppo legate al passato.
Un plauso va anche a Vannuccio Zanella della M.P. & Records  per aver, ancora una volta, creduto e proposto un lavoro di pregio che ascolteremo per lungo tempo.
Se avete apprezzato “ Forme Libere “ correte a comprare “ Sul Confine “ e scoprirete un’ulteriore capolavoro di questo meraviglioso gruppo.

Tracking list:
1 –Viaggio nel vento
2 –Metzada
3 –Ai confini del mondo
4 –La rana
5 –Il cigno nero
6 –Il quadrato
7 –Tenente Drogo
8 –Nel cielo

Band:
ENRICO FILIPPI: tastiere, piano e moog
ALFONSO CAPASSO: basso elettrico ed effetti
JACOPO GIUSTI: batteria e percussioni
MARIANNA VUOCOLO: violino in “Ai confini del mondo”

Precedente Black Star Riders – Another State of Grace Successivo Equipe 84, la psichedelica 29 settembre